I film del Rinascimento Disney: la chiave del loro successo

Tutti conoscono e amano i classici d’animazione Disney, film che sono rimasti nelle menti di generazioni e che hanno riscosso un enorme successo tra grandi e piccoli. Non tutti forse sono a conoscenza che la casa di Topolino ha passato diverse fasi della sua esistenza tra alti e bassi. 

Dopo il trionfo con Biancaneve e i sette nani nel 1937, l’azienda iniziò a sentire il peso economico dovuto dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che limitò il successo dei seguenti lungometraggi, come Pinocchio Fantasia. Dopo la guerra, ci fu una ripresa con titoli iconici come Cenerentola, Lilli e il vagabondo, La carica dei 101 e Mary Poppins. In seguito, alla morte di Walt Disney nel 1966, e successivamente di suo fratello Roy (cofondatore dell’azienda) nel ‘71, la casa di produzione si vide di fronte a una forte crisi finanziaria e creativa: film come Gli aristogatti, Robin Hood, Red & Toby nemiciamici o Taron e la pentola magica non riscossero lo stesso entusiasmo dei loro predecessori, al punto da mettere a rischio il futuro della società.

Dalla fine degli anni ’80, la Disney tornò alla ribalta con una serie di lungometraggi che salvarono l’azienda dalla bancarotta, con titoli che furono apprezzati da pubblico e critica. La fase in questione viene definita il periodo del Rinascimento Disney e comprende nove film (Bianca e Bernie nella terra dei canguri del 1990 fu distribuito durante questo periodo, ma non ebbe lo stesso successo): 

  • La sirenetta, 1989
  • La bella e la bestia, 1991
  • Aladdin, 1992
  • Il re leone, 1994
  • Pocahontas, 1995
  • Il gobbo di Notre Dame, 1996
  • Hercules, 1997
  • Mulan, 1998
  • Tarzan, 1999

La Disney trova una formula vincente che utilizza per tutte queste pellicole basandosi sulla struttura narrativa classica del Viaggio dell’eroe di Vogler. Infatti all’interno di queste pellicole è presente la medesima traiettoria narrativa e vengono costruiti i medesimi tipi di archetipi. Prendendo come esempio tre dei titoli sopracitati, La sirenetta, Il re leone e Mulan, possiamo vedere come questo schema emerga in ogni singolo film.

Titolo presente ne La Sirenetta
Titolo presente ne La Sirenetta

All’inizio dei lungometraggi viene presentata una situazione iniziale sotto forma di prologo, in cui viene subito esplicitato che ci troviamo in un luogo pieno di magia e incanto tipico del classico “C’era una volta…”; in questa presentazione vi è una forte connotazione ambientale che, attingendo da uno specifico immaginario, fa capire subito allo spettatore dove verrà catapultato. Nel corso del prologo non viene mai presentato il/la protagonista del film (anche nei casi in cui lo si vede, non si è a conoscenza di chi sia o della sua storia) e, durante questa parte o subito a seguire, appare il titolo del film, fortemente iconografico che sta a rappresentare l’immaginario che pervade il film. Ne La sirenetta, infatti, la prima scena è quella di alcuni marinai in un luogo imprecisato che cantano sul loro vascello mentre pescano; un pesce si libera e va in fondo al mare dove viene appunto ambientata la storia; appare il titolo del film con un carattere dai tratti ondeggianti e di colore azzurro che richiama le onde dell’oceano. Il re leone non differisce dal film precedente: all’inizio si vede un sole che sorge su una pianura africana, diversi animali che si recano di fronte a una rupe per festeggiare quello che si scoprirà essere un battesimo, e, subito dopo, appare il titolo del film con un font dai colori caldi che richiamano la cultura africana. In Mulan, nonostante qui il titolo appaia prima del prologo, sono presenti le stesse caratteristiche e infatti il logo del film richiama esplicitamente gli ideogrammi cinesi; segue poi il prologo che presenta la situazione iniziale con l’introduzione dell’antagonista.

Il taglio di Capelli - Mulan
Il taglio di Capelli – Mulan

Solo successivamente a quest’introduzione, si verrà a conoscenza del/la protagonista della storia che presentano tutti/e le stesse caratteristiche di base e compiono tutti/e la stessa traiettoria. Infatti, tutti gli/le eroi/eroine di questi film si spostano attraverso tre luoghi metaforici, i quali coincidono con il loro percorso personale e con lo sviluppo della vicenda e che si possono identificare come purgatorio, inferno e paradiso.

Il purgatorio è il luogo di partenza, dove è presente una condizione di equilibrio incompleto ed il/la personaggio/a non si sente felice e appagato/a. Rappresenta una fase nella quale si anela un cambiamento: Ariel, infatti, all’inizio del film si trova ad Atlantica e non è soddisfatta della sua vita perché vorrebbe conoscere e vivere nel mondo degli umani; ne Il re leone è presente una situazione in cui tutto è organizzato, tutto ha un posto e tutto ed è destinato a ripetersi (il cerchio della vita), ma il cucciolo Simba si sente ribelle e non vuole sottostare a ordini e limiti a lui imposti; infine, Mulan si sente bloccata all’interno di una cultura patriarcale che limita la sua identità e non le consente di trovare se stessa, di realizzarsi come vorrebbe socialmente e sessualmente.

L’inferno è presente verso la metà e poco prima della fine del film. È quel luogo in cui il/la protagonista si trova ad avere a che fare con l’antagonista, dove viene messo/a in difficoltà e dove deve affrontare le sue paure, i suoi “fantasmi del passato” per liberarsene e scontrarsi con il/la cattivo/a per ristabilire l’ordine. Per Ariel l’inferno sono la grotta dove vive Ursula, luogo in cui quest’ultima le sottrarrà la voce, e le profondità marine durante lo scontro finale; l’inferno per Simba è incarnato dalla scena della gola, in cui lo zio Scar escogita un piano per far morire lui e Mufasa, e da quella in cui si svolge lo scontro in cui Simba dovrà affrontare anche la sua famiglia rivelando di essere colpevole della morte di suo padre (che poi si rivelerà una menzogna inventata da Scar); infine, per Mulan è il momento in cui viene scoperta la sua vera identità, ovvero che lei non è in realtà un uomo, bensì una donna e dovrà dimostrare a tutti quanto vale sconfiggendo Shan Yu.

Il paradiso, invece, viene raggiunto nella parte finale del film, quando si è ormai ristabilito l’equilibrio e i/le protagonisti/e hanno finalmente raggiunto i loro desideri e la felicità dopo la sconfitta del male, arrivando così a un luogo idilliaco. Ne La sirenetta coincide con la sconfitta di Ursula e la celebrazione del matrimonio tra Eric e Ariel ormai diventata umana; ne Il re leone è la rupe dei re che diventa il luogo di felicità dopo l’uccisione di Scar, in cui torna la serenità e tutto riacquista il suo naturale equilibrio; infine, in Mulan il paradiso viene raggiunto con il trionfo dell’eroina, la sua celebrazione e il riconoscimento da parte dell’intera Cina, ma soprattutto dalla famiglia e dal suo interesse amoroso (Li Shang).

Scar - Il re Leone
Scar – Il re Leone

I/le protagonisti/e sono tutti/e completamente positivi/e, delle figure gentili, virtuose e buone; mentre gli/le antagonisti/e sono interamente caratterizzati/e da aspetti negativi, sono malvagi/e, egoisti/e e assetati/e di potere. Incarnano, dunque, rispettivamente il bene e il male, sono archetipi, raffigurano l’uno la controparte dell’altro e nessuno dei due compirebbe mai un’azione che non lo rispecchia. Questo elemento è centrale anche per la disfatta del/la cattivo/a del film: l’eroe/eroina, non potendo macchiarsi di un crimine come l’omicidio, non è mai colui/colei che uccide l’antagonista. È per l’appunto Eric a trafiggere Ursula con un relitto; sono le iene a sbranare Scar sulla rupe dei re; e infine, sono Mushu e Cri-Kee ad accendere e lanciare il fuoco d’artificio che sconfigge Shan Yu. 

Nonostante gli anni che sono trascorsi, questi film hanno riscosso un enorme successo entrando nei cuori di milioni di persone e, non a caso, la Disney ha prodotto e messo in cantiere tanti altri remake dal vivo (La sirenetta, Hercules, Tarzan solo per citarne alcuni) per far riaccendere le emozioni nei nostri cuori, farli scoprire a nuove generazioni e, sicuramente, racimolare qualche altro milione in più, ma questo è un altro discorso.

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