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Mahmood
Titolo originale: Mahmood
Anno: 2022
Nazione: Italia
Genere: Documentario
Casa di produzione: Red Carpet, Pulse Films, Prime Video
Distribuzione italiana: Nexo Digital
Durata: 90 minuti
Regia: Giorgio Testi
Sceneggiatura: Virginia W. Ricci
Musiche: Mahmood
Attori: Alessandro Mahmoud (AKA Mahmood), con l’amichevole partecipazione di Blanco, Carmen Consoli, Dardust e Paola Zukar
Mahmood è un documentario del 2022 diretto da Giorgio Testi e prodotto da Red Carpet, che racconta la vita e il raggiungimento al successo dell’artista Alessandro Mahmoud. Il film è stato presentato il 14 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Alice nella città. Nelle sale italiane solo per qualche giorno, dal 17 al 19 ottobre.
Trama di Mahmood
Il documentario è il racconto della vita di un artista che ha fatto la storia della musica italiana contemporanea, tra iniziali fallimenti ed insicurezze, fino al raggiungimento di un successo inaspettato e travolgente. La narrazione si divide tra i palchi di tutta Europa e l’intimità della sua casa, del suo nucleo familiare composto dalla madre e dai suoi amici più cari; tra personalità note e i volti dei fan e ascoltatori.

Recensione di Mahmood
Mahmood non è il semplice racconto dell’ascesa di un artista, asettica, pretenziosa e autocelebrativa: questo documentario entra nell’animo, nell’intimità di un personaggio che ha rivoluzionato la musica italiana, con il suo stile fuori dal comune e la sua voce inconfondibile. Un ritratto che entra nelle viscere dell’animo umano dietro al personaggio, discusso e controverso. Che lo spettatore del documentario sia un fan o meno, non potrà non commuoversi dinanzi alla narrazione di un bambino nato con un sogno che con fatica e dedizione è riuscito a realizzare. Quel fanciullo contraddistinto dal ‘rifiuto della realtà’ come ammesso dallo stesso Mahmood, vissuto tra la Sardegna della madre e l’Egitto di un padre praticamente assente.

Ed è proprio il rapporto con i genitori il fulcro del docufilm: l’amore per la madre e il conflitto con il padre, importanti per capire la produzione e la scrittura dei suoi testi, spesso ispirati dalle vicende della sua vita legate a questi ultimi. La pellicola dà dunque la possibilità di capire cosa si cela dietro quell’arte, tanto discussa in brani come Soldi, la sua profondità, la sua storia. Interessante e rilevante in documentari ambientati nell’ambito musicale la narrazione del dietro le quinte, del processo creativo di un’opera musicale: non manca neanche qui, per quanto non sia neanche l’obiettivo narrativo principale della pellicola.

La regia è immersiva nelle sue riprese sul palco, capace di valorizzare l’artista e il suo rapporto con il pubblico, la magia che sprigionano i concerti e l’amore ed entusiasmo degli ammiratori, specie nel montaggio finale dedicato all’esibizione dell’ultimo grande successo di Mahmood al Festival di Sanremo in coppia con Blanco, Brividi, durante tutte le tappe del tour europeo. Ed è proprio da ‘brividi’, per citare lo stesso artista, anche la sequenza di apertura del docufilm, in cui la figura e la voce di Mahmood viene resa ancor più magica grazie alla cornice del Teatro Antico di Taormina.

Sono emozionanti frammenti di vita e di crescita, del bambino, dell’uomo e dell’artista. Il racconto dei suoi ricordi, delle sue ansie e insicurezze, tramite non solo immagini di repertorio e video direttamente dalla sua infanzia, ma anche tramite le parole dei suoi familiari, dei suoi amici e collaboratori. La conversazione tra Mahmood e Carmen Consoli, due artisti così diversi ma accomunati dalla ricchezza del loro linguaggio, dal loro amore per la musica sottolinea ancora una volta un concetto che mai diverrà banale: il potere che ha l’arte di unire le persone più diverse.

In conclusione
Mahmood è un documentario che dà voce al valore di un artista che ha saputo dare una scossa al mercato musicale e al pop italiano, ma non è solo una celebrazione della sua carriera: è un racconto dedicato al valore della famiglia, ai rapporti che ci definiscono in quanto esseri umani. Una narrazione caratterizzata da un montaggio musicale che scandisce il percorso di Mahmood tramite le parole che lui stesso ha scritto: un viaggio per lo spettatore nel mondo di un giovane ragazzo promettente che appare intenzionato a continuare a rivoluzionare i palchi del nostro paese (e non solo).
Note positive
- Regia
- Narrazione
Note negative
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