La santa piccola (2021): Un miracolo per sconfiggere la quotidianità

La santa piccola locandina

La santa piccola

Titolo originale: La santa piccola

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: drammatico

Produzione: Rain Dogs Production

Distribuzione:

Durata: 97’

Regia: Silvia Brunelli

Sceneggiatura: Silvia Brunelli, Francesca Scanu

Fotografia: Sammy Paravan

Montaggio: Luna Gualano, Silvia Brunelli

Musiche: Emiliano Rubbi

Attori: Francesco Pellegrino, Vincenzo Antonucci, Sophia Guastaferro, Pina Di Gennaro, Gianfelice Imparato, Alessandra Mantice, Sara Ricci, Carlo Gertrude

Trailer de La santa piccola

Questo film è una strada che finalmente viene percorsa dopo averla cercata e sperata per anni. È la vita che con i suoi schiaffi ci spinge a trovare il nostro posto nel mondo, aprendoci vie inaspettate.


Silvia Brunelli

La santa piccola, opera prima della regista Silvia Brunelli, tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Restivo, edito da Officina Milena, fa parte della sestina di film che hanno partecipato alla Biennale College Cinema, un laboratorio di alta formazione della Biennale di Venezia che ha lo scopo di promuovere i nuovi talenti del cinema internazionale sovvenzionando lungometraggi a micro budget (max 150mila euro). La pellicola è stata presentata fuori concorso a Venezia 78, il 7 settembre 2021, ed è disponibile online presso la piattaforma Biennale Cinema Channel fino al 13 settembre. La santa piccola è stata selezionata per il 15° Queer Lion Award.

Trama di La santa piccola

In un edificio mal messo conosciamo una situazione familiare complessa dove Lino, un giovane ragazzo di Napoli e tifoso della squadra di calcio della sua città, deve badare alla sorellina Annaluce e alla madre depressa e instabile, la quale non è in grado di occuparsi della casa e dei figli. Per poter provare a pagare l’affitto Lino svolge alcuni lavori per racimolare qualche spicciolo, mentre il tempo libero lo passa con l’amico inseparabile Mario. La monotonia del quartiere però viene scossa quando Annaluce compie un primo miracolo dinanzi a tutti, riportando in vita una colomba. Da questo momento la vita della bambina muta completamente e con essa anche le dinamiche familiari e la situazione di Lino. Le persone inizieranno a recarsi dalla Santa piccola per fargli delle offerte e pregare con lei, così ciò che prima era una casa diviene un luogo di culto religioso.

la santa piccola fotogramma film
Fotogramma de La santa piccola

Recensione de La santa piccola

La santa piccola si può definire attraverso due lemmi che stanno perfettamente agli antipodi come “Sacro” e “Profano” andando a mostrare la religione e la santità sotto un aspetto non sempre connesso al senso di bontà divina religiosa e che potrebbe sconvolgere i ferventi credenti. Annaluce è la santa piccola, colei che fa avverare i miracoli, come il miracolo dell’aborto richiesto da una ragazza che non voleva che quella vita crescesse dentro di lei. L’aborto all’interno della religione cristiana (diversamente dallo Stato) è ritenuto come un atto di omicidio e qui la scelta di mostrare questo evento come un segno del divino e miracoloso dove la Madonna sceglie di uccidere una nuova vita, risulta come un atto di messa in scena drammaturgica piuttosto profana donando una nuova immagine “divina” e che intende indubbiamente scuotere i religiosi cristiani che sembrano non volersi spostare dalle loro posizioni tradizionali assunte all’origine del credo religioso, nonostante gli Stati abbiano già legalizzato l’aborto. Lo stesso finale, pieno di mistero e con sfumature quasi da film sovrannaturale – horror, non mostra la religione solo in chiave positiva ma dona uno sguardo prettamente oscuro, dove Annaluce sembra divenire vittima del fervente credo religioso che si è propagato intorno a lei.

La sceneggiatura (ma anche il romanzo) non intende eleggere il mondo di Annaluce come protagonista indiscusso della storia, ma questo personaggio rimane quasi sullo sfondo degli eventi non possedendo la giusta tridimensionalità che avrebbe meritato, inversamente Lino e Mario, divengono il vero epicentro narrativo, di una narrazione che va a descrivere tridimensionalmente il rapporto d’amicizia, di un amicizia esasperata e autodistruttiva che termina entro un sentimento d’amore vivo ma represso, per timori sociali. La santa piccola dona un notevole spazio visivo a molteplici scene sessuali profane, non fine a sé stesse, ma utili per approfondire e compiere un introspezione su Lino e Mario. La regia, che nelle scene erotiche si dimostra più convincente, crea un interessante gioco di sguardi. Siamo entro un rapporto a tre ma sembra che i due giovani facciano l’amore tra di loro e non con la donna, come se attraverso il corpo femminile possano abbandonarsi alle loro paure, tanto che la loro maschera interiore può cadere in questi momenti, mostrando la loro omosessualità celata, specialmente in Livio. I due testa contro testa si scrutano mentre fanno l’amore, creando un rapporto malato e relegato nel vizio.

La santa piccola non è un film perfetto a causa di alcuni personaggi secondari fin troppo poco approfonditi e relegati ai margini della narrazione, ma possiede il pregio di essere una pellicola alquanto originale nel panorama italiano e che non ricade entro semplici banalità sia tematiche che narrative. Il tutto è impreziosito dalla grandi performance attoriali del cast dove brillano Francesco Pellegrino e Vincenzo Antonucci, ma anche colei che ha interpretato Annaluce come Sofia Guastaferro che nel finale del film, con i suoi occhi blu spalancati, ha dato vita a un interpretazione formidabile.

Note positive

  • Interpretazione
  • Le dinamiche create tra Lino e Mario
  • La commistione tra sacro e profano

Note negative

  • Il personaggio di Annaluce poteva essere maggiormente approfondito, tanto che alla fine dei conti la sua storia appare fin troppo sacrificata

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