Per lanciarsi dalle stelle (2022): gli occhi dell’ansia

“Per lanciarsi dalle stelle” è un’emozionante commedia distribuita da Netflix Italia nell’ottobre 2022. Diretta da Andrea Jublin e sceneggiata da Alice Urciolo, in crescente popolarità dopo il successo di Skam Italia, la pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Chiara Perenti e ci mostra la vita di Sole attraverso gli occhi di una persona affetta da un disturbo d’ansia.
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trailer del film

“Per lanciarsi dalle stelle” è un’emozionante commedia distribuita da Netflix Italia nell’ottobre 2022. Diretta da Andrea Jublin e sceneggiata da Alice Urciolo, in crescente popolarità dopo il successo di Skam Italia, la pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Chiara Perenti e ci mostra la vita di Sole attraverso gli occhi di una persona affetta da un disturbo d’ansia.

Trama di Per lanciarsi dalle stelle

Sole Santoro (Federica Torchetti) è una giovane quasi venticinquenne di Conversano, in Puglia: uno splendido angolo di paradiso e la sua casa da tutta la vita. Sole soffre di un disturbo d’ansia da quando era piccola e per questo motivo non è mai riuscita a realizzare i suoi progetti. Durante l’infanzia e con l’avanzare degli anni, l’unica persona che sembrava capirla era la migliore amica Emma, che con la sua morte le provoca un vuoto incolmabile. Sole scopre dopo diverso tempo che quest’ultima le ha lasciato una lettera nella quale le chiede di elencare tutte le sue paure più grandi, cosicché possano affrontarle insieme. La ragazza decide quindi di mettersi in gioco e circondata da nuovi e vecchi amici, cerca di superare piccoli ostacoli che ai suoi occhi appaiono montagne impossibili da scalare. 

Scena tratta dal film "Per lanciarsi dalle stelle" (2022)
Scena tratta dal film “Per lanciarsi dalle stelle” (2022)

Recensione di Per lanciarsi dalle stelle

Il messaggio dietro al film

“Per lanciarsi dalle stelle” è senza dubbio una commedia leggera e adatta alle famiglie nella quale viene presentato allo spettatore il mondo dell’ansia. Molte persone possono identificarsi in Sole e sentirsi capite e accettate. L’attrice nei panni della protagonista, Federica Torchetti, in un’intervista per la pagina Cinefilos afferma: “quello che mi ha colpito di più è il modo in cui era scritto: raccontare con leggerezza ma rispetto un argomento e comunque arriva il messaggio”. Chi visiona il film infatti conserva la morale che Jublin nasconde sin dalla prima scena quando per Sole, un’azione banale come scegliere i gusti del gelato, diventa una vera e propria sfida. Dunque come vive una persona che combatte quotidianamente contro l’ansia? Sole ci tiene delle lezioni in molti passaggi: la prospettiva non è più spettatore-film ma diventa spettatore-protagonista in quanto alcune battute sono vere e proprie spiegazioni per il pubblico preparato e non. Con questo aspetto Jublin inserisce poco alla volta nella storia chi sta guardando il film chiarendo i ragionamenti che portano Sole a comportarsi diversamente in alcune circostanze.

Le figura d’aiuto

Le figure attorno a Sole sono portatrici di un altro importante messaggio: non si combatte da soli. Jublin circonda la protagonista di molte personalità tutte con storie diverse che, nel corso della pellicola, hanno molto da donare ma altrettanto da ricevere. La protagonista infatti ritrova l’aiuto che le serve da nuove conoscenze e ne scopre di vecchie che prima non aveva considerato: con Miriam (Celeste Savino) per esempio nasce una vera e profonda amicizia. Il fratello di Emma, Massimo (Lorenzo Richelmy), è un altro soggetto contornante ma di particolare rilevanza. Sole per averlo aspetta diversi anni e quando finalmente il sentimento viene ricambiato, comprende di aver idealizzato la loro storia e di essere innamorata di un altro. Da una situazione di estraniazione totale dagli altri, la ragazza si ritrova ad essere oggetto di desiderio e quindi ad avere il potere della decisione nelle proprie mani. Si tratta di una situazione più che quotidiana ed è qui che si capisce l’intenzione del regista di creare un’atmosfera di pura e semplice normalità. Le relazioni con le persone sono dunque uno dei temi centrali e la stessa protagonista all’interno del film viene spronata a coltivarle da un’altra importante figura: il dottor Basile (interpretato dall’attore di successo Fausto Maria Sciarappa), con il quale condivide un rapporto molto speciale. Sole prende gradatamente consapevolezza di molti aspetti della sua vita proprio grazie a chi la circonda e per tanto il regista non ha creato un personaggio statico ma rende abbastanza evidente il percorso che lo porta ad una crescita personale.

Scena tratta dal film "Per lanciarsi dalle stelle" (2022)
Scena tratta dal film “Per lanciarsi dalle stelle” (2022)

Le paure

Tra i tanti vari temi di “Per lanciarsi dalle stelle”, troviamo sicuramente le sfide e gli obiettivi che Sole si pone. Jublin trasmette ancora una volta il significato di normalità: avere paura non è sbagliato e non è legato solo a chi soffre di un disturbo d’ansia. Quasi tutto il resto dei personaggi, non affetto dalla patologia di Sole, ha qualche piccolezza o non che lo spaventa. Miriam per esempio combatte con una malattia e trova il coraggio di esporsi grazie alla tenacia dell’amica. Nella lettera che Emma lascia alla giovane protagonista, vengono riportati degli spazi su cui la ragazza avrebbe voluto fossero scritte le paure da affrontare, spazi che in una scena ben precisa si rivelano non essere sufficienti. Sole infatti decide di non fermarsi, comprende che le esperienze che la traumatizzano sono molte di più e ne aggiunge di nuove. Il regista a questo punto lancia un messaggio chiaro e profondo: il timore non lo proviamo una sola volta, può essere sempre lo stesso o può essere sconosciuto ogni volta e tutti noi dovremmo avere una nostra lettera personale per fare fronte ad esso. Inoltre grazie alle sue stesse paure, Sole si scopre e capisce di poter fare ed essere ciò desidera. Capisce di poter lavorare, di potersi fare i buchi alle orecchie, di fare un giro in barca e di trasferirsi finalmente a Roma per realizzare i suoi sogni. 

Scena tratta dal film "Per lanciarsi dalle stelle" (2022)
Scena tratta dal film “Per lanciarsi dalle stelle” (2022)

In conclusione

La pellicola è stata apprezzata per la sua leggerezza profonda con la quale racconta di Sole e del suo disturbo. Il prodotto non risulta banale o pesante, ma si rivela coinvolgente e adatto a tutti. Il cast decisamente adeguato porta in scena una storia romantica e semplice trasmettendo importanti messaggi nei quali tutti possono rivedersi. 

Note positive

  • Cast
  • Storia coinvolgente
  • Tematiche
  • Sceneggiatura

Note negative

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Miriam Fichera
Miriam Fichera

Il mio nome è Miriam Fichera e sono un'aspirante giornalista. Il mondo del cinema è da sempre il mio preferito; il mio repertorio di film e serie tv è decisamente vasto e amo condividere ciò che vedo con altri appassionati. Mi piace soffermarmi sul significato della produzione appena vista e poi argomentare le mie riflessioni. Allo stesso modo leggo quelle degli altri ed è interessante vedere quante opinioni differenti possano emergere da uno stesso contenuto.

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