Il mare (2000): Il film da cui è stato tratta la pellicola hollywoodiana La casa sul lago del tempo

Si-wor-ae ( Il Mare) locandina film

Il mare

Titolo originale: 시월애

Anno:  2000

Nazione: Corea Del Sud

Genere: sentimentale, fantastico

Casa di produzione: Blue Cinema, Dream Venture Capital, Unikorea

Distribuzione internazionale: Cinema Service

Durata:  105 Min

Regia: Lee Hyun-seung

Sceneggiatura: Kim Eun-Jeong, Won Tae-Yeon, Yeo Ji-Na

Fotografia: Hong Kyung-Pyo

Montaggio: Eun Soo Lee

Musiche: Kim Hyeon-Cheol

Attori: Jeon Ji-Hun, Jun Gianna, Lee Jung-Jae

Il trailer del film Il Mare

In quanti, spettatori dall’animo romantico, conoscono il lungometraggio sentimentale del 2006 per la regia di Alejandro Agresti, La casa sul lago del tempo con Sandra Bullock e Keanu Reeves, due vere icone del cinema americano?  In quanti di voi ci sono lasciati trasportare emotivamente entro la storia d’amore di Kate Forster e Alex Wyler, due anime che in mezzo al caos del mondo ci ritrovano come anime gemelle ma che per poter stare insieme devono affrontare i misteri del tempo, lei nel 2006, lui nel 2004? In quanti però sanno che La casa sul lago del tempo non è altro che una trasposizione commerciale a tinte hollywoodiane di una pellicola della corea del Sud? Infatti il film di Agresti altro non è che il remake di Si-wor-ae ( Il Mare), per la regia di Lee Hyun-seung del 2000, presentato in Italia grazie al Far East Film Festival di Udine del 2001. In questa prima versione della storia troviamo nelle vesti dei protagonisti Lee Jung-jae e Jun Ji-hyun.

Trama de Il mare

1999, la giovane Kim Eun-ju si trasferisce e nel farlo abbandona un luogo a lei caro e paradisiaco, una casa, costruita in stile palafitta, situata sopra una spiaggia, in una posizione solitaria. L’edificio è stato chiamato, “Il Mare”. Prima di andarsene la ragazza immette, nella casetta postale, una lettera per il prossimo inquilino successivo, con iscritto alcune semplici informazioni: il suo nuovo indirizzo postale nel caso arrivasse a “Il Mare” qualche lettera indirizzata a lei, e informa che le impronte di zampe presenti sull’entrata della casa non sono state causate da lei ma che erano già presenti quando ci era trasferita.

Sung-hyun, un operaio che lavora in un cantiere edile, si trasferisce a “Il Mare”, qui trova, nella cassetta postale, la lettera lasciata da Kim rimanendo incuriosito da quel messaggio, tanto da scrivere alla giovane credendo in uno scherzo dato che nessuno prima di lui ha vissuto in quella casa, dove non c’è nessuna impronta di zampe di cane sul pavimento e inoltre sa, con sicurezza, che la data scritta dalla donna è assurda, poiché lui vive nel 1997 e non del 1999. La ragazza, ritornando a “Il Mare” leggerà la lettera dell’uomo e gli risponderà, da questo momento nasce uno scambio epistolare tra i due, i quali ci renderanno ben presto conto che la cassetta delle lettere è connessa tra due dimensioni temporali, il 1997 e il 1999.

I protagonisti divisi dal tempo - Si-wor-ae ( Il Mare)
I protagonisti divisi dal tempo – Si-wor-ae (Il Mare)

Recensione de Il mare

Se La casa sul lago del tempo è essenzialmente un film romantico commerciale per il grande pubblico, Il Mare possiede in sé elementi di grandezza spirituale ricercando la poesia e l’autorialità in ogni singola inquadratura della pellicola, che ci appaiono come dei piccoli gioiello d’arte, sia nei colori che nella composizione scenica, soprattutto riguardo al come il regista inquadra l’abitazione, riuscendo a dare a questo spazio una sua anima che si connette con quella dei personaggi, i quali vengono analizzati emotivamente soprattutto nei silenzi come nella scena in cui troviamo i due protagonisti, nel medesimo luogo, ma distanti due anni di tempo, osservare il tramonto. Una scena piena di emozione che ci fa conoscere meglio i due personaggi, sia grazie alla scenografia e alla fotografia che li mostra in silhouette, sia grazie alle voci pensiero dei due che donano un maggior senso di sofferenza alla storia. Questa scena li mostra a noi come anime sole, e in effetti i due non sono altro che individui con una vita solitaria e fatta di malinconia, dove la felicità si trova solo all’interno di quello scambio epistolare ai confini con la fantascienza, un rapporto che per loro diventa l’unico vero spiraglio di sole, tanto che lui vive solo per lei e lei è felice solo grazie alla presenza di lui, entrambi attendono con ansia la lettera dell’altro.

Parlando proprio di solitudine è interessante denotare come i due per sconfiggere questa sensazione vogliono portare a un passo successivo la loro relazione, e per far ciò iniziano a pianificare in comune le loro esperienze e giornate, ritrovandoci il medesimo giorno, due anni di distanza, al Luna Park oppure a passeggiare per un parco oppure con Sung-hyun che lascia a lei, all’interno di un locale, un vino invecchiato di due anni. Queste esperienze li fanno sentire meno soli e ben presto entrambi comprendono di aver bisogno l’uno dell’altro. Lei lo vuole conoscere nel presente, mentre lui cerca di trovare un contatto umano con la lei del passato che vede alla stazione, in incontri per lui pieni di sofferenza perché lei non lo guarda e se lo guarda non lo riconosce.

Questa storia di due anime solitarie che si trovano e si innamorano è ben narrata, attraverso un ritmo alquanto lento e che ci prende tutto il tempo necessario per esplorare le gioie e i dolori dei due personaggi, dai momenti in cui si divertono a cucinare a quelli più tragici, il tutto senza ricadere in inutili smancerie romantiche ma concentrandosi essenzialmente sullo sviluppo dei due personaggi principali; ovviamente però la storia ha alcune sbavature sceneggiature connesse alla linea temporale soprattutto riguardo al finale, poiché se lui è lì con lei in quel momento, allora non avrebbe mai scoperto le lettere di lei e quindi non ci sarebbe mai innamorato di lei, un dilemma al Ritorno al Futuro.

Jun Ji-hyun nel film Il Mare (2000)
Jun Ji-hyun nel film Il Mare (2000)

In conclusione

Una pellicola superiore di fattura e speciale al suo remake americano, il tutto reso magnifico dalla regia e da una pregevole prova attoriale di un giovanissimo Lee Jung-jae (divenuto famoso all’estero grazie a Squid Game) e la sorprendente Jun Ji-hyun abile nel rappresentare una donna triste e stanca della sua vita.

Note positive

  • Attori
  • Fotografia
  • Sceneggiatura

Note negative

  • La scena finale che stona con tutto il lungometraggio

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