Parata dei nominati agli Oscar (1932). Topolino diventa a colori

Recensione, trama e cast di "Parata dei nominati agli Oscar" del 1932. Un corto Disney che celebra i film nominati agli Oscar

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Locandina di Parata dei nominati agli Oscar (1932)

Parata dei nominati agli Oscar

Titolo originale: Parade of the Award Nominees

Anno: 1932

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: animazione

Casa di produzione: Walt Disney Productions

Distribuzione italiana: Buena Vista Home Entertainment

Durata: Circa 10 minuti

Regia: Joe Grant

Sceneggiatura: Joe Grant

Fotografia: Non specificata

Montaggio: Non specificato

Musiche: Non specificate

Trailer di “titolo”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nel 1932 si è tenuta la quinta edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, evento ospitato nella Fiesta Room dell’Hotel Ambassador di Los Angeles il 18 novembre. Il conduttore della serata è stato Conrad Nagel, attore e star del cinema muto, nonché uno dei 36 membri fondatori dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS). Nagel ha partecipato a film come “La crociera del folle” (1930), “Quality Street” (1927) e “Kongo” (1932). Durante la cerimonia, “Grand Hotel” di Edmund Goulding ha vinto il premio per il miglior film, mentre Frank Borzage è stato premiato come miglior regista per “Bad Girl”. Wallace Beery per “Il campione” e Fredric March per “Il dottor Jekyll e il signor Hyde” hanno condiviso l’Oscar come miglior attore, e Helen Hayes ha vinto il premio come miglior attrice per “Il fallo di Madelon Claudet”.

Per l’evento, Walt Disney ha creato un cortometraggio animato d’apertura intitolato “Parade of the Award Nominees” (Parata dei nominati agli Oscar), diretto da Joe Grant, al suo esordio presso la Walt Disney. Grant avrebbe poi contribuito alla creazione del personaggio della regina Grimilde in “Biancaneve e i sette nani” e supervisionato la scrittura di “Dumbo” e “Fantasia”, terminando i suoi rapporti di lavoro con lo studio americano nel 1949.

Il cortometraggio è stato distribuito in America e in Giappone il 4 dicembre 2001 sul LaserDisc, il primo standard per il mercato home video che permetteva di visionare e registrare su disco ottico. Questa invenzione, precedente al DVD, è stata presentata nel 1978 presso la sala da ballo del Regency Hotel di New York. In Italia, il cortometraggio è stato distribuito su DVD il 21 aprile 2004 come parte della collana “Topolino star a colori”, ma è stato inserito come contenuto speciale.

Trama di “Parata dei nominati agli Oscar”

Topolino è alla testa di una parata dedicata ai candidati ai Premi Oscar della quinta edizione, specificamente per le categorie di miglior attrice e miglior attore. Dietro di lui, una gioviale Minnie tiene in mano un’insegna con la scritta “Parade of the Award Nominees”, seguita da un gran numero di suonatori di tromba e tamburini della stessa banda. Nel bel mezzo della parata, un animaletto stende una sorta di red carpet color marrone, seguito da Clarabella che sparge mazzolini di fiori per terra. Sul red carpet fiorito sfilano le star del cinema: Wallace Beery, candidato per “Il campione”, marcia con guantoni da boxe e Jackie Cooper come suo valletto, seguiti dal duo regale Lynn Fontanne e Alfred Lunt per “The Guardsman”. Successivamente, sfila Helen Hayes per “Il peccato di Madelon Claudet”, Fredric March per “Il dottor Jekyll e il signor Hyde”, e infine Marie Dressler per “Emma”. Chiude la parata Pluto, che tiene sulla coda una bandiera gialla con la scritta “The End”.

Fredric March in Parata dei nominati agli Oscar (1932)
Fredric March in Parata dei nominati agli Oscar (1932)

Recensione di “Parata dei nominati agli Oscar”

Il cortometraggio “Parata dei nominati agli Oscar” è assolutamente semplice a livello narrativo e strutturale, non possedendo alcun tipo di dialogo né svolte realmente drammaturgiche. Tuttavia, il corto riesce a raggiungere ottimamente il suo obiettivo: introdurre gli spettatori nella Fiesta Room dell’Hotel Ambassador di Los Angeles per la quinta cerimonia di premiazione degli Oscar, effettuando una parata che funge da introduzione alla serata. Il film realizza una rappresentazione caricaturale degli attori candidati agli Oscar, in un’edizione in cui erano soltanto sei gli attori nominati, tre come miglior attore e tre come miglior attrice.

La rappresentazione macchiettistica dei sei attori appare indubbiamente congeniale e coerente con i ruoli da loro interpretati nei rispettivi lungometraggi. Nel film “Il campione” abbiamo come protagonista un ex pugile in povertà che vive insieme al suo bambino; non a caso, è rappresentato sotto forma di un enorme pugile con Jackie Cooper come suo valletto (che nel film interpreta il ruolo del figlio). Un altro esempio è la rappresentazione di Lynn Fontanne con un fare quasi regale e austero, avendo interpretato nel corso della pellicola “The Guardsman” il ruolo di un’attrice che viene sedotta dal marito sotto falso aspetto, poiché quest’ultimo temeva che la moglie potesse tradirlo. Dietro la Fontanne, infatti, troviamo proprio la figura del marito sotto mentite spoglie, interpretato da Alfred Lunt. Un’altra interessante rappresentazione è quella di Fredric March per “Il dottor Jekyll e il signor Hyde”. Proprio come nel lungometraggio, anche in questo red carpet animato l’attore passa dall’essere il buono dottor Jekyll al malvagio Mr. Hyde, rispecchiando fedelmente il dualismo presente nel film, in una rivisitazione animata dove Mr. Hyde appare abbastanza simile a Hulk, con quelle sue tonalità verdi.

L’animazione del cortometraggio è piuttosto semplice e visivamente poco approfondita. Lo sfondo è sempre lo stesso, non muta mai e mostra continuamente un paesaggio fiabesco e naturalistico di epoca medievale, con un castello arroccato e un mulino. Se il panorama appare poco definito, lo stesso non si può dire per i vari personaggi, che spesso appaiono come figure laterali e a tratti poco in 2D, con l’eccezione di Fredric March, ma possiedono comunque numerosi e interessanti dettagli visivi.

La caricatura di questi personaggi è realizzata per enfatizzare le loro caratteristiche estetiche e quelle dei loro ruoli interpretati nei film, creando un effetto comico e satirico. In questo senso, possiamo notare come le loro espressioni facciali siano esagerate, soprattutto nei tratti somatici, al fine di renderli immediatamente riconoscibili. Queste caricature non vanno mai oltre l’esagerazione, non prendono in giro le varie star, ma con estrema eleganza le omaggiano, utilizzando il classico stile disneyano.

Il cortometraggio punta molto sulla colonna sonora, ben integrata con le immagini e caratterizzata da una melodia da marcia, usando tecniche innovative, ovvero realizzando il corto con il sistema audio Photophone della RCA. Questo sistema migliorava ulteriormente la sincronizzazione del suono. Infatti, il sonoro in questo corto funziona perfettamente con le immagini, creando una narrazione di grande potenza, soprattutto per il pubblico dell’epoca. Tuttavia, l’elemento che ha reso celebre “Parata dei nominati agli Oscar” è l’essere stato il primo cortometraggio animato di Topolino a usare il colore, ovvero la tecnica del Technicolor. Questa tecnica fu adottata dopo l’enorme successo riscontrato nei cortometraggi della Silly Symphony, prodotti da Walt Disney e Roy O. Disney, dove il primo a utilizzare il Technicolor fu il capolavoro dell’animazione “Fiori e alberi”, distribuito il 30 luglio 1932.

La Walt Disney utilizzò gli ultimi avanzamenti della tecnica del Technicolor, che negli anni ’30 era passata da un processo bicromatico a uno tricromatico. Questo metodo utilizzava tre pellicole separate per catturare i colori rosso, verde e blu, che venivano poi combinati per produrre un’immagine a colori completa. Grazie a questa tecnica, il corto possiede un ottimo uso dei colori, permettendo per la prima volta di vedere Topolino, Minni, Clarabella e Pluto a colori. Interessante notare che Pluto ha una tinta cromatica diversa rispetto a quella che avrà successivamente, essendo grigio invece del marroncino-giallo che diventerà il suo colore distintivo.

In questo corto, Topolino indossa un abito alquanto diverso dal suo solito costume. Egli veste un cappello di foggia militare, simile a quelli indossati dagli ammiragli o dai leader di bande musicali, decorato con un pennacchio giallo che aggiunge un tocco festoso e colorato. La giacca è di un rosso vivace, con dettagli dorati sulle spalline, richiamando l’abbigliamento formale e decorato delle uniformi militari o da cerimonia. Sotto la giacca, indossa una camicia bianca che completa il look elegante e formale. I pantaloncini verdi creano un contrasto cromatico con la giacca rossa, rendendo il look di Topolino esagerato e vistoso. Ai piedi, porta le sue classiche scarpe gialle e tiene in mano una bacchetta, simbolo di leadership, rafforzando l’idea che guida la banda.

Topolino in Parata dei nominati agli Oscar (1932)
Topolino in Parata dei nominati agli Oscar (1932)

In conclusione

“Parata dei nominati agli Oscar” si distingue per la sua semplicità e capacità di celebrare i candidati alla quinta cerimonia degli Oscar attraverso caricature eleganti e satiriche. Nonostante la narrazione priva di dialoghi e una struttura visivamente elementare, il cortometraggio raggiunge il suo scopo con efficacia, utilizzando l’innovazione del Technicolor e il sistema audio Photophone per offrire un’esperienza visiva e sonora coinvolgente e pionieristica per l’epoca.

Note positive

  • Innovazione tecnica: Primo cortometraggio di Topolino a utilizzare il Technicolor, migliorando notevolmente l’esperienza visiva.
  • Colonna sonora: Sincronizzazione perfetta del suono con le immagini, grazie al sistema Photophone della RCA.
  • Caricature eleganti: Rappresentazione rispettosa e omaggio agli attori candidati, senza cadere nella derisione.
  • Dettagli visivi: Personaggi ricchi di dettagli, con espressioni facciali esagerate che li rendono immediatamente riconoscibili.

Note negative

  • Semplicità dell’animazione: Scenari poco definiti e statici, con uno sfondo che non muta mai.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.