Razza Padrona (1974): il dimenticato cult tedesco

Razza Padrona (1974): il dimenticato cult tedesco 1

Razza Padrona

Titolo originale: Supermarkt

Anno: 1974

Paese: Germania

Genere: Drammatico, Noir

Produzione: Indipendent Film, Klick Film

Distribuzione: Constantin Film

Durata: 81 min.

Regia: Roland Klick

Sceneggiatura: Georg Althammer, Roland Klick, Jane Seitz

Fotografia: Jost Vacano

Montaggio: Jane Seitz

Musiche: Peter Hesslein

Attori: Charly Wierczejewski, Eva Mattes, Michael Degeu, Walter Kohut

Trailer di Razza Padrona

Trama di Razza Padrona

Il film segue uno schema narrativo classico del genere. Willi (Charly Wierczejewsky), un giovane che vive di piccoli furti per le strade di Amburgo, durante un controllo in commissariato conosce Frank (Michael Degeu), un importante giornalista della testata cittadina; il quale cercherà di proteggere il ragazzo facendogli cambiare stile di vita. Nel frattempo, però, Willi incontra e si innamora di Monika (Eva Mattes), una ballerina/spogliarellista di night, e, soprattutto, riallaccia il rapporto con il criminale Theo (Walter Kohut); sarà proprio quest’ultimo a convincere il protagonista prima a prostituirsi e poi a tentare un insperato assalto a un portavalori.

Razza Padrona (1974): il dimenticato cult tedesco 2
Willi e Monika – Supermarkt ( Razza Padrona )

Recensione di Razza Padrona

Quando si parla degli autori del nuovo cinema tedesco si tirano in ballo, quasi sempre, i soliti nomi: Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog, Wim Wenders e, tra i cinefili più appassionati, Werner Schroeter; ma non si nomina mai Roland Klick. Quando si parla delle opere del nuovo cinema tedesco si tirano in ballo, quasi sempre, i soliti film: La paura mangia l’anima, Alice nella città, Nosferatu, il principe della notte, Nel regno di Napoli; ma non si nomina mai Supermarkt (in italiano tradotto con il titolo di Razza Padrona) film girato per le strade di Amburgo nel 1974 proprio dal poco considerato Klick. Razza Padrona è forse quello che, tra le pellicole sopra citati, presenta tutte le caratteristiche principali di un cult. Azione, amore, delinquenza ed estetica anni’70 tutto compresso all’interno di 81 minuti di pellicola cinematografica che lascia senza fiato lo spettatore. Il regista nativo di Hof, nonostante l’evidente assenza di budget, riesce a dare vita a un piccolo capolavoro cinematografico, costruito su un notevole lavoro registico e fotografico. La messa in scena organizzata e ordinata la fa da padrona; per la maggior parte le scene sono girate con camera a spalla e con l’utilizzo di piani sequenza; la fotografia, invece, gioca con contrasti tra chiari/scuri, classico del genere noir, e colori sgargianti come il rosso della fuori serie di Frank.

Le citazioni ad altre opere cinematografiche sono un altro elemento di rilievo del film; un esempio è la parola ‘LOVE’ tatuata sulle dita della mano di Willi, stessa parola che ha tatuato Harry Powell (Robert Mitchum), protagonista del capolavoro di Charles Laughton La morte corre sul fiume del 1955. Un altro fattore che contribuisce alla riuscita artistica dell’opera è, senza ombra di dubbio, il brano Celebration, cantato da Marius Westernhagen, il tema musicale che accompagna le scene del film arricchendole senza mai andare oltre. L’insieme delle prestazioni attoriali potrebbe risultare, a una prima visione, la nota nera dell’opera; soprattutto per quanto riguarda l’operato di Charly Wierczejewsky, attore protagonista, il quale, rendendo omaggio al miglior Clint Eastwood, per tutti i 121 minuti della pellicola si rifiuta di cambiare espressione del volto e di mostrare emozioni. Tutto ciò, però, non toglie assolutamente nulla al personaggio di Willi, anzi aggiunge valore alla situazione intima/personale e sociale del ragazzo. Non mostrare emozioni di certo non equivale a non provarle; e qui entrano in gioco gli occhi dell’attore. Quando Willi vede per la prima volta Monika e si innamora di lei bisogna guardare i suoi occhi. Quando Willi prova dispiacere dinanzi a Frank bisogna guardare i suoi occhi. In breve, per giudicare l’opera di Charly W. dobbiamo osservare esclusivamente i suoi occhi; mentre per giudicare l’intero film (ovvio) occorre guardarlo, lasciandosi guidare all’interno del suo mondo sporco e reale, riscoprendo così un cult troppo in fretta dimenticato e ingiustamente snobbato. Razza Padrona è presente, sottotitolato in italiano, sulla piattaforma streaming Mubi.

Note positive

  • Lavoro in regia di Roland Klick
  • Fotografia
  • Sceneggiatura realistica e ben costruita
  • Tema musicale

Note negative

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