Le iene: Tarantino si presenta al cinema

Le Iene film 1

Le iene

Titolo originale: Reservoir Dogs

Anno1992

PaeseStati Uniti d’America

Genere: gangster – noir

Produzione: Live America inc. , Miramax

DistribuzionePenta Distribuzione

Durata: 99 min

RegiaQuentin Tarantino

SceneggiaturaQuentin Tarantino

FotografiaAndrzej Sekuła

Montaggio: Sally Menke

Musica: AA.VV.

AttoriHarvey Keitel, Tim Roth, Micheal Madsen, Chris Penn, Steve Buscemi, Lawrence Tierney, Quentin Tarantino, Edward Bunker, Kirk Baltz, Randy Brooks

Trailer italiano de Le iene

Le Iene è un film fondamentale per la storia del cinema moderno. Ha dato il via alla carriera di Quentin Tarantino; inoltre ha influenzato ed ispirato molti registi negli anni seguenti. Il regista, allora ventinovenne, aveva un budget di 30000 dollari per inseguire il suo sogno. Una serie di eventi lo portarono a far leggere la sceneggiatura ad Harvey Keitel, il quale ne rimase folgorato, tanto da decidere di co-produrre la pellicola aumentando il budget ad oltre un milione di dollari. Nonostante questo incremento sostanzioso, il budget restava basso: molti attori usarono i propri vestiti o le proprie automobili, ed il film venne girato quasi esclusivamente in un capannone.

Micheal Madsen Le iene
Micheal Madsen Le iene

Trama Le iene

Los Angeles, Il boss Joe Cabot (Lawrence Tierney) e suo figlio Eddie (Chris Penn) vogliono organizzare un colpo ad una gioielleria, e per farlo reclutano una serie di rapinatori professionisti, chi più chi meno. Ad essi vengono assegnati nomi fittizi, ognuno associato ad un colore, in modo che nessuno di loro possa avere idea della reale identità dei propri compagni. Avremo così Mr. White (Harvey Keitel), Mr. Orange (Tim Roth), Mr. Blonde (Michael Madsen), Mr. Pink (Steve Buscemi), Mr. Blue (Edward Bunker) e Mr. Brown (interpretato dallo stesso Quentin Tarantino).

La rapina, prende una brutta piega e finisce in un bagno di sangue, alcuni membri della banda riescono a fuggire, nascondendosi nel capannone, luogo dell’appuntamento prefissato con Joe. Viste le dinamiche degli eventi, prende pista l’ipotesi di una possibile talpa ed i protagonisti si interrogano su chi possa essere. Tra dialoghi e flashback, lo spettatore scoprirà la verità fino ad arrivare al celebre finale.

Recensione de Le Iene

Senza entrare in tecnicismi, andremo ad analizzare esclusivamente quattro punti fondamentali che caratterizzano sia Le Iene che la successiva filmografia di Tarantino.

La narrazione

La peculiarità della pellicola è sicuramente il racconto della storia tramite una linea temporale sfasata. Di fatto, l’avvenimento attorno al quale si snoda la vicenda è il furto di una cospicua quantità di diamanti in una gioielleria. Dopo la lettura della trama, chiunque sarebbe portato a pensare che questo possa essere il più classico degli heist movie e invece Tarantino, a sorpresa, decide di non mostrare mai nemmeno un fotogramma della rapina. Vediamo quello che succede prima, e quello che succede dopo, ma non vediamo mai cosa capita all’interno di quel negozio. Certo, i personaggi ne parlano un sacco, ma noi possiamo solo attingere dalla loro esperienza. Questo primo film del regista infatti, introduce la divisione in capitoli dei suoi film, che non per forza (anzi quasi mai) sono in ordine cronologico. Forse, abituati al cinema di questi anni, siamo portati a pensare che tutto questo sia una cosa ordinaria… bene, se lo è, lo dobbiamo forse principalmente a Quentin Tarantino. La narrazione parte, con un flashback, dal diner dove i protagonisti chiacchierano di qualsiasi sciocchezza, ma dopo i titoli di testa, di quell’allegria non c’è già più nulla, perché siamo catapultati ad un periodo successivo, appena dopo il colpo fallito. Dopo la mezz’ora iniziale, il resto del film si svolge tutto in un ping pong continuo tra presente e passato (durante il quale approfondiamo il background e le vicende dei vari personaggi) senza che la piacevolezza della visione, o la comprensibilità della trama ne vengano meno.

I dialoghi

Prima accennavo ai dialoghi tra i protagonisti. Ecco, un altro tratto distintivo di questa opera-prima del regista di Knoxwille è l’importante ruolo riservato alle parole e alle battute dei personaggi dei suoi film. Quello che si nota subito è la futilità e la frivolezza dei discorsi tra i banditi. Nei film di Tarantino, e in Le Iene in primis, si parla di tutto ciò di cui potrebbero parlare gli spettatori, la gente comune: di cosa parla Like a Virgin di Madonna? Perché per convenzione si deve lasciare la mancia alle cameriere, ma non a chi lavora da Mc Donalds? Addirittura verso metà film ci troviamo ad assistere ad una discussione, perché a qualcuno dei rapinatori non piace il colore assegnatoli da Joe, proprio come potrebbe accadere tra un gruppo di amici in una serata qualsiasi. Questa particolarità si ripeterà in svariati suoi film, tra personaggi di ogni tipo e in contesti di ogni genere, e forse è proprio la caratteristica che più amo della pellicola.

La violenza in Le Iene
La violenza in Le Iene

La violenza

Un’obiezione che viene rivolta spesso a Tarantino è quella riguardante la troppa violenza dei suoi film. Effettivamente, il sangue abbonda sempre nelle sue pellicole e Le Iene non è da meno, ma ad una visione più approfondita si può capire come le brutalità a cui assistiamo nei suoi film fanno solamente parte della poetica del regista. Spesso esse sono così esagerate da fare apparire evidente a mio avviso, l’intento del regista che vuole sicuramente divertire, e non angosciare o disgustare lo spettatore.

Le citazioni

L’ultimo marchio di fabbrica che riscontriamo nei film di Tarantino, del quale voglio parlare è l’amore per il cinema del regista che spesso si tramuta in citazioni ai film più disparati. In questo suo primo lungometraggio ve ne sono due in particolare:

  • L’idea di dare nomi associati ai colori, ai componenti della banda deriva dal film “Il colpo della metropolitana” di Joseph Sargent del 1974
  • La famosa scena dell’orecchio”, è ripresa da “Django” di Sergio Corbucci del 1966. Non è un mistero infatti che lo “Spaghetti Western” sia uno dei generi preferiti dell’autore.

Dopo questa analisi, che dire, se non l’avete mai visto, correte subito ad accendere la televisione.

Note positive

  • Ottima regia
  • Sceneggiatura semplice e interessante
  • Fantastica colonna sonora
  • Dialoghi divertenti
  • Personaggi memorabili

Note negative

  • Le Iene ha dei difetti?

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