Morrison (2021): il rock in Italia non esiste neanche nei film

Morisson locandina film

Morrison

Titolo originale: Morrison

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Drammatico

Produzione: Pegasus Entertainment

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 98 min

Regia: Federico Zampaglione

Sceneggiatura: Giacomo Gensini, Federico Zampaglione

Fotografia: Andrea Arnone

Montaggio: Francesco Galli

Musiche: Tiromancino

Attori: Lorenzo Zurzolo, Giovanni Calcagno, Carlotta Antonelli, Giglia Marra, Riccardo De Filippis, Adamo Dionisi

Trailer di Morrison

Dal 20 maggio 2021 verrà proiettato nei cinema italiani Morrison, quarto lungometraggio del leader dei Tiromancino: Federico Zampaglione. Il film è liberamente tratto dal romanzo Dove tutto è a metà scritto dallo stesso Zampaglione in collaborazione con Giacomo Gensini.

Morrison è una produzione Pegasus Entertainment e QMI in collaborazione con Vision DistributionSky Amazon Prime Video, prodotto da Ilaria Dello Iacono e Martha Capello e sarà distribuito a partire dal 20 maggio 2021 da Vision Distribution.

Trama di Morrison

Il protagonista della storia è Lodo (Lorenzo Zurzolo), il classico figlio di papà che si ribella alla famiglia e aspira a una carriera artistica con l’obiettivo di non finire a essere l’ombra del padre, il quale è uno stimato dottore.

Lodo ha una band: i MOB e suona spesso al Morrison, storico locale situato, o meglio ormeggiato, al Tevere, gestito dal classico romano vecchia generazione, un po’ burbero, facilone ma di gran cuore.

I MOB suonano per passione e non per il successo, infatti, quest’ultimo non viene ricercato. Un giorno Lodo conosce casualmente Libero Ferri (Giovanni Calcagno), celebre cantante rock ormai privo d’ispirazione che, rivedendosi nel giovane, ci stringe amicizia.

Lodo è innamorato della sua coinquilina Giulia (Carlotta Antonelli), aspirante attrice disposta a tutto per realizzare il suo sogno.

Morrison diventa così un racconto tra vecchi talenti che muoiono e giovani talenti che cercano di emergere tra speranze, sogni, errori, dolori, tra amicizia e amore il tutto inserito in una trama piena di banalità e stereotipi.

Foto di scena del film Morrison
Foto di scena del film Morrison

Recensione di Morrison

La trama di Morrison è il classico viaggio dell’eroe della tradizione letteraria: Lodo suona al Morrison (mondo ordinario, ndr) con i suoi amici viene spinto dal gestore del locale a continuare (chiamata all’avventura, ndr), incontra il mentore ovvero Libero Ferri, ha la possibilità di farsi notare da un agente importante (prima prova, ndr). Da cui seguono altre prove come, ad esempio la morte del padre. Il mentore diventa però nemico quando lo tradisce con Giulia. Sopraffatto Lodo scappa a Genova. Questo è il momento della prova centrale, con conseguente superamento, ricompensa e ritorno a casa da vincitore.

Il viaggio dell’eroe è però costruito tutto sull’immaginario classico rock (a partire già dal nome): Lodo è tormentato, timido al punto che non sa stare sul palco, quasi un giovane Kurt Cobain. Di contro abbiamo Libero Ferri, celebre rock star ora sul viale del tramonto che dopo l’ultimo flop, umiliato si anestetizza con alcol, droga e gioco d’azzardo. Come un giovane Jimi Hendrix brucia le chitarre e arriva a tentare il suicidio.

Il film di genere drammatico ha, come dichiarato dal regista, l’intento di esplorare l’emotività dei personaggi. Ciò dovrebbe aiutarci ad empatizzare con loro, tuttavia le situazioni patetiche sono esasperate al punto che non possono essere prese seriamente, e di conseguenza scatenano l’emozione opposta. Per dirla in parole semplici si ride per non piangere.

Il montaggio non è ben coeso, infatti alcune scene restano sospese. Le situazioni sono irreali e fortemente stereotipate. I due camei di Ermal Meta e Alessandra Amoroso, seppur il primo simpatico, sono entrambi superflui.

L’unico pregio del film è non aver ceduto all’ultimo stereotipo: Lodo quando torna a Roma non ha un contratto discografico ad attenderlo, torna ad essere semplicemente quello di prima.

È davvero così che vogliamo far ripartire il cinema italiano?

Note positive

  • Il finale riguardante il protagonista

Note negative

  • Regia
  • Montaggio
  • Eccessivi stereotipi
  • L’uso dei camei

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