Io & Sissi (2023). Irma e l’imperatrice Elisabetta d’Austria-Ungheria

Recensione, trama e cast del film Io & Sissi (2023), una commedia nera liberamente ispirata alla vita di Elisabetta di Baviera.
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Trailer di Io & Sissi

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nata ad Amburgo nel 1975, la cineasta Frauke Finsterwalder, dopo aver studiato Storia e Letteratura a Berlino, ha svolto l’attività di giornalista e nel mondo teatrale, ha intrapreso la strada cinematografica frequentando un corso di regia all’HFF di Monaco. Nel 2005 ha realizzato il suo primo cortometraggio dal titolo 0.003 km, per poi cimentarsi nel documentario con il mediometraggio Weil der Mensch ein Mensch ist (2007) e il lungometraggio Die Große Pyramide (2010). Nel 2013 ha realizzato una pellicola tra documentario e finzione intitolata Finsterworld. Nel 2023 è uscita la sua prima opera di finzione, dal titolo Io & Sissi (Sisi & Ich), liberamente basata sulla storia reale (e reinventata) della Contessa Irma Sztáray de Sztára et Nagymihály, una cortigiana e memorialista ungherese, ultima dama di compagnia dell’imperatrice d’Austria, regina apostolica d’Ungheria, regina di Croazia e della Boemia, consorte di Franz Joseph I, Elisabetta di Baviera Monaco di Baviera, conosciuta come Sissi, nata il 24 dicembre 1837 e deceduta a Ginevra il 10 settembre 1898.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale alla 73esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino il 19 febbraio 2023. Nella pellicola, Susanne Wolff, attrice tedesca con esperienza teatrale alle spalle e conosciuta al grande pubblico per la serie televisiva Morgen hör ich auf (Domani smetto), interpreta l’imperatrice Sissi, mentre il ruolo di Irma Contessa Sztáray è stato affidato a Sandra Hülser. Quest’ultima ha ricevuto acclamazioni dalla critica per le sue magistrali interpretazioni in Anatomia di una caduta, di Justine Triet (per cui è stata nominata all’Oscar come Miglior Attrice), e La zona d’interesse, di Jonathan Glazer, film candidato all’Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera. Frauke Finsterwalder, che ha scritto la sceneggiatura insieme al marito Christian Kracht, ha dichiarato di aver pensato proprio a Sandra Hülser per il ruolo di Irma, fin dalla fase di scrittura:

Il ruolo di Irma è stato scritto fin dall’inizio per Sandra Hüller. È un’attrice capace di coniugare, come nessun’altra fra quelle della sua generazione, l’umorismo con l’orrore e la tristezza e di recitare con un’incredibile autoironia.

La pellicola, distribuita nei cinema tedeschi, austriaci e svizzeri dal 30 marzo 2023, è stata rilasciata nelle sale cinematografiche italiane il 4 luglio 2024 grazie a Movies Inspired.

Trama di Io & Sissi

Irma è una donna strana e triste di quarantadue anni, che ha rinunciato a qualsiasi tipo di relazione sentimentale e vive con la propria madre, una donna severa che non fa altro che maltrattarla per comunicarle la grande delusione di avere una figlia come lei. La vita di Irma si trova di fronte a un bivio: sposarsi con un uomo, vivere in un monastero o sperare di essere assunta come dama di compagnia dall’imperatrice Sisi, una donna complicata, difficile e irascibile appena superata la soglia di mezza età. Assunta per l’incarico, viene condotta in Grecia, dove Elisabetta sta alloggiando da qualche tempo, per fuggire alla sua deprimente vita di corte e dal marito. Attraverso la conoscenza e l’amicizia che costruirà con Sisi, Irma viene introdotta in una comunità aristocratica composta solo da donne, un universo lontano anni luce dalla fredda etichetta della corte austro-ungarica, un mondo creato appositamente per il piacere dell’imperatrice e basato sul suo umore a tratti folle, a tratti deprimente. In questo contesto, l’unica cosa davvero importante e che sembra contare è non annoiarsi mai e che Sisi sia l’unica a decidere le regole del gioco. Giorno dopo giorno, Irma rimane affascinata dalla carismatica Elisabetta e dalla sua mentalità moderna e anticonvenzionale, ma il mondo esterno minaccia di infrangere la sua ritrovata libertà. Non importa quanto Irma e Sisi possano opporre resistenza: alla fine, le due donne si troveranno costrette a seguire un tragico destino che le legherà per sempre.

Susanne Wolff e Sophie Hutter io Io & Sissi
Susanne Wolff e Sophie Hutter io Io & Sissi

Recensione di Io & Sissi

Frauke Finsterwalder smitizza l’imperatrice Elisabetta di Baviera, figura storica alla quale la storia umana ha conferito un’aura quasi mitica e leggendaria, contribuendo ad accrescere la sua fama e il suo nome nel corso dei secoli, tanto da renderla uno dei personaggi storici femminili più influenti e conosciuti a livello mondiale. Ai suoi tempi, Elisabetta di Baviera era celebre per la sua straordinaria bellezza, un attributo enfatizzato da molti scrittori e storici che ebbero l’onore di conoscerla, citandola nei loro saggi, trattati o articoli di giornale, definendola una delle donne più belle del XIX secolo. Questa sua bellezza, che diverrà oggetto di una vera ossessione per Sisi, costituisce una delle principali ragioni della sua fama globale, una caretteristica estetica che ha contribuito a romanticizzare la storia dell’imperatrice nel corso del tempo. Dopo il film storico e veritiero del 1920 sulla vita di Elisabetta di Baviera intitolato “Das Schweigen am Starnbergersee“, co-scritto da Marie Larisch, nipote di Elisabetta, la figura dell’imperatrice è diventata oggetto del mito romantico, iniziando con l’operetta viennese del 1932 intitolata “Sissi”, che ha cambiato il soprannome di Elisabetta da “Sisi” a “Sissi”. Successivamente, il cinema ha contribuito a creare una reinterpretazione non fedele della storia dell’imperatrice austro-ungarica attraverso la trilogia cinematografica scritta e diretta da Ernst Marischka, tre pellicole di enorme successo commerciale che hanno trasformato la vita di Sisi in una fiaba romantica sentimentale, focalizzandosi sulla storia d’amore tra Elisabetta e Francesco Giuseppe I d’Austria, rappresentata come una storia d’amore principesce e favolosa, rendendola una storia d’amore alquanto disneyana e incantevole. Questa rappresentazione romatica e principesca di Elisabetta ha catturato il cuore del pubblico negli anni ’50 e ha continuato ad essere apprezzata nel corso degli anni, come dimostra anche la serie d’animazione canadese “La principessa Sissi”, trasmessa dal 1997 al 1998.

Con “Io & Sissi”, Christian Kracht e Frauke Finsterwalder intendono sfuggire a questa lettura erronea e romantica della principessa, decidendo di affrontare questa figura femminile attraverso un’angolazione diversa, un punto di vista in netto contrasto con quello raccontato da Ernst Marischka. Ciò ci dona uno sguardo più realistico su Elisabetta di Baviera, non trattandola come una figura perfetta, incantevole e bellissima, ma come una donna in cui bene e male si fondono insieme, al fine di rappresentare in modo crudo e tragico l’imperatrice austro-ungarica.

Frauke Finsterwalder

La mia imperatrice è caratterizzata dall’irrequietezza e dal desiderio di fuggire da una vita tranquilla. Il suo umore talvolta può cambiare in una manciata di secondi ed è costantemente in movimento, sia mentalmente che fisicamente. Nel mio film, Sissi è una donna affascinante, ma anche manipolatrice, spietata e molto arguta. A volte questo suo atteggiamento è orribile, ma a me spesso diverte e mi provoca simpatia

La tragica storia di Sisi ci viene raccontata attraverso gli occhi dell’ultima dama di compagnia di Sisi, la Contessa Irma Sztáray de Sztára et Nagymihály, che rimase al fianco di Elisabetta di Baviera dall’agosto del 1894, durante il soggiorno in Grecia, fino al 10 settembre 1898, data della sua uccisione. La pellicola tedesca si concentra espressamente su questi ultimi anni, mescolando finzione e realtà, basandosi sul romanzo storico del 1909 “Sztáray Irma: Erzsébet királyné kíséretében”, scritto proprio da Irma Sztáray. Grazie alle numerose fonti disponibili sulla figura di Sisi, gli sceneggiatori hanno potuto realizzare un ritratto verosimile di Elisabetta di Baviera, raffigurata come una donna piena di turbamenti interiori. Questi turbamenti la spingono a fuggire dalla corte, dal marito infedele, a compiere viaggi, a circondarsi di persone a suo piacimento, a dedicarsi a attività motorie e a seguire una dieta ossessiva, motivata da una fissazione per il mantenimento della sua bellezza e della sua leggendaria aura. La Sisi della pellicola ci appare come una donna triste, che affronta i demoni interiori e una crisi di mezza età, oltre a problematiche connesse a una evidente pressione sociale che la conduce verso un irrequietezza interiore dal fare iperattivo e problematiche riguardanti la bulimia e la ricerca costante della bellezza perfetta, obbligando il suo fisico, ma anche quello della sua servitù, a mangiare poco e niente.

Nella rappresentazione cinematografica di Elisabetta d’Austria attraverso gli occhi di Irma, emerge un ritratto intensamente umano e psicologicamente complesso dell’imperatrice. Il film difatti si dimostra abile nell’esplorare la profondità dell’anima di Sisi senza ridurla a una figura idealizzata o mitizzata, raccontata attraverso una storia d’amore o incentrata sull’elemento delle bellezza, piuttosto rende la figura regale dell’imperatrice una donna moderna e femminista, con problematiche borderline e d’infelicità. Irma, il personaggio centrale attraverso il quale viene raccontata la storia, ci porta nel mondo interiore di Elisabetta, mostrandoci una donna che vive una vita di lusso e privilegio, ma che è allo stesso tempo tormentata da una profonda tristezza e disagio psicologico. Le emozioni contrastanti di Elisabetta sono tratteggiate con un realismo impressionante: i momenti di euforia e di follia sono affiancati da istanti di profonda solitudine e disperazione, emozioni che ci vengono ben dipinti anche attraverso l’uso dei colori presenti sullo schermo sia dall’uso di costume, che passa da tonalità chiare a tonalità nere a seconda dell’uomo dell’imperatrice, che vive in una vita dove i suoi ordini e i suoi bisogni muovono il mondo, dove lei sta al centro di tutto, come se fosse un Dio. Riguardo la sfera emotiva, la sceneggiatura dettagliata ci permette di esplorare le sue sfumature più intime, rivelando una personalità multiforme che non si conforma ai cliché romantici o politici spesso associati alle figure di potere dell’epoca. In questo modo, il film offre un ritratto autentico e senza filtri di Elisabetta d’Austria, mostrandola come una persona reale con fragilità e contraddizioni, rendendola così più vicina e comprensibile per il pubblico contemporaneo. In tutto ciò l’interpretazione di Susanne Wolff conferisce un fascino crudo all’imperatrice, con uno sguardo e un portamento fisico che passano da momenti di pura euforia a istanti di dramma interiore intenso, riuscendo a trasmettere il non detto del suo personaggio e ad entrare in modo sublime nei suoi panni, portando con sé l’eleganza, la leggerezza e il peso di questa figura femminile complessa e difficile da comprendere emotivamente. Susanne Wolff si dimostra essere l’attrice giusta per interpretare questo ruolo, attraverso espressioni durezza e fragilità

Tuttavia, ciò che non convince del tutto della caratterizzazione del personaggio di Sisi è l’assenza dei figli a 360 e dell’atteggiamento materno di Sisi, che non appare mai nel corso della pellicola. Sarebbe stato giusto e corretto inserire nel corso della pellicola almeno due o tre dialoghi che facessero riferimento alle tragedie dell’imperatrice connesse alla sua discendenza, uno dei fattori che ha condotto questa donna verso atteggiamenti depressivi. Difatti nel corso della vita, Elisabetta ha vissuto momenti tragici come la perdità della sua prima genita all’età di due anni e la morte, per suicidio, del successero al regno, Rodolfo, morto il 30 gennaio 1889. Almeno qualche riga su questa situazione sarebbe stata opportuna immetterla. Al contrario, il rapporto tra Elisabetta e il marito è abilmente descritto in un paio di scene, delineando con maestria le complicazioni amorose tra i due, dove per l’imperatrice una vita accanto a lui e alla corte sembra ormai impossibile da accettare. Per Elisabetta, la vita di corte è morte.

La protagonista indiscussa del film è Irma, un personaggio realmente esistito ma ritratto attraverso l’uso della fantasia, che romanza le sue abitudini e il suo carattere al fine di trasformare la pellicola in un prodotto filmico dal sapore pop, in modo simile a quanto fece Sofia Coppola con “Marie Antoinette”. Il film di Frauke Finsterwalder mescola abilmente realtà e finzione per creare un’opera cinematografica che, utilizzando Irma come tramite, affronta tematiche esplicitamente LGBTQIA+. Questi temi non sono resi in modo diretto sullo schermo ma vengono narrati con eleganza attraverso una storia d’amore che confonde i confini tra amicizia e amore, una relazione quasi servile che non culmina mai in un contatto fisico completo ma è piuttosto di natura dionisiaca.

Irma, che non ha mai mostrato interesse per gli uomini, si ritrova a vivere in un ambiente composto esclusivamente da donne, dove le convenzioni morali rigide dell’Austria-Ungheria non trovano spazio. In questo contesto, influenzato anche dall’uso della cocaina per dimagrire (sotto l’ordine di Sisi), la dama di compagnia fa la conoscenza dell’imperatrice, instaurando con lei un rapporto quasi infantile che la trasforma profondamente, adottando giorno dopo giorno atteggiamenti e comportamenti simili a quelli della sua padrona. Questo le fa provare un intenso senso di amore, un sentimento che la porta a compiere per Sisi gesti impensabili, tradendo persino la sua religione e i suoi credi.

Sandra Hülser si dimostra straordinariamente abile nell’interpretare il personaggio, su cui la pellicola si concentra. La performance di Hülser appare sublime, rendendo vivido il conflitto interiore del suo personaggio, una donna in cerca della propria identità e soprattutto della propria libertà interiore, intesa come libertà di amare. Il finale del film esplora proprio il concetto di libertà nell’amore, con un focus sull’elemento altruistico e anti-egoistico, dove l’amore si manifesta nel compiere ciò che l’altro desidera.

La storia di Irma e Elisabetta, intrecciata tra amore e amicizia, si sviluppa all’interno di una commistione di generi che mescola il dramma tragico con il fare dark di una fiaba. Questo richiama, in molti momenti narrativi, il racconto de La bella addormentata, celebre fiaba europea nota nelle diverse versioni di Giambattista Basile e dei fratelli Grimm. Il film si concentra sulla versione dei Grimm, incentrata sulla profezia secondo cui la principessa Aurora sarebbe stata punto da un ago al compimento del sedicesimo anno di età.

Nonostante i numerosi riferimenti all’opera dei Fratelli Grimm a livello di sceneggiatura, alcuni dettagli non emergono chiaramente. Tuttavia, la pellicola si presenta come una storia dai contorni quasi fiabeschi, con una regia marcatamente pulp, evidenziata nel montaggio e soprattutto nella scelta musicale. La regista opta per una colonna sonora moderna anziché rispettare l’ambientazione storica, ma questa scelta si integra bene nella narrazione, trasportando i personaggi in un contesto che sembra più appartenere al 2024 che alla fine del 1800.

La genesi di ogni mio film è sempre stata legata a una canzone: la ascolto e di colpo vedo scorrere davanti a me immagini e intere sequenze e so esattamente quello che succederà sullo schermo. Tuttavia, negli ultimi film non ho utilizzato questi brani, ma li ho semplicemente ascoltati in cuffia durante le riprese. In Io & Sissi abbiamo invece deciso di integrare le canzoni nella sceneggiatura, sperando che funzionassero (nonostante il periodo storico in cui il film è ambientato) in abbinamento ai costumi piuttosto moderni e l’estetica granulosa della pellicola da 16mm, perché volevamo effettivamente utilizzarle. Quando il mio montatore ha inserito “Glory Box” dei Portishead per accompagnare le prime sequenze del film, ho capito che quella era la scelta obbligata. Stranamente, “Glory Box” è stato anche il primo brano che avevo in testa mentre scrivevo la sceneggiatura. È curioso perché quando la canzone uscì negli anni ‘90 pensavo che i Portishead fossero un gruppo stupido, troppo commerciale (all’epoca la chiamavamo musica commerciale). Proprio mentre iniziavo a pensare all’idea di Sissi, mi è capitato di ascoltarla per caso alla radio e ho subito visto Irma, il suo rapporto con la madre e con Sissi… ho visto la prima scena scorrere davanti ai miei occhi e lo sviluppo del personaggio di Irma nel film. Ci sono altri brani dell’etichetta Él che mi piacciono molto. Effettivamente ho sempre desiderato realizzare un musical con questo tipo di canzoni, ad esempio quelle dei “Would-Be-Goods”. Inoltre, volevo includere qualcosa che richiamasse i miei giorni berlinesi degli anni ‘90, con band che potreste aver dimenticato, come i “Poptarts”, e altri pezzi più noti. E poi la girlband punk nipponica “Seagull Screaming Kiss Her Kiss Her”. C’è un’esibizione che adoro della cantante Nico, in cui sul palco tiene in mano un portacipria di Chanel e canta rivolta allo specchio invece che al pubblico. Durante la scena del trucco, alla fine del mio film, l’imperatrice si riflette più volte in diversi specchi. Qui Sissi mi ha ricordato Nico ed è così che è nata l’idea di abbinare il brano “Afraid”. Tutti i brani del film sono stati scelti tra le mie canzoni preferite. L’unico elemento discriminante nella selezione era che si sentissero solo voci femminili.
Markus Schleinzer, Sandra Hüller in Io & Sissi
Markus Schleinzer, Sandra Hüller in Io & Sissi

In conclusione

“Io & Sissi” di Frauke Finsterwalder rappresenta un audace tentativo di riportare alla luce una figura storica nota per la sua romanticizzazione. Il film offre una prospettiva cruda e realistica su Elisabetta di Baviera, esplorando i suoi tormenti interiori, le sue contraddizioni e la sua ricerca incessante di libertà. Attraverso una narrazione che mescola realtà e finzione, il film si distingue per il suo approccio non convenzionale nel trattare una figura così iconica, mostrando una Sissi meno ideale e più umana.

Note positive

  • Ritmo narrativo: Il film mantiene un ritmo incalzante, guidando lo spettatore attraverso i momenti cruciali della vita di Sissi senza mai perdere l’attenzione.
  • Profondità dei personaggi: Sissi è ritratta con molteplici sfaccettature, rendendola un personaggio complesso e affascinante.
  • Interpretazioni: Le performance, in particolare di Susanne Wolff nel ruolo di Sissi e Sandra Hülser nel ruolo di Irma, sono intense e convincenti, contribuendo a rendere credibile il dramma interiore dei personaggi.

Note negative

  • Omissione di dettagli storici: Alcuni aspetti cruciali della vita di Sissi, come la perdita dei figli e il loro impatto sulla sua psiche, non vengono trattati in modo esaustivo, riducendo la profondità della narrazione.
  • Estetica contemporanea: La scelta di utilizzare una colonna sonora e un’estetica visiva moderna, sebbene fresca e innovativa, potrebbe risultare dissonante rispetto all’ambientazione storica e alla tematica trattata.
  • Interpretazione della storia: L’interpretazione della storia, sebbene provocatoria e interessante, potrebbe non soddisfare completamente i fan della figura mitizzata di Sissi, che potrebbero trovare il ritratto troppo distante dalle convenzioni tradizionali.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 922

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