L’estate di Cléo (2023). Un legame che va oltre il sangue

Condividi su

Trailer di L’estate di Cléo

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

L’opera prima della cineasta francese di origine georgiana Marie Amachoukeli, “L’estate di Cléo”, un film che mescola animazione e realismo, è stata presentata in anteprima mondiale come film d’apertura alla Semaine de la Critique a Cannes nel 2023, per poi essere candidata per un Premio Lumière e vincere il Sottodiciotto Film Festival & Campus. In Italia, il lungometraggio arriva nei cinema dal 21 marzo 2024 grazie alla casa di distribuzione Arthouse, la label di I Wonder Pictures dedicata al cinema d’autore più innovativo, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection.

Trama de L’estate di Cléo

Una storia delicata e intima sugli ultimi momenti che la piccola Cléo trascorre insieme alla sua amata tata Gloria durante un’estate assolata sull’isola di Capo Verde. 

Cléo è una bambina vivace e intelligente di sei anni, che ha perso sua madre e vive con suo padre e la loro tata, Gloria, originaria della Repubblica di Capo Verde. Tra Cléo e Gloria si è instaurato un legame unico e speciale: Gloria è diventata per la bambina una figura materna, colmando il vuoto lasciato dalla perdita della madre. La loro quotidianità è fatta di piccoli momenti preziosi che rafforzano il legame e alimentano l’affetto reciproco tra le due.

Quando Gloria è costretta a fare ritorno in Africa per essere con la sua famiglia, Cléo non può fare a meno di sentirsi devastata dalla prospettiva di separarsi da lei. Con la dolcezza e l’innocenza che solo un bambino può avere, Cléo chiede a Gloria di mantenere una promessa: di rivedersi il prima possibile. Gloria, per non lasciare Cléo con il cuore spezzato, suggerisce alla bambina di raggiungerla sull’isola di Capo Verde, invitandola a trascorrere insieme un’ultima estate indimenticabile. È un momento di commovente consapevolezza della finitezza del tempo trascorso insieme, un’opportunità per creare ricordi preziosi che Cléo potrà custodirà per sempre.

Padre e figlia in L'estate di Cléo
Padre e figlia in L’estate di Cléo

Recensione de L’estate di Cléo

La regista

Laurinda è la donna che si prendeva cura di me quando ero piccola, lavorava come custode nel condominio in cui vivevo. Era un’immigrata portoghese e io ho trascorso la maggior parte della mia infanzia nella portineria con i suoi figli. Quando avevo sei anni, mi disse che sarebbe tornata nel suo paese con suo marito per aprire un’attività e iniziare una nuova vita vicino alla sua famiglia. È stato il primo grande shock della mia vita. Oggi siamo ancora in contatto, ci mandiamo cartoline, mi chiama per il mio compleanno e quando vado a trovarla in Portogallo ci sono mie foto tra quelle dei suoi figli e nipoti. Mi chiama ancora “figlia mia”. Con questo film ho voluto parlare delle persone che nella vita si prendono cura dei bambini e di come il legame affettivo a volte superi i limiti predefiniti del loro lavoro. Nella nostra società, dove la maternità è santificata, credo che sia un tabù dire che non solo i genitori possono amare alla follia i propri figli, o che, dall’altra parte, un bambino può provare quell’amore assoluto per una persona che non è un suo genitore. Non lo si dice nemmeno alla propria famiglia. È una forma di amore segreta, quasi clandestina, non detta. Ed è proprio perché è un amore segreto che ho voluto parlarne.

Dedicato a Laurinda Correia, “L’estate di Cléo” è una piccola storia che si muove sui binari dell’emozione, della più pura delle emozioni: quella tra due persone che si riscoprono unite dal destino e dall’amore più puro, violando ogni barriera genetica e andando oltre il semplice concetto di genitorialità. La cineasta si ispira, per la scrittura della pellicola, a un sentimento e a un’esperienza che conosce bene, vissuti sulla sua pelle in giovanissima età: il rapporto che si sviluppa tra il bambino e la propria Tata, un legame che il cinema ha raramente trattato in modo adeguato. Spesso il cinema e la serialità si concentrano sul rapporto amore-odio tra figli e genitori, biologici o adottivi, ma raramente affrontano il legame che si instaura tra la tata e il bambino di cui si prende cura. “L’estate di Cléo” fa proprio questo, analizzando nel dettaglio la componente emotiva e interiore di questo rapporto.

La regista

Trovo assurdo pensare che ogni giorno, in tutto il mondo, ci siano donne che crescono figli non loro. Queste donne fanno parte della vita quotidiana di milioni di famiglie, eppure sembra che non vogliamo considerarle – oppure solo da lontano – figuriamoci mettere in discussione il nostro rapporto con loro. A volte ci si riferisce a loro in base alla funzione, nel migliore dei casi “tate”, ma esiste ovviamente qualcosa in più che una semplice funzione. Quando stavo scrivendo il film, una donna americana mi disse: “È un film di tate!”. È un vero e proprio genere cinematografico negli Stati Uniti, ma per lo più si tratta di commedie, come Casalingo Superpiù o Mrs. Doubtfire… E naturalmente Mary Poppins, che era uno dei miei film preferiti da bambina. È anche IL riferimento nel mio film, con la sua idea di mescolare fiction e animazione. Ogni volta che lo guardo, lo trovo fantastico, non solo per la qualità della recitazione, del canto e della danza, ma anche perché è la storia di una tata che spunta all’improvviso e sviluppa un legame molto forte con i bambini mentre i genitori sono impegnati altrove. Mary Poppins è piena di tenerezza per i due bambini e anche loro lo sono, ma le convenzioni gli impediscono di dirlo. L’intero film trasuda amore, ma non viene mai detto o espresso. In un certo è senso criptico. Il nucleo drammatico del film è un amore impossibile, segreto e tabù, quindi è effettivamente melodrammatico. Con una serie di violente oscillazioni tra momenti di pura beatitudine e momenti di assoluta tristezza. Quindi sì, puntavo al melodramma. Anche perché amo Lontano dal Paradiso di Todd Haynes o i film di Douglas Sirk, che guardavo con mia nonna, con le lacrime agli occhi e i fazzoletti in tasca.

Gloria si occupa della piccola Cléo principalmente per lavoro, per guadagnare dei soldi da inviare ai suoi figli e alla sua famiglia a Capo Verde. Tuttavia, nel corso degli anni trascorsi al fianco di Cléo, vedendola crescere giorno dopo giorno, ha instaurato un legame che va oltre il semplice lavoro, entrando in una sfera personale ed emotiva. Giorno dopo giorno, Gloria si affezionerà sempre di più a quella bambina, non vedendo più quell’esperienza come un lavoro, ma come un rapporto familiare, tanto da iniziare a voler bene a Cléo come se fosse sua figlia.

Per la piccola Cléo, invece, Gloria è tutto il suo mondo. È la persona con cui ha la maggior parte dei ricordi e con cui riesce a sentirsi pienamente in sintonia. Suo padre è pressoché assente, preso dal suo lavoro, mentre la madre è morta quando Cléo era solo una neonata. Quindi, per Cléo, le uniche emozioni positive provengono da quella Tata, che non funge solo da badante ma diviene per lei la figura centrale della sua vita, della sua quotidianità e della sua genitorialità. Cléo non la chiamerà mai “mamma”, ma è come se per lei lo fosse. Così, quando Gloria si trova costretta a fare ritorno a casa, per Cléo è un vero e proprio shock. È come se la madre l’abbandonasse a sé stessa, come se la figura più importante della sua vita svanisse per sempre. Fortunatamente, però, non è così, perché i due personaggi si ritroveranno per un’ultima (forse) estate insieme. La pellicola ci porta a Capo Verde, dove Cléo scopre un altro lato di Gloria nel contesto della sua vita quotidiana. Se in Francia l’intero universo di Gloria ruotava intorno a Cléo, qui le cose sono diverse. Gloria deve ora occuparsi anche dei suoi figli, di suo nipote appena nato e dell’azienda che intende aprire. Tutto ciò suscita una profonda gelosia in Cléo, che si sente tradita dalla donna che ha sempre considerato la sua unica madre, con un affetto che non avrebbe dovuto essere condiviso con nessun altro, cosa che si dimostrerà essere un errore.

Se da un lato il film analizza il rapporto affettuoso tra tata e bambina, alternando realismo ad accattivanti animazioni sul passato di Gloria e Cléo, dall’altro la pellicola ci mostra anche l’altra faccia della medaglia, soprattutto riguardo al personaggio di Gloria. La donna in Francia si occupava completamente di Cléo, ma allo stesso tempo trascurava i suoi figli naturali in Africa. Mentre Cléo soffre per la prossima perdita della donna che ha conosciuto per tutta la vita, César prova un profondo rancore e odio nei confronti di Gloria, sua madre. La donna non riesce a instaurare con lui un rapporto affettivo, poiché il bambino la rinnega e la rimprovera per il suo comportamento. In effetti, César è stato abbandonato da Gloria, una donna che, come lui dirà, non conosce. César non è cresciuto con sua madre, ma con sua nonna, ed è lei che lo ha cresciuto mentre Gloria lavorava in Francia come Tata. César e Cléo si ritrovano gelosi l’uno dell’altro, vedendo in Gloria due facce della stessa medaglia.

Marie Amachoukeli

Gloria è quella che si definisce una migrante economica: è venuta in Francia per lavorare e provvedere alla sua famiglia. È il tabù di un rapporto squilibrato, dell’eredità del colonialismo, con un continente che domina su un altro. Tra l’altro, volevo mostrare che è anche una questione di soldi, piuttosto che nasconderlo sotto il tavolo perché stiamo parlando d’amore. Nel film pongo più volte la domanda. Quando si paga per l’amore, è vero amore? È solo un lavoro o una vocazione del cuore? La situazione è ingiusta anche per i figli di Gloria che sono rimasti a Capo Verde. Si tratta di un fenomeno molto diffuso: bambini che crescono senza la loro madre perché ha dovuto trasferirsi per provvedere a loro. Quali sfide pone, qui e là? Perché se ne parla così poco anche se è così comune? Cos’è che non vogliamo vedere?

La pellicola si concentra su questo legame emotivo che va oltre la semplice genetica, raccontandoci la storia attraverso gli occhi di Cléo e quelli di Gloria, due individui uniti nel profondo dal destino e dalla vita. Forse Gloria riconosce quella piccola francese più come sua figlia che i suoi veri figli, con cui ha trascorso poco tempo insieme.

Frame de L'estate di Cléo
Frame de L’estate di Cléo

In conclusione

“L’estate di Cléo” affronta con delicatezza il rapporto unico tra una Tata e la piccola Cléo, esplorando le sfumature emotive di questa relazione che va oltre il semplice legame professionale. Mentre Gloria si prende cura di Cléo per guadagnare, sviluppa un legame profondo con lei, diventando una figura materna per la bambina orfana. Tuttavia, quando Gloria deve tornare a casa, Cléo si sente abbandonata, rivelando la centralità di Gloria nella sua vita. La pellicola esplora anche il conflitto interiore di Gloria, divisa tra l’amore per Cléo e la negligenza verso i suoi figli biologici, portando alla luce complessità emotive e relazionali.

Note positive

  • Esplorazione delle relazioni umane: Il film esplora con sensibilità e profondità il legame speciale che si forma tra una Tata e una bambina, andando oltre il semplice rapporto lavorativo e mettendo in evidenza la componente emotiva e affettiva di questa relazione.
  • Profondità dei personaggi: I personaggi sono ben sviluppati e complessi, con motivazioni e sentimenti che vengono esplorati in modo approfondito. La Tata, Gloria, e la bambina, Cléo, sono ritratti in maniera realistica e coinvolgente, rendendo la loro storia avvincente e toccante per lo spettatore.
  • Rilevanza sociale: Il film affronta temi importanti come l’abbandono familiare, la gelosia e il senso di appartenenza, offrendo uno sguardo empatico e autentico sulla vita di persone che si trovano in situazioni complesse e emotivamente cariche.
  • Sceneggiatura e regia: La sceneggiatura è ben strutturata e la regia riesce a trasmettere con efficacia le emozioni dei personaggi, alternando momenti di realismo a suggestivi flashback animati che approfondiscono il passato dei protagonisti.

Note negative

  • /
Condividi su

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.