Outlast – Gioco di squadra – Prima stagione (2023): il reality show di sopravvivenza targato Netflix

Outlast - Gioco di squadra - prima stagione: Una serie con dure gare di sopravvivenza in cui sedici lupi solitari devono affrontarsi a vicenda nella selvaggia natura dell'Alaska per cercare di accaparrarsi il milione di dollari in palio. In questo gioco spietato c'è una sola regola: per vincere dovranno giocare di squadra.
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Locandina prima stagione di Outlast - Gioco di squadra

Outlast – Gioco di squadra

Titolo originale: Outlast

Anno: 2023

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Reality show

Casa di Produzione: Aggregate Films, Nomad Entertainment

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore:

Stagione: 1

Puntate: 8

Regia:

Sceneggiatura: –

Fotografia: –

Montaggio: –

Musica: –

Concorrenti: Amber Asay, Andrea Hilderbrand, Angie Kenai, Brian Kahrs, Corey Johnson, Dawn Nelson, Javier Colón, Jill Ashock, Joel Hungate, Jordan Williams, Justin Court, Lee Ettinger, Nick Radner, Paul Preece, Seth Lueker, Timothy Spears,

Trailer italiano di Outlast – Gioco di squadra

Il 10 marzo 2023 arriva su Netflix una serie in otto episodi alquanto particolare dal titolo Outlast – Gioco di squadra. Non una serie fiction ma un reality show, una gara di sopravvivenza, vera e propria, dal sapore selvaggio, in cui il partecipante è destinato a chiedersi, più e più volte: Che cosa serve per sopravvivere agli elementi più duri e avversi della natura?

Trama di Outlast – Gioco di squadra

Sedici giocatori vengono lanciati con il paracadute nel mezzo della natura selvaggia dell’Alaska durante l’autunno, quando l’inverno è ormai alle porte. In quel periodo stagionale l’Alaska è conosciuta come un luogo inospitale a causa delle minacce incombenti come il periodo della pioggia, il calo delle temperature sempre più gelide e l’avvicinarsi degli Orsi alla ricerca di cibo, prima dell’inverno.  Dopo il loro arrivo sul territorio inospitale e disabitato,  i giocatori scoprono che non gareggeranno da soli ma dovranno dividersi in quattro squadre diverse e che ogni squadra dovrà allestire il proprio campo base in un luogo divergente. Sebbene ogni individuo abbia una forte serie di abilità per sopravvivere è necessario fare gruppo e stringere legami individuali e umani al fine di lavorare insieme per sconfiggere le altre squadre e sopravvivere il più a lungo possibile nella gelida palude dell’Alaska. L’ultimo gruppo che rimarrà in gara vincerà un premio da un milione di dollari.

Seth Lueker, Andrea Hilderbrand, Angie Esparza, Nick Radner in Outlast - Gioco di squadra
Seth Lueker, Andrea Hilderbrand, Angie Esparza, Nick Radner in Outlast – Gioco di squadra

Recensione di Outlast – Gioco di squadra

Un reality show che possiede il sapore cinematografico, risultando avvincente e crudo come lo sono proprio le serie. Nel visionare gli episodi sembra di trovarsi dentro una sorta di serie distopica in cui un gruppo di persone si trasformeranno nel profondo per lottare e vincere il loro desiderato premio monetario da un milione di dollari, così nasce, ben presto, la domanda: cosa si è disposti a fare per vincere? Si è disposti a ferire e a usare la malvagità per far fuori gli altri concorrenti? Nasce così una gara dentro una gara, dove non c’è solo il dover lottare contro la natura selvaggia e ostile del territorio – dalla ricerca di cibo da cacciare per il proprio nutrimento fino alle difficili condizioni climatiche – ma anche contro gli altri partecipanti, dove gli altri sono pronti a intraprendere una guerra sporca contro gli sltri concorrenti, derubandlli e ferendo gli atri partecipanti, al fine di eliminarli dal gioco il prima possibile.

In Outlast viene fuori l’essenza degli esseri umani: la cattiveria e l’egoismo all’interno però di un gioco di squadra dove è fondamentale creare un’unione e un affetto con i compagni di viaggio, evento che al gruppo Alfa, coloro che usano le maniere forti, riuscirà poco dando vita a delle unioni d’amicizia profonde ma anche a dei litigi e delle cattiverie profonde, come avviene anche nei Delta, quando uno di loro decide di cambiare bandiera, ritenendo l’altro gruppo più forte e più blasonato alla vittoria e alla sopravvivenza in quel territorio rigido e freddo.

Outlast parla dell’autoconservazione delle persone contro la loro lealtà verso gli altri. È l’avidità e il desiderio di vincere contro la compassione e l’empatia. Penso che tutti abbiano quell’angelo e quel demone sulle spalle.

Produttore esecutivo Grant Kahler

Lotta per il potere e scelte egoistiche di gioco sono alla base di questa serie, in cui si ha gente leale pronta ad abbandonare il programma per i propri ideali e si hanno anche individui pronti ad abbandonare la loro lealtà per scopi personali, dove lasciare il proprio gruppo, i propri amici diviene normale, all’interno di un gioco in cui non contano gli altri ma solo vincere e per vincere si deve capire cosa fare e soprattutto con chi intingere un rapporto d’alleanza, questo è ciò che attuerà Paolo Prece, il quarantasettenne del Tennessee, per cui conta solo vincere per i propri figli e degli altri, che sfrutta solo per i suoi bisogni di vittoria.   Lui si reca sul territorio come un abile cacciatore, ma alla fine dovrà fare i conti con le difficoltà del luogo scoprendo che in Alaska catturare del bestiame non è poi così semplice come si potrebbe pensare. Anzi, nessuno di loro riuscirà a vivere grazie alla caccia su terra affidandosi maggiormente al nutrimento degli esseri marini.

Ho avuto una vita unica, crescendo nel Kentucky orientale, che la maggior parte delle persone al di fuori delle aree molto rurali farebbe fatica ad affrontare, dall’essere un senzatetto da bambino al vivere in un vecchio campo di carbone. Molte notti, sono andato a letto affamato e infreddolito crescendo. Sono stato benedetto dal fatto che quei giorni siano rimasti nella mia infanzia, ma altrettanto benedetto dal fatto che siano impressi per sempre nel mio DNA. Credo che l’Alaska mi lancerà tutto quello che ha, ma mi sono inconsapevolmente preparato per questo per tutta la vita.

Paolo Prece

Tutti loro ritengono di essere preparati a quell’esperienza ma ognuno di loro dovrà ammettere che non si può essere preparati a vivere in Alaska, così alcuni abbandoneranno il gioco subito, dopo pochi giorni fino a quando solo i temerari rimarranno in campo, attuando dei piani e dei sotterfugi per eliminare l’altro non attraverso l’onesta fisica e mentale ma giocando sporco e dando vita a dei piani per far fuori i concorrenti, solo Javier Colon e il suo compagno di avventura Brian Kahrs fuggiranno dal compiere azioni sporche.

Brian Kahrs in Outlast - Gioco di squadra 1x02
Brian Kahrs in Outlast – Gioco di squadra 1×02

In conclusioni

Una serie realistica dal sapore di finzione possedendo una sua trama avvincente e accattivante parlandoci della natura delle persone e dei propri comportamenti volti al vincere a tutti i costi. Il tutto possiede una regia e un montaggio ritmico che ci permette di entrare dentro la vicenda e di rimanere appassionati alle storie dei personaggi, ognuno dei quali affronterà la natura e l’esperienza in modo personale e autentico.

Note positive

  • Tematica
  • Ritmo

Note negative

  • /
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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