Il talento del Calabrone: un thriller scontato ma efficace

Recensione del film "Il talento del Calabrone" thriller italiano diretto da Giacomo Cimini, con Sergio Castellitto, Lorenzo Richelmy e Anna Foglietta

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Locandina Il talento del Calabrone

Il talento del Calabrone

Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: Thriller

Produzione: Paco Cinematografica, Atica Cuarzo Innova, Eagle Pictures

Distribuzione: Eagle Pictures, Prime Video

Durata: 84 Minuti

Regia: Giacomo Cimini

Sceneggiatura: Giacomo Cimini, Lorenzo Collalti

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Massimo Quaglia

Musiche: Dimitri Scarlato

Attori: Sergio Castellitto, Lorenzo Richelmy, Anna Foglietta, Gianluca Gobbi, David Coco.

Trailer Ita del film “Il talento del Calabrone”

“Beat time Milano, Beat time Italia”.

cit. Dj Steph

Trama Il talento del Calabrone

Ci troviamo a Milano, nello sede radiofonica di RADIO 105, Steph è un giovane DJ sulla cresta dell’onda, molto popolare sui social media e il classico tipo altezzoso. Ogni sera conduce un programma radiofonico con un grande seguito online durante il quale riceve chiamate dai fan che richiedono le loro canzoni preferite.

Una sera però, durante il suo solito show, una telefonata terrorizza lui e tutti i suoi ascoltatori: uno sconosciuto dal sangue freddo annuncia in diretta di volersi togliere la vita, facendosi esplodere proprio nel centro della città.

Il dj cerca di gestire la situazione al meglio, sotto le continue minacce dell’attentatore che sostiene si farà esplodere se il ragazzo non lo intratterrà in diretta. L’uomo, che si fa chiamare Carlo, sfida Steph in un duello di resistenza mentale. Nel frattempo, il nucleo investigativo dei Carabinieri guidato dalla ferma mano del Tenente Colonnello Rosa Amedei si mette sulle tracce del terrorista e scopre che in realtà il piano dell’uomo è molto più complesso di quanto lui stesso voglia mostrare e che tutto ciò è legato al suo passato ed a quello della sua famiglia.

Recensione Il talento del Calabrone

Un film “nuovo” per il cinema italiano che non è sicuramente abituato al genere thriller e un Giacomo Cimini che strizza l’occhio al mondo americano con un film che a livello di trama ricorda molto Giustizia Privata.

Seppur dal punto di vista tecnico risulti quasi impeccabile, tuttavia il film presenti alcuni cliché triti e ritriti che potrebbero far storcere il naso ai molti. In realtà il prodotto risulta essere molto godibili sia alla vista che sia sotto l’aspetto narrativo. Come già detto ci troviamo davanti a un tipo di pellicola che raramente si trova nel nostro Paese, ma nonostante ciò il regista riesce a trasportare sullo schermo una serie di emozioni contraddittorie che permettono al telespettatore di essere avvolto dalla storia di un uomo che soffre a causa del suo passato e che ha solo voglia di riavere tutto ciò che di più caro gli era rimasto al mondo.

Il risultato è quello di un film avvincente e in grado di coinvolgere per diversi motivi, partendo dal fatto della presenza di un pericolo invisibile che gira per le strade di una Milano che da grande cittadina che ingloba i suoi abitanti, diventa succube di un uomo senza scrupoli, il tutto sotto la luce notturna che arricchisce il fascino di una città già splendida di giorno.

Lo spettatore si schiera fin da subito dalla parte dei cittadini, cercando di allontanare il pericolo, senza sapere quale sia davvero però. Perché sì, un attentatore tiene sotto scacco un’intera città, ma ognuno di noi ha i propri scheletri nell’armadio e molto presto anche Steph dovrà fare i conti coni suoi. Il dj, così amato e apprezzato dal pubblico, risulta essere solo un egocentrico appagato da sè stesso, dimostrando che dietro ogni persona vi è in realtà una maschera che viene mostrata nella vita di tutti giorni. E molto presto, conoscendo la storia di Carlo, ci si sente quasi più vicini alle sue motivazioni e alla sua “sete di vendetta”. Un uomo colto e sofisticato che si ritrova a fare i conti con il dolore e il male subito, mutilato dalla sua stessa vita.

Tutto il film è accompagnato da una musica soave, che spazia da Beethoven a Bach che trascende dall’ordinario per accompagnarci in una lunga serata all’insegna del panico. Per quanto riguarda le location tutto si svolge soltanto in due luoghi: la macchina di Carlo e lo studio radiofonico, con una gestione degli spazi ottimale e molto precisa a livello estetico e l’unica pecca in un film con una caratterizzazione dei due protagonisti molto curata, diventa così il personaggio del tenente interpretato da Anna Foglietta, che vuoi i dialoghi abbastanza scialbi e un ruolo che non le calza a pennello, risulta essere molto forzato e poco convincente sotto ogni punto di vista.

“Se si spegnessero tutte le luci di Milano, si vedrebbero tutte le stelle”.

“E perché non lo fanno?”

“Perché è impossibile”.

“Possiamo chiederlo a tutti!”.

un dialogo tra Carlo e suo figlio

Note Positive

  • Ritmo incalzate
  • Musica e atmosfera ben curata
  • Caratterizzazione dei due protagonisti

Note Negative

  • Interpretazione poco convincente di Anna Foglietta
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Francesco Pio Consiglio
Francesco Pio Consiglio

Diplomato al Liceo Scientifico, tra una pagina e l’altra di un libro di matematica, un episodio calza a pennello.
Più che per il cinema, ho la passione per il piccolo schermo.
Sono l’amico a cui viene sempre fatta la domanda “Ma che serie tv mi consigli?”. Quindi se non avete idea di cosa guardare, faccio al caso vostro.
Siete invitati nel sottosopra che si trova nella mia testa.