La gioia (2025): una storia di amore e tragedia

Recensione, trama e cast del film “La Gioia” (2025) diretto da Nicolangelo Gelormini con protagonisti Valeria Golino e Saul Nanni, presentato a Venezia nel 2025.

Condividi su
S. Nanni in La Gioia - Copyright Vision Distribution - Immagine ricevuta a scopo editoriale
S. Nanni in La Gioia – Copyright Vision Distribution – Immagine ricevuta a scopo editoriale

La gioia

Titolo originale: La gioia

Anno: 2025

Nazione: Italia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: HT Film, Vision Distribution

Distribuzione italiana: Vision Distributios

Durata: 110 minuti

Regia: Nicolangelo Gelormini

Sceneggiatura: Nicolangelo Gelormini, Benedetta Mori

Fotografia: Gianluca Palma

Montaggio: Chiara Vullo

Musiche: Tóti Gudnason

Attori: Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca

Trailer di “La gioia”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

“La gioia” è un film diretto da Nicolangelo Gelormini, tratto dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento – un melò” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, a sua volta ispirata ad un fatto di cronaca nera italiana. Il film è stato presentato alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2025, in concorso nella sezione Giornate degli autori ed è distribuito nelle sale italiane a partire dal 12 gennaio 2026, distribuito da Vision Distribution.

Vuoi aggiunger il titolo alla tua collezione Home video?

Trama di “La gioia”

Gioia è un’insegnante di francese del liceo, che non ha mai conosciuto l’amore se non attraverso i libri di Flaubert. La donna conduce una vita semplice, divisa fra il lavoro e l’accudire i suoi genitori ormai anziani. La sua vita viene sconvolta dall’incontro con Alessio, un allievo della sua scuola, con il quale inizia una relazione proibita. Questo legame travolge l’insegnante, la quale sarà disposta a tutto per rimanere insieme ad Alessio, il quale però non si rivelerà chi Gioia pensava.

Recensione di “La gioia”

Così come per il suo primo lungometraggio “Fortuna, che si ispirava ai tragici fatti di Caivano, in questo suo film il regista Nicolangelo Gelormini torna ad attingere alla cronaca, traendo spunto dal caso di Gloria Rosboch, uccisa nel gennaio 2016 dall’ex alunno Gabriele Defilippi. Così come nel primo film, il regista sceglie di affidarsi a Valeria Golino per il ruolo della protagonista.

Il film è tratto dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, diventata poi una sceneggiatura vincitrice nel 2021 del Premio Solinas. Quando i produttori Viola Prestieri e Nicola Giuliano mi hanno contattato per propormi di farne un film, ho sentito subito che dentro quella storia c’era un racconto universale che definirei archetipico. Ho anche saputo subito che solo Valeria Golino avrebbe potuto interpretare tutte le sfumature della mia protagonista. Un’attrice straordinaria con cui avevo già avuto la possibilità di lavorare nel mio primo film “Fortuna”. Avere Valeria, anche in questo mio secondo lavoro, è stato davvero fondamentale.

Dichiarazione del regista

Il regista sceglie di presentarci due personaggi opposti: da un lato Gioia, una donna che non ha mai conosciuto l’amore o la sessualità, vive ancora con gli anziani genitori che accudisce, e per certi versi sembra essere rimasta bambina, la sua camera ha ancora le bambole e sua madre ancora la sgrida. Gioia il suo corpo non lo mostra, infatti il regista sceglie di nascondere in qualche modo la bellezza di Valeria Golino, qui bravissima a “scomparire” dietro il personaggio, sotto una montatura di occhiali molto pesanti e maglioni larghi.

Alessio invece, interpretato da un magnifico Saul Nanni, ci viene presentato fin da subito con un ragazzo molto sensuale. Alessio è uno studente svogliato, che utilizza il suo corpo per guadagnare dei soldi, che spesso deve dare alla madre, interpretata da Jasmine Trinca. Il corpo di Alessio ci viene mostrato, il suo sguardo è penetrante, ma tutti i personaggi che gravitano intorno a lui, come lo zio parrucchiere con cui ha una relazione sessuale, la stessa madre e tutti i “clienti”, non lo amano, ma vogliono semplicemente qualcosa da lui.

L’incontro di queste due anime provoca un profondo cambiamento in entrambi: in Rosa perchè prova per la prima volta l’amore e il desiderio che leggeva solo nei libri, in Alessio perchè forse, per la prima volta nella sua vita, ha incontrato qualcuno che lo ama davvero. Gelormini passa tutto il film a rappresentare la storia senza un giudizio morale, ci presenta le azioni, anche aberranti, che compiono i personaggi e sembra chiederci cosa li spinge ad agire.

La regia di Gelormini e il montaggio serrato di Chiara Vullo ci trasportano nell’atmosfera del film, inserendo anche delle sequenze che potremmo definire oniriche o allegoriche, ma sono una perfetta trasposizione delle emozioni dei protagonisti. Spesso infatti il film preferisce non mostrare in modo diretto, non vediamo mai scene di sesso o di forte passione fra i due, scena emblematica è quella del loro primo bacio, dove Alessio è su un albero e tiene Gioia per il collo baciandola mentre fluttua in aria. Nel momento in cui le loro labbra si toccano, la musica esplode, e in una sequenza serrata tutte le porte di casa di Gioia si spalancano, sbattute da un vento fortissimo. Se la scena dell’inizio dell’amore fra i due è allegorica e musicale, la rottura dell’idillio, ovvero il finale del film, è freddo, silenzioso, a simboleggiare la realtà, cruda e crudele, che interrompe i sogni.

In conclusione

“La gioia” è un film che mette in scena due personaggi opposti e riesce a creare un’atmosfera che coinvolge lo spettatore nella loro storia d’amore che inizialmente sembra un sogno, e si trasforma poi in un incubo.

Note positive

  • Atmosfera
  • Regia
  • Interpretazioni

Note negative


L’occhio del cineasta è un progetto libero e indipendente: nessuno ci impone cosa scrivere o come farlo, ma sono i singoli recensori a scegliere cosa e come trattarlo. Crediamo in una critica cinematografica sincera, appassionata e approfondita, lontana da logiche commerciali. Se apprezzi il nostro modo di raccontare il Cinema, aiutaci a far crescere questo spazio: con una piccola donazione mensile od occasionale, in questo modo puoi entrare a far parte della nostra comunità di sostenitori e contribuire concretamente alla qualità dei contenuti che trovi sul sito e sui nostri canali. Sostienici e diventa anche tu parte de L’occhio del cineasta!

Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora
Interpretazioni
Emozione
SUMMARY
3.4
Condividi su
Emma D'Este
Emma D'Este