Il signore delle formiche (2022): il passato che è ancora presente – Venezia ’79

Il signore delle formiche

Titolo originale: Il signore delle formiche

Anno: 2022

Paese: Italia

Genere: drammatico, storico

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 134 minuti

Regia: Gianni Amelio

Sceneggiatura: Gianni Amelio, Edoardo Petti, Federico Fava

Fotografia: Luan Amelio Ujkaj

Montaggio: Simona Paggi

Attori: Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Davide Vecchi, Sara Serraiocco, Anna Caterina Antonacci, Roberto Infurna

Presentato in anteprima mondiale il 6 settembre 2022, Il signore delle formiche, per la regia di Gianni Amelio, tratta la vicenda dello scrittore e drammaturgo italiano Aldo Braibanti, protagonista tra il 1964 e 1968 del cosidetto «caso Braibanti». Il film dopo l’evento a Venezia è stato distribuito al cinema l’8 settembre 2022 per 01 Distribution.

Trama de Il signore delle formiche

Il film si ispira alla storia di Aldo Braibanti, il drammaturgo e poeta, condannato alla fine degli anni 60 a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne.

Recensione de Il signore delle formiche

Pochissimi conoscevano i fatti di cronaca circa Aldo Braibanti, intellettuale e poeta antifascista nato nel 1922 a Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino. Il motivo lo si può ritrovare certamente in una scarsa conoscenza della storia contemporanea del nostro paese, salvo alcune eccezioni entrate nell’immaginario collettivo. Ma più che mai tutt’oggi la sua storia è emersa grazie al lavoro di Gianni Amelio, il quale non solo ne trae un lungometraggio da portare sul grande schermo, ma realizza una scultura a tutto tondo del Belpaese che dopo mezzo secolo e poco più non ha cambiato mentalità. L’uscita nelle sale in questo periodo non è casuale, soprattutto se si osserva bene come la lotta per i diritti civili in Italia sia un tabù e si presenta come arma politica, quando in realtà dovrebbe essere una consuetudine dentro la sfera del rispetto. Amelio lo sa bene, scrivendo e dirigendo una pellicola che prende una posizione forte.

Fotogramma de Il signore delle formiche
Fotogramma de Il signore delle formiche

Il film, presentato il 6 settembre alla mostra del cinema di Venezia e uscito nelle sale italiane l’8, ha il pregio di presentare uno spaccato del nostro paese avvenuto a cavallo tra gli anni 50 e 60, prendendo un caso di cronaca poco conosciuto ed evidenziando i grandi buchi, soprattutto morali e culturali, dell’Italia. Il voto di Aldo Braibanti è affidato a Luigi Lo Cascio, che porta con sé un personaggio culturalmente poliedrico e avvantaggiato dal gioco di sguardi e gesti poetici che si configurano con l’amante Ettore, un Leonardo Maltese che gioca egregiamente le sue carte grazie alla minuziosa regia di Gianni Amelio, il quale costruisce gli eventi con un ritmo lento e inquadrature fisse, in special modo durante le scene del processo, in cui rinuncia al botta e risposta del campo/controcampo e decide di concentrarsi sui volti silenziosi delle “vittime” del sistema. Il risultato è una sceneggiatura scritta basandosi su due blocchi distintivi: il primo è il flashback che narra la storia d’amore dalla nascita fino all’arresto, mentre la seconda parte è giudiziaria e sociale: è qui che Amelio plasma il suo prodotto da una storia d’amore tormentata, caratterizzata da uno stile di regia classico, per giungere a rappresentare la mentalità italiana degli anni 60, giocando molto sui primi piani degli attori.

Fotogramma de Il signore delle formiche
Fotogramma de Il signore delle formiche


La sensazione che si prova durante la visione è quella di trovarsi di fronte ad un’opera che non si esalta dal punto di vista dell’azione, ma mettendo in atto un didascalismo volto a far riflettere : tanti sono i dialoghi, ci sono momenti dedicati alle poesie tra i due teneri amanti, si salta da una famiglia di borghesi superstiziosi che si affidano alle preghiere per curare un ragazzo che come colpa ha solo amato un altro uomo ad una madre che piange per il proprio figlio, quasi consapevole di cosa gli riserverà il futuro, e , in modo sgradevole, si percepisce un senso di sconfitta di fronte alle istituzioni che condannano un uomo sotto le mentite spoglie di una legge che non sarà più riutilizzata nel corso del tempo. Inoltre, si fa strada nel corso della durata un orgoglioso attivismo per salvare Braibanti dalla condanna, per risvegliare la ragione da quel sonno che genera mostri e mette in rilievo come lo Stato italiano abbia dato ragione al bene egoistico di una madre-padrona. Tanti sono dunque gli spunti di riflessione che emergono solamente dalle parole pronunciate dai personaggi, perfino nella missione del giornalista dell’Unità Ennio Scribani, il quale viene censurato dal suo datore di lavoro e lotta duramente per salvare il compagno Braibanti dall’ingiustizia dell’opinione pubblica e il bigottismo generale.

Il processo è assurdo, perché non c’è nessun colpevole, perché non c’è nessuna colpa.

Ettore (Leonardo Maltese)

In conclusione

Il signore delle formiche si prefigge un compito ben importante: smuovere le menti grazie all’arte cinematografica. Gianni Amelio confeziona, dunque, un prodotto certamente non per tutti, di chiaro stampo politico-sociale, allestendo il ritratto di un paese che sarà pure avanzato tecnologicamente, ma che non ha avuto il coraggio di aprire la mente a forme di amare che sono (e dovrebbero essere) normali. Seppur risulti una pellicola molto macchinosa e non abbia incantato il pubblico del Lido, si può certamente affermare che abbia avuto il coraggio di mostrare come il passato e il presente in realtà non sono così mentalmente lontani.

Note positive

  • Le interpretazioni di Luigi Lo Cascio, Elio Germano e Leonardo Maltese;
  • La regia di Gianni Amelio;
  • Le tematiche attuali.

Note negative

  • Il ritmo lento;
  • La sceneggiatura tende ad essere didascalica nella seconda parte.

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