Luzzu (2021): Il mare e la vita

Luzzu

Luzzu

Titolo originale: Luzzu

Regia: Alex Camilleri

Anno: 2021

Genere: Drammatico

Paese: Malta

Durata: 95′

Produzione: Luzzu Ltd, Noruz Films, Pellikola, Maborosi Films

Sceneggiatura: Alex Camilleri

Fotografia: Léo Lefèvre

Montaggio: Alex Camilleri

Musica: Jan Natchez

Interpreti: Jesmark Scicluna, Michela Farrugia, David Scicluna

Trailer del film

Trama di Luzzu

Luzzu è la storia di Jesmark, giovane pescatore maltese, ritrovatosi in difficoltà economiche dopo la nascita del figlio. La Luzzuboat (barca che gli è stata concessa in eredità dopo essere stata costruita dal bisnonno e passata di mano in mano fino a lui) e la pesca nelle acque maltesi non rendono adeguatamente per sostenere le spese familiari in seguito ad alcuni problemi medici del piccolo figlio. Di conseguenza Jesmark si ritrova a dovere fare fronte all’obbligo impellente di aumentare i propri guadagni, obiettivo che si rivela impossibile continuando a svolgere il mestiere che da sempre ha portato avanti. In questa situazione si aprono le possibilità del commercio ittico illegale e con esso il tradimento del suo passato e del suo presente (gli amici pescatori). All’interno di questo tema centrale se ne sviluppano altri secondari: il rapporto con la madre (invadente e autoritaria) della compagna e il rapporto con il cugino e amico, proprietario della barca chiamata Morabilia, che lo aiuterà a sistemare (inutilmente) la vecchia Luzzuboat.

Jesmark
Jesmark e la sua famiglia

Recensione di Luzzu (con spoiler)

Luzzu, vincitore del premio speciale della giuria all’importante Sundance film festival, è un film sulla difficoltà che la vita può porre di fronte a un uomo. Lo stile della regia, sobrio ed equilibrato, rende con precisione e minuzia la situazione all’interno del quale si muovono i personaggi, anch’essi chiaramente delineati nella loro psicologia. L’intera pellicola ruota intorno alla figura del protagonista, vero e proprio centro propulsore della narrazione: è su di lui che poggiano la responsabilità della salute del piccolo figlio che necessita di cure onerose (il fine giustifica il mezzo?), ma su di lui ricadono anche gli obblighi morali di portare avanti con onestà e dedizione il lavoro dei propri antenati coltivando la pesca sulla Luzzuboat; ed è proprio grazie alla scena in cui decide di consegnare il proprio patentino, necessario per praticare la pesca, e anche la propria storica imbarcazione in cambio di denaro (gli consentirà di acquistare un camion frigor utile per il proseguo della sua attività illecita nel mercato ittico) che il tasso di emotività della narrazione raggiunge il suo apice dimostrando la tragedia di un uomo che vende il suo passato per resistere al presente.

Il primo lungometraggio di Alex Camilleri è un’opera che coinvolge e suscita emozioni nello spettatore, associando ai maggiori caratteri drammatici dell’opera anche un filo di suspense che aumenta la curiosità sul concludersi della vicenda. Il finale, aperto, è la degna conclusione di un’opera capace di essere equilibrata e toccante allo stesso tempo. Il tutto possiede un estetica realista, che si ricollega alla scelta regista di usufruire di attori non professionali, ricercando sfumature stilistiche ricollegabili al documentario, come le emblematica scene in cui avvengono le aste del pesce oppure la benedizione delle barche. L’interpretazione del protagonista (non professionista) è di valore, meno quella del ruolo della compagna. Buona la fotografia.

Interessanti sono le parole del regista, rilasciate al sito cineuropa, rinvenibili al link, di cui sottolineiamo di seguito quelle riferite al legame tra l’autore e Malta.

Fin dall’inizio di Luzzu, era imperativo che Malta fosse quello che è, che il cast e la troupe fossero quasi interamente locali e che avremmo usato la lingua maltese. Certo, queste scelte avevano una componente etica, ma rappresentavano anche un’opportunità creativa molto ricca: la possibilità di raccontare una storia su un luogo e persone che non avevano praticamente avuto alcuna rappresentazione su un palcoscenico importante come il Sundance Film Festival.

Alex Camilleri

Note positive

  • La sceneggiatura è scritta con precisione, essenziale e puntuale, senza momenti di evitabile lungaggine.

Note Negative

  • /

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