La regina di cuori (2021): i giovani e le Challenge estreme

locandina de la regina di cuori 2021

La regina di cuori

Titolo originale: La regina di cuori

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: drammatico

Produzione: One More Pictures, Direct2brain, Rai Cinema

Distribuzione: RaiPlay

Durata: 18 minuti

Regia: Thomas Turolo

Sceneggiatura: Thomas Turolo, Leonardo Paulillo

Fotografia: Simonluca Fraioli

Montaggio: Andrea Olindo Bizzarri

Musiche: Aka7even

Attori: Beatrice Vendramin, Giuseppe Battiston, Mariasole Pollio, Cristiano Caccamo

Trailer del corto La regina di cuori

In Italia esiste il contest a scopo divulgativo – cinematografico La Realtà che “non” Esiste,  ideato da One More Pictures e Rai Cinema, dove gli sceneggiatori del futuro si possono cimentare nella scrittura di cortometraggi che abbiano come filo conduttore il mondo giovanile e le problematiche legate a quest’età. Per l’edizione 2021 la sfida proposta è stata quella di andare a raccontare il controverso e complicato mondo digitale partendo dai rischi situati nel web fino a trattare le risorse e opportunità presenti all’interno della rete. La regina di cuori per la regia di Thomas Turolo e la sceneggiatura di T. Turolo e L. Paulillo ha vinto la terza edizione di questo contest.

Il progetto riguardante La regina di cuori risulta innovativo e transmediale, essendo realizzato in quattro diversi formati:

  1. Cortometraggio lineare: La regina di cuori (di cui si occupiamo in questa recensione) che verrà presentato come evento speciale alla 78. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e contemporaneamente su Ray Play
  2. Social Movie diretto da Emalloru, che verrà rilasciato in contemporanea alla proiezione del cortometraggio sui social
  3. Cortometraggio in Virtual Reality 360° diretto da Diego Capitan
  4. Video mapping narrativo realizzato da Direct2Brain
Mariasoe Pollio - La regina di cuori
Mariasole Pollio – La regina di cuori

Trama di La regina di cuori

Alice ha diciotto anni, con un passato di problemi connessi al mondo del web e alla BlackOut Challeng. La giovane, seguita costantemente da uno psichiatra, fatica ad addormentarsi e quando ci riesce ricade entro un incubo, dove La regina di Cuori e un gigantesco coniglio con un occhio bionico gli propongono delle strane sfide d’affrontare, sfide che deve però sempre vincere. Accanto ad Alice è presente il fidanzato e l’amica Martina che affronta i medesimi problemi interiore di lei e con cui si vede online, ma sembrano non essere in grado di aiutarla a superare i traumi legati al suo passato. In tutto ciò Alice partecipa a un progetto artistico digitale, in cui deve realizzare un quadro, ma i problemi e le cicatrici interiori ed esteriori gli rendono complesso il semplice atto d’impegnarsi in qualcosa. La giovane riuscirà a risollevarsi e rinascere?

Beatrice Vendramin in La regina di cuori
Beatrice Vendramin in La regina di cuori

Recensione di La regina di cuori

La regina di cuori non va tanto considerato come un cortometraggio a sé stante ma va visto e analizzato nel suo insieme e nello scopo che questo si prefigge, ovvero quello divulgativo ed educativo rivolto ai più giovani, mettendoli a conoscenza dei pericoli connessi al web. Difatti dopo le due passate edizioni dove i cortometraggi vincitori de “La Realtà che non esiste” come “Happy Birthday” e “Revenge Room” avevano condotto lo spettatore all’interno di tematiche come gli Hikikomori e il Revenge Porn ecco che La regina di cuori tocca lo scottante argomento delle Challenge estreme presenti nel mondo dei social network. Si tratta di sfide in cui si richiede all’utente di dimostrare “coraggio” attraverso livelli crescenti di difficoltà, che vanno a mettere a rischio la vita stessa dell’utente, il tutto per qualche secondo di notorietà. Una delle più comuni, e l’unica trattata in questo cortometraggio, riguarda LaBlackOut Challenge in cui al partecipante è richiesto di stringersi una cintura intorno al collo e di resistere il più possibile. La domanda che si ci pone è: perché molti giovani si avvicinano a questo mondo? Probabilmente il primo fattore è la mancanza di autostima o il bisogno di provare qualcosa di forte per scuotere la propria esistenza da un apatica monotonia sentendo un brivido. Per i giovani queste sfide possono apparire come dei riti d’iniziazione tesi a dimostrare a se stessi e alla comunità digitale la propria resistenza e invincibilità, poiché basta una minima esitazione o errore per morire.

Questa storia induce molteplici riflessioni:la fase del ciclo di vita dei preadolescenti e adolescenti contraddistinta dalla voglia di misurarsi con le sfide, e le challenge sono un modo d’iniziare a sentirsi più grandi, autonomi e accettati dai coetanei. Un’ età in cui però non si ha cognizione e percezione dei rischi che si corrono. Il punto cruciale risiede nella capacità educativa, nel saper fornire regole e limiti, adeguati all’età e ai bisogni evolutivi dei propri figli

Dichiarazione della psicologa e psicoterapeuta Maddalena Cialdella, che ha fornito consulenza specialistica per la scrittura del corto

Ma il mondo del web all’interno de La Regina di Cuori è visto interamente in maniera negativa? Assolutamente no, anzi il finale dimostra l’utilità della rete e delle sue possibilità d’integrazione e d’aiuto, alla fine del corto Alice riesce a trovare una sorta di quiete interiore e comunica al proprio pubblico online dei messaggi d’amore verso se stessi e di come sia importante trovare dei punti di forza interiore per sopravvivere a un mondo digitale malato creato dai social dove ci ricerca una perfezione che non esiste e molti individui sfruttano TikTok e Instagram per assaporare un briciolo di celebrità, ma per farlo indossano maschere e si trasformano in ciò che non sono per piacere agli altri. Inoltre, anche questo cortometraggio, mostra come il web sia un elemento importante per rimanere in contatto con il resto del mondo attraverso videochiamate online che abbattono le distanze tra gli individui.

Tali riflessioni però scaturiscono quasi esclusivamente dalla scena finale con il monologo ben scritto pronunciato da Alice, interpretata da Beatrice Vendramin, ma per il resto il cortometraggio di Thomas Turolo non sa osare, mostra le cicatrici di Alice, ci fa conoscere i sogni oscuri della giovane ragazza, ma non mostra mai la Challenge estrema tanto che sentiamo, all’interno del corto, l’assenza di questa visione “tragica” delle sfide tanto che alla fine dei conti il cortometraggio appare fin troppo superficiale girando intorno all’argomento senza mai toccarlo realmente. Si poteva optare per uno sguardo drammaturgico più crudo e didascalico in maniera da terrorizzare i giovani spettatori invece abbiamo dinanzi a noi una storia non didascalica che mostra solo il lato più chiaro della vicenda tagliando i momenti più tragici. Interessante e degno di nota risulta il richiamo cinematografico riguardo al classico letterario e d’animazione Alice nel paese delle Meraviglie, tanto che all’interno dei sogni abbiamo una animazione assolutamente dark, accattivante e inquietante risultando l’arma in più de La regina dei cuori.

Il problema non è il web ma è la sfiducia nel mondo reale. Siamo schiacciati dai problemi dei nostri genitori. Da un mondo che ci vuole vedere sempre perfetti, sorridenti, coraggiosi, fuori di testa, insomma sempre al Top. La voglia di farsi notare è normale alla nostra età ma quando c’è davanti tutta quella gente che ti segue allora diventa una roba esplosiva, vuoi raggiunge la perfezione perché ti senti inadeguato ma sei destinato a cadere

La regina di cuori

Note positive

  • L’animazione
  • Il dialogo finale

Note negative

  • Il tema viene toccato solo in superficie
  • Il corto non risulta didascalico e forse se guardiamo lo scopo che vuole ottenere raggiungendo un pubblico di giovani gli sceneggiatori dovevano puntare su una storia più immediata e più emozionale.

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