Mortal (2020): Un potere incontrollabile e un passato da scoprire

Locandina Mortal 2020

I contenuti dell'articolo

Mortal

Titolo originale: Torden

Anno: 2020

Paese: Norvegia, USA, Gran Bretagna

Genere: Fantascienza, Azione, Mitologico

Distribuita da: Nordisk Film

Regia: André Øvredal

Sceneggiatura: André Øvredal

Montaggio: Roman Osin

Musiche: Marcus Paus

Attori: Nat Wolff, Priyanka Bose, Iben Akerlie, Arthur Hakalahti, Ravdeep Singh Bajwa

MORTAL Trailer (2020)
Trailer Eng del film Mortal (2020)

Trama Mortal

Una storia fantascientifica che racconta la vita di Eric e la scoperta dei suoi poteri “divini” basati sull’antica mitologia norrena e legati al dio del tuono, Thor.

Il giovane ragazzo, dopo aver ucciso i suoi parenti in modo del tutto involontario in una fattoria, si rifugia nella natura selvaggia della Norvegia occidentale, qui in seguito ad un battibecco, uccide accidentalmente e senza neanche toccarlo un adolescente in modo inspiegabile e viene così braccato dalle autorità.

In fuga dalla polizia, viene però arrestato e incontra la psicologa Christine, l’unica persona disposta davvero ad aiutarlo. Insieme riusciranno a fuggire e daranno il via ad un “viaggio” che porterà Eric a scoprire finalmente chi è davvero e le origini del suo potere, ma che unirà molto i due ragazzi facendo nascere un sentimento profondo.

Immagina tra qualche giorno quando la gente capirà ciò che rappresenta. Immagina cristiani, musulmani, e tutti coloro che credono in un Dio, ritrovarsi davanti un Dio umano che dimostra loro che si sbagliano, che non rappresenta nessuno di loro”.

cit. Hataway

Recensione Mortal

Film scritto e diretto da André Øvredal, presentato alla 32° edizione del Trieste Science+Fiction Festival si ispira alla mitologia nordica, approfondendo le vicende che secondo i norreni sarebbero avvenute dopo il Ragnarok, la fine del mondo.

Øvredal godeva di grosse aspettative, visto che il regista era già un volto noto agli addetti ai lavori (tra gli altri ha diretto Trollhunter) e nonostante ciò, non ha pienamente rispettato ciò che il grande pubblico attendeva, concentrandosi sugli sviluppi di una trama emotiva e psicologica, piuttosto che sull’azione, caratteristica fondamentale per un film del genere di Mortal.

Possiamo dire che la delusione per questa pellicola abbia colpito un po’ tutti, non tanto per il prodotto in sé, che risulta comunque godibile (grazie soprattutto agli incredibili paesaggi norvegesi e ad un ottima fotografia), ma più che altro per lo sviluppo che prende la storia.

In un film fantasy, sui poteri di un giovane ragazzo, ci si aspetta vicende incentrate sulla sua vita, sul suo passato e appunto, sui suoi poteri, invece il tutto sembra fare da contorno alla storia d’amore tra Eric e Christine. Effetti speciali che non brillano, ma non sembrano neanche deludere totalmente e il suono continuo di un pianoforte che ci accompagna per quasi tutta la durata del film e che va a scandire i momenti che sembrano quasi voler raccontare qualcosa di epico, ma che non riescono mai del tutto a rendere tale.

Il risultato finale è un film lento e lungo, che acquista un po’ di velocità ed enfasi solo nelle battute finali, quando si scoprono le vere origini del protagonista e quando quest’ultimo esprime tutta la sua rabbia dopo un colpo di pistola che sulla scena finale ci lascia con l’amaro in bocca, per qualcosa che poteva essere ma che ha preferito non essere; per qualcosa che avrebbe reso questo film ricco di azione, senza privarci della vena romantica, ma che purtroppo ha preferito virare verso un altro tipo di pubblico, verso un altro tipo di storia. D’altronde le vicende vengono costruite anche bene, con un’ottima base, ma nel corso del film non hanno poi la forza di mettere in scena i risultati finendo per sprecare totalmente il potenziale di una pellicola che avrebbe potuto raccontare di più, approfondendo determinate situazioni, una storia trattata e ritrattata da molti.

Gli attori non sembrano mai pienamente coinvolti nelle loro storyline, anzi a volte sembrano quasi persi nel vuoto. Il protagonista, interpretato da Nat Wolff ha per tutta la durata del film, uno sguardo assente, anche quando scopre il suo incredibile passato o quando manifesta al mondo i suoi grandi poteri che lo legano agli Dei tanto acclamati.

La speranza del regista, come ha affermato recentemente, è quella di poter garantire un sequel a questa storia. Noi ci auguriamo che qualora dovesse davvero continuare questo progetto, si abbandoni la corsa verso il romanticismo puro, per lasciar spazio all’azione ed ai fulmini.

Note Positive

  • Ottima Fotografia

Note Negative

  • Storia debole e mal sviluppata
  • Attori non in grado di trasmettere le giuste emozioni
  • Nessun approfondimento sulla mitologia norrena

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