La mia ombra è tua (2022): Nostalgia canaglia, per il road film di Eugenio Cappuccio

Trailer italiano di La mia ombra è tua

Il film La mia ombra è tua (tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi) di Eugenio Cappuccio con Marco Giallini, Giuseppe Maggio e Isabella Ferrari, è presentato al 68° Taormina Film e distribuito al cinema dal 29 giugno 2022.

Trama di La mia ombra è tua

Questa è una storia d’amore, iniziata quarant’anni fa e mai finita. È anche la storia di un viaggio attraverso l’Italia intrapreso da una strana coppia a bordo di una vecchia jeep: Emiliano, un venticinquenne appena laureato con il massimo dei voti in Lettere Antiche, e Vittorio Vezzosi, un burbero scrittore sessantenne che da anni conduce una vita da eremita in seguito alla pubblicazione del suo unico libro, successo planetario indelebile nella memoria di tutti. I due sono diretti a Milano, alla Fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, in un viaggio ricco di rocamboleschi e divertenti rovesci seguito avidamente in diretta dal mondo social, stimolato casualmente da un’influencer. Il Vezzosi ha infatti accettato di tenere un discorso infrangendo un silenzio durato più di vent’anni.

Alla fiera li attendono Milena, il perduto amore dello scrittore, e una folla oceanica smaniosa di ascoltare il Vezzosi fare i conti con il suo passato, e soprattutto con lo sguardo del nostro Paese, attanagliato dalla nostalgia e perso nel ricordo di sé.

Fotogramma di La mia ombra è tua
Fotogramma di La mia ombra è tua

Recensione di La mia ombra è tua

Il film “La mia ombra è  tua”, può essere considerato a metà strada tra una commedia e un  road movie che scandisce le tappe dello sgangherato viaggio dei due protagonisti, lo scrittore Vezzosi (un sempre efficace Marco Giallini) e  il giovane Emiliano (un davvero bravo Giuseppe Maggio). Lo squinternato protagonista, è stato invitato a Milano per la presentazione del suo nuovo libro. Non a caso l’autore del film (tratto dal bestseller omonimo di Edoardo Nesci)sceglie il capoluogo lombardo, come punto di arrivo, acme della vicenda , simulacro di una nostalgia generazionale, di un progresso decaduto, quella “Milano da bere”, anni ottanta, che oggi non c’è più, dove tutto era possibile… Il Vezzosi dice di “fottersene” dell’evento e del libro, perché, senza l’amore giovanile, forse perduto, non vale la pena vivere. Questione di tempo, perduto, dunque. Così, tra un attacco di panico e l’altro, assolda Emiliano, il giovane pupillo, al quale vuol insegnare a vivere. Di fatto, il più anziano della coppia – maschile – semovente, mezzo bevitore e mezzo non – santo, traccheggia con il tempo, mentre il più giovane “poeta” astemio e immacolato, corre contro il tempo, con slancio mercuriale, divincolandosi dai tirannici editori della rivista per la quale lavora (tra di essi un indimenticabile Leopoldo Mastelloni). Il Vezzosi appartiene alla generazione dei cinquantenni, puerilmente affetti dalla sindrome del ricordo di gioventù. L’aspetto della memoria, tuttavia, resta in superficie, evitando di addentrarsi in un piano espressivo lirico o melanconico. Pur rifacendosi allo schema classico della commedia all’italiana, il film “La mia ombra è tua”, resta a metà strada tra il tentativo di coinvolgere il pubblico, attraverso le vicende sentimentalistiche e la comicità: non si eleva quasi mai a satira di costume (come fu invece in filmografie di altri registi italiani, del passato).

scena del film La mia ombra è tua (2022)
Scena del film La mia ombra è tua (2022)

I personaggi

Nella scena delle  prostitute che si esibiscono nel locale a luci rosse,  la triade “donna – prostituta – straniera”, che rappresenta il primo Vezzali, si  contrappone al Vezzali “convertito”(più o meno, alla castità) della  “donna – madonna” (una Isabella Ferrari, sempre brava e bella). La coppia del passato/presente si confronta, inoltre, con la giovane coppia formata da Emiliano e Allegra. Lui, Emiliano, neolaureato in Lettere Antiche, sfaccendato e, ovviamente, disoccupato,  farà  da improbabile “Virgilio” verso il “riveder le stelle” della donna amata dal suo “vate”. Lei, Allegra, studentessa inquieta, rincorre un momento di gloria, con la sua “influencer” di successo.

In conclusione

Una società senza più un’identità, che guarda agli anni ottanta con nostalgia (nostalgia canaglia, appunto)è una società paralizzata dalla paura del futuro, preda dei social network e della loro compulsiva virtualizzazione di ogni evento quotidiano .Ciò che conta nella vita di un’artista( e non solo) è avere un pubblico virtuale, che lo approvi ,che lo santifichi nonostante il vuoto creativo. Quel vuoto viene colmato dall’evento, vero scopo, ormai dell’arte. Parrebbe inverosimile, eppure, lo scrittore che non riesce a scrivere, campa di rendita, ancora, dopo decenni, con il successo della sua unica opera. ”Uno scrittore” dirà in una battuta Vezzosi” deve scrivere un solo libro ed avere un solo grande amore, nelle vita”. O giù di lì. Cosa c’è di più sterile di questa prospettiva? La cura, secondo l’autore è…l’amore. La fotografia del film è bella, anche se le inquadrature non sono coinvolgenti come potrebbero, se non durante il viaggio, quando la scenografia  e le ambientazioni, risultano, alla vista, meno convenzionali. La recitazione degli interpreti è comunque, efficace. Il film è  divertente, quanto bast

Come si può vedere in una delle scene iniziali, il Vezzosi, prima fa l’artista dedito al bere e alla frequentazione di bordelli, poi si “pente”: il suo pentimento, però non è chiarito, da un vero lavoro d’introspezione, ma solo “mostrato”

Note positive

  • Movimenti di macchina
  • Sequenze Le sequenze girate negli autogril, belle immagini con venature “country”, tipiche di alcuni generi americani, come il road movie, sono Il punto forte del film

Note negative

  • Sceneggiatura
  • Il lavoro sui personaggi non è del tutto approfondito

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