La legge della notte: Tra ambizione e pentimento

Trailer italiano di La legge della notte

Ben Affleck (anche autore della sceneggiatura) traspone cinematograficamente un romanzo di Dennis Lehane, adattando il libro La legge della notte (Live by Night, 2012). Prima di questo film, il regista due volte Premio Oscar (per la sceneggiatura di Will Hunting – Genio ribelle e per Argo), aveva trasposto un altro romanzo di Lehane: Gone Baby Gone (1998). Il pluripremiato Robert Richardson cura la fotografia, mentre tra i produttori, oltre allo stesso Affleck e a Lehane, figura Leonardo DiCaprio che, in un primo momento, doveva interpretare Joe Coughlin, il principale protagonista del lungometraggio.

Trama di La legge della notte

Dopo aver preso parte alla Prima guerra mondiale, Joe Coughlin (Ben Affleck) torna nella nativa Boston in piena epoca proibizionista. Nonostante sia figlio di Thomas (Brendan Gleeson), vice commissario di polizia, decide di entrare nel crimine, creando una banda con il compare Dion Bartolo (Chris Messina) e altri conoscenti. Il caso lo conduce però sulla strada di Albert White (Robert Glenister), gangster irlandese legato a Emma Gould (Sienna Miller), la stessa donna amata da Joe. I due intendono cambiare vita, allontanandosi da Boston e dalla gang di White, ma una rapina in banca finita male conclude drammaticamente la loro relazione. Joe viene arrestato, poi condotto in un carcere in cui sconta, grazie all’aiuto del padre, solo una breve condanna. Una volta uscito, viene contattato da Maso Pescatore (Remo Girone), boss rivale di White che gli offre una posizione di comando a Tampa, in Florida. In città conosce Graciela Suarez (Zoe Saldana), una donna di cui si innamora, ma alcuni dissidi con Pescatore e la comparsa di Loretta Figgis (Elle Fanning), provocano un clima di tensione che conducono Joe verso una situazione sempre più difficile.

Recensione di La legge dalla notte

Se partiamo da una riflessione sullo straordinario libro di Dennis Lehane (il secondo di una serie di tre romanzi dedicati ai Coughlin), viene spontaneo sostenere che la sua trasposizione cinematografica poteva avere due esiti: il primo, un trionfo completo; il secondo, un film sopraffatto dallo stesso romanzo. Ma dato che il bianco e nero talvolta (o forse più spesso) è sostituito da diverse sfumature di grigio, si può affermare che La legge della notte di Ben Affleck si colloca nel mezzo, ovvero in quel limbo che ci si poteva aspettare ancora prima che la produzione organizzasse il cast. Perché se Lehane descrive le vicende di Joe Coughlin con abilità e perfetta tempistica (raccontando in maniera esauriente ogni parte della storia), Affleck si ritrova a comprimere in 129 minuti una serie di eventi che reclamano più spazio, costringendo in varie sequenze ad una recitazione che si discosta dalla complessità descritta nel libro.

E a patirne più di tutti è proprio Affleck, chiuso nel personaggio di Coughlin, con una interpretazione che dev’essere a metà tra violenza e pentimento. Una prova non semplice, che per certi aspetti sostiene grazie alla sua espressività “statica”, ma che inevitabilmente rischia delle “cadute” in alcune parti del film. Perché Joe Coughlin poteva (e forse doveva) essere il classico protagonista di un (lungo) film alla Martin Scorsese. Un personaggio silenzioso, certo. Sicuramente calcolatore. Eppure in grado, in particolari occasioni, di sfoderare quel carattere che colpisce il pubblico. O meglio, quella capacità comunicativa (anche attraverso la fotografia ben organizzata da Robert Richardson) che il personaggio creato da Dennis Lehane ha sempre manifestato nei romanzi. Anche il cast, seppur di assoluto rilievo, non sovverte tale caratteristica. Sienna Miller è la classica femme fatale; Zoe Saldana la donna con cui si lega più profondamente Joe, non modificandone comunque alcun comportamento. La sola che sottolinea l’interessante status di Coughlin è Elle Fanning, nel ruolo, interpretato magistralmente, della delicata e sofferente Loretta Figgis. Una ragazza che, pur nella sua fragilità, dispone del necessario coraggio per comprendere (e comunicare) il debole equilibrio di Joe, portandolo a rispondere alla domanda principale. Ovvero: “Che cosa sei in realtà?”

Note positive

  • L’interpretazione di Elle Fanning e le scene in cui Loretta Figgis discute con Joe Coughlin
  • La ricostruzione di un’epoca storica
  • La fotografia di Robert Richardson
  • L’ambizioso tentativo (che è corretto riconoscere) di realizzare un così difficile “film del libro”

Note negative

  • La complessità del romanzo di Lehane non riesce ad essere trasposta perfettamente, con un risultato troppo “condensato” che limita le possibili (e immense) potenzialità del film.   

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