The Sandman – Prima stagione (2022): Morfeo, il re dei sogni

The Sandman prima stagione locandina

The Sandman

Titolo originale: The Sandman

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantastico

Casa di Produzione: DC Comics, DC Entertainment, Netflix, Phantom Four Films, The Blank Corporation, Warner Bros. Television

Distribuzione: Netflix

Showrunner: Allan Heinberg

Stagione: 1

Puntate:  10

Regia: Mike Barker, Jamie Childs, Mairzee Almas, Andrés Baiz, Coralie Fargeat, Louise Hooper

Sceneggiatura: David S. Goyer, Neil Gaiman, Allan Heinberg, Jim Campolongo, Austin Guzman, Ameni Rozsa, Lauren Bello, Heather Bellson, Alexander Newman-Wise, Vanessa James Benton, Jay Franklin

Fotografia: George Steel, Sam Heasman, Will Baldy

Attori: Tom Sturridge, Boyd Holbrook, Patton Oswalt, Vivienne Acheampong, Gwendoline Christie, Charles Dance, Jenna Coleman, David Thewlis, Stephen Fry, Kirby Howell-Baptiste, Mason Alexander Park, Donna Preston, Vanesu Samunyai, John Cameron Mitchell, Asim Chaudhry, Sanjeev Bhaskar, Joely Richardson, Niamh Walsh, Sandra James Young, Razane Jammal

Trailer italiano della prima stagione di The Sandman

Neil Gaiman per molti anni non è stato interessato ai fumetti ma un giorno s’imbatté nel comic book Swamp Thing della Dc Comics del 1984, scritto da Alan Moore, rimanendone particolarmente colpito tanto da decire di cimentarsi in una propria graphic novel, che venne pubblicata con il titolo Violent Cases, che ottenne un buon apprezzamento di critica. In breve tempo entrò nel mondo dei fumetti proponendosi proprio alla DC Universe volendo compiere il percorso di Moore. Grazie a Karen Berger della DC venne incaricato nel dare nuova linfa ad alcuni personaggi storici del franchise. La scelta ricadde su Black Orchid, eroina comparsa per la prima volta nel 1973 all’interno dell’albo Adventure Comics. Lo scrittore, e la stessa Berger, non furono completamente soddisfatti del risultato così venne assegnato un nuovo ruolo creativo a Gaiman, ovvero quello di occuparsi di fumetti seriali per adulti sempre per la DC, che decise di proporgli la scrittura della serie comics The Sandman, che venne letta per la prima volta nel 1988. La serie originale è composta da 75 albi editi tra il 1988 e il 1996, mentre nel 2018 esce l’albo The Sandman Universe n.1., il prequel della saga originale, che sfrutta i personaggi dell’etichetta Vertigo, tanto da entrare a far parte della linea Vertigo (imprint della DC).

I primi tentativi per realizzare una trasposizioni della saga comics iniziarono nel 1991 ma naufragarono già in fase di sceneggiatura. Nel 2013 Goyer e Gaiman, insieme a Joseph Gordon-Levitt, decisero di proporre alla Warner Bros la creazione di una pellicola incentrata sul il Signore dei Sogni, ma ben presto il progetto mostro alcuni problemi, prima per l’uscita di scena dell’attore di (500) giorni insieme e poi per una lavorazione fin troppo lunga per i cannoni della casa di produzione. La Warner Bros così, denotando vari problemi, optò per un format divergente da quello cinematografico così nel 2019 siglò un accordo con Netflix per realizzare una serie incentrata sulla saga fumettistica di Gaiman, che insieme a Goyer, vennero mantenuti nel ruolo di showrunner insieme ad Allan Heinberg (per saperne di più clicca qui). Grazie a questo accordo è possibile visionare la serie mitologica dark su Netflix dal 5 agosto 2022.

Trama di The Sandman

Non esiste solo il mondo a noi conosciuto, ma nel momento in cui chiudiamo gli occhi e dormiamo entriamo in un luogo chiamato Dreaming, dove vive The Sandman, Master of Dream, colui che dà forma a tutte le nostre paure e fantasie più profonde. Il suo compito è quello di mantenere l’equilibrio nell’universo, evitando che il velo e barriera che divide il mondo della veglia e il Regno dei sogni venga scoperchiato. La sua missione (o scopo per cui è stato creato) è messa a dura prova quando viene catturato da un aristocratico britannico di nome Robert Burgess che sfruttando un rituale oscuro intendeva catturare Morte, al fine di poter riprendere il proprio primogenito deceduto. Le cose però non vanno come creduto, perché invece di Morte, Burgess cattura Sogno, che viene spogliato e privato dei suoi poteri sia venendo rinchiuso in una prigione di vetro magica sia venendo privato dei suoi amuleti magici: un elmo, una sacchetto di sabbia e un diamante, in grado di far avverare i desideri. Colui che è conosciuto come Morfeo rimarrà lì per 106 anni e in quel lasso di tempo il mondo terrestre viene scossa da una strana epidemia: la malattia del sonno, con persone che cadono in un lungo sonno. Un giorno la prigione magica ha un cedimento e l’entità riesce a sfuggire dalla villa Burgess, ma ormai niente è come prima: il suo regno, le Terre dei sogni, sono cadute in disgrazia e molte entità che vivevano un tempo lì, incubi e sogni, sono scappate nel mondo della veglia, come il terribile Corinzio, un terrificante assassino. Per poter risollevare il suo regno necessità della forza spirituale magica che ha perduto e per riottenerla deve necessariamente rintracciare e riottenere i suoi antichi oggetti magici, ma questo è solo l’ultimo dei suoi veri problemi.

The Sandman. Tom Sturridge as Dream in episode 101 of The Sandman. Cr. Courtesy of Netflix © 2022
The Sandman. Tom Sturridge è Dream – 1×01 di The Sandman. Cr. Courtesy of Netflix © 2022

Recensione di The Sandman

Nell’adattare la saga fumettistica in serie tv Neil Gaiman ha deciso di mantenere intatti molti elementi e sviluppi narrati presenti all’interno dei primi due volumi del prodotto DC Comics, ovvero Preludi e notturni (1991) e Casa di bambola (1990) apportando solo alcuni lievi modifiche, soprattutto connesse al distaccare, nella maniera più possibile, l’universo seriale di The Sandaman da quello supereroistico della DC, non a caso l’ Arkham Asylum dalla Justice League of America non farà mai la comparsa all’interno del prodotto di casa Netflix come anche i supereroi della Dc Comics. Interessante anche l’eliminazione di un personaggio interno alla saga fumettistica come l’ex fidanzata dell’esorcista John Constantine, qui lo showrunner decide di eliminare ogni riferimento con il Costantine di Alan Moore, preferendolo omaggiare attraverso un personaggio femminile creato ad hoc come Johanna Costantine, una brillante negromante e avventuriera occulta che si occupa di commissioni “spiritiche” a pagamento, interpretata da Jenna Coleman, attrice britannica conosciuta per il suo ruolo di Clara Oswald in Doctor Who. Rimane invece presente, seppur con le dovute variazioni, l’iconico Dottor Destiny, uno dei supercriminali dell’universo Dc Comics nato dalla penna di Gardner Fox e Mike Sekowsky nel 1961 all’interno di Justice League of America vol. 1 n. 5, un antieroe che ha ottenuto un proprio background tridimensionale proprio grazie alla saga di Morpheus di Gaiman. “L’uomo di sabbia”, sia nella serie che nei fumetti, s’imbatte in colui che un giorno diverrà Dottor Destiny, ovvero John Dee, figlio di Ethel e di Roderick Burgess, possessore del rubino del signore dei sogni. La modifica più sostanziale (e probabilmente meno comprensibile come scelta narrativa) è quella di aver sacrificato completamente la storia riguardante il tragico amore tra Sogno e la regina Nada, di questa vicenda nell’arco seriale abbiamo solo un breve assaggio ma niente, al momento, viene spiegato, contrariamente a quanto accade nell’incipit di The Sandman, vol. 2: The Doll’s House. Questa breve storia avrebbe saputo donare maggior spessore al nostro protagonista oscuro, che tende in queste prime puntate a non essere così approfondito come meriterebbe, contrariamente ai personaggi secondari, spesso e volentieri, più tridimensionali e profondi del protagonista stesso, come nel caso di John Dee o anche dei personaggi che incontriamo nel bar nella 1×05.

The Sandman. (L to R) Lourdes Faberes as Kate Fletcher, Steven Brand as Marsh Janowski, Emma Duncan as Bette Munroe, Daisy Head as Judy Talbot, Laurie Davidson as Mark Brewer in episode 105 of The Sandman. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022
The Sandman. (L to R) Lourdes Faberes as Kate Fletcher, Steven Brand as Marsh Janowski, Emma Duncan as Bette Munroe, Daisy Head as Judy Talbot, Laurie Davidson as Mark Brewer in episode 105 of The Sandman. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022

Missione, dopo missione

Strutturalmente la serie risulta procedere come un videogioco, anche a causa del modo in cui è stata scritta nella serie fumettistica. Si inizia con Chapter 1: “Sleep of the Just”, una puntata che funge essenzialmente da incipit narrativo, funzionale per mettere le basi drammaturgiche per l’intera serie, una sorta di puntata 0 essenziale per comprendere tutto ciò che avverrà da quel momento in poi, poiché tutto quello che vedremo ha origine proprio in quel preciso istante, il momento in cui Morfeo viene rinchiuso in una cupola di vetro per 106 anni da Roderick Burgess e da suo figlio. Questo è anche l’unico episodio che viene narrato interamente da The Sandman, come se stesse raccontando allo spettatore ciò che gli è accaduto. Il pilot, seppur narra gli eventi in maniera piuttosto rapida, riesce a donare spessore e carisma a ciascun personaggio, soprattutto Alex, il figlio di Roderick, un personaggio con cui non potremmo che immedesimarsi ed empatizzare. La seconda  puntata possiede quell’elemento da videogioco in cui un personaggio deve compiere delle missioni intermedie per poter ottenere gli strumenti necessari per poter salvare il regno. Così sia la terza puntata, dove facciamo la conoscenza di Johanna Costantine, e la quarta puntata, dove incontriamo la terribile Lucifer Morningstar, possiedono una medesima struttura narrativa: “l’eroe” si reca in un determinato luogo, da una determinata persona, per ottenere l’oggetto che lui desidera. Interessante però è che le puntante non ci concentrano completamente su un unico arco narrativo, che la renderebbe didascalica, ma si hanno alcune sottotrame di spessore come la storia del Corinzio, un incubo sfuggito che desidera assaporare tutto ciò che il mondo ha in serbo, e soprattutto quella di John Dee e della madre Ethel, personaggi che, contrariamente a Costantine non compaiono solo in unica puntata per una determinata funziona drammaturgica. L’episodio di maggior spessore narrativo e concettuale è l’1×05 “24/7” scritto da Ameni Rozsa. La puntata mostra in tutto il suo massimo splendore la psicologia folle ma, allo stesso tempo lucida, di John Dee magnificamente interpretato da David Thewlis, il Remus Lupin di Harry Potter, che dona spessore fisico e sentimentale al suo personaggio.

L’arco narrativo di Dee è indubbiamente quello più interessante narrato in questa prima stagione dove si parla della natura profonda dell’essere umano, mettendo in luce cos’è che ci rende realmente umani. L’antieroe, grazie alla gemma che avverrà tutti i suoi desideri, vuole un mondo privo di bugie (avendo vissuto una vita fatta di menzogne a causa della madre) dove ognuno può dire e fare quello che vuole senza indossare maschere di falsa cortesia o modestia. La sua visione mostrerà al mondo la crudeltà degli esseri umani, che privati del desiderio di essere qualcos’altro o di aspirare a un modello alto, inizieranno ad avvicinarci sempre di più all’oscurità divenendo dei mostri, portatori di morte. Il Signore dei Sogni invece dovrà far comprendere a John che gli uomini hanno bisogno di mentirsi a vicenda, di fingere soprattutto a loro stessi, al fine di cercare di essere persone migliori. Se l’uomo è privato di sogni o di desideri o della capacità di mentire, l’unica cosa che resta è la brutalità e l’oscurità.

The Sandman. David Thewlis as John Dee in episode 105 of The Sandman. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022
The Sandman. David Thewlis è John Dee in episode 105 of The Sandman. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

Dopo questa puntata scoppiettante e la 1×06 che tenta di esplorare la natura di Sogno, purtroppo la serie ricade, nuovamente, entro un nuovo arco narrativo connesso al significato di Voragine. Questo arco se si dimostra interessante, grazie a degli intrecci tra i nuovi personaggi e quelli conosciuti nelle prime cinque puntate, il tutto ricade nuovamente (seppur meno marcatamente) in un ottica da missione, dove non è tanto il personaggio ad agire ma avviene una sorta di Deus ex machina che li spinge ad agire. La protagonista di questi ultimi cinque episodi è Rose Walker colei che dovrà ritrovare suo fratello. Il suo personaggio è interessante ma non viene sviscerato come avrebbe meritato e alla fine tutto gli riesce in maniera fin troppo facile. Alla fin dei conti di lei sappiamo veramente poco se non il suo passato.  

In conclusione

La storia, che ha un impronta marcatamente aperta alla tematica inclusiva LGBT, con numerosi personaggi e copie provenienti da questo mondo, possiede una CGI alquanto mediocre, soprattutto nelle prime puntante dove facciamo la conoscenza del mondo dei Sogni. Il tutto però possiede un ottimo ritmo, degli ottimi costumi di scena e dei personaggi (seppur non pienamente sviluppati) che hanno un notevole potenziale narrativo. Gaiman, con uno stile alquanto colorato e folle, ha creato un prodotto accattivante per gli amanti del fantasy, che non possono perdersi questa prima stagione che possiede una buonissima qualità registica e un tipo di scrittura che ricorda vistosamente lo stile di Doctor Who di Steven Moffat.

Note positive

  • Serie inclusiva
  • Regia
  • Ritmo
  • L’interpretazione di David Thewlis

Note negative

  • La seconda parte di stagione è meno riuscita a causa del personaggio di Rose Walker che appare poco approfondito
  • Il protagonista è ancora troppo bidimensionale

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