Sir Gawain e il Cavaliere Verde (2021): il romanzo cavalleresco che prende vita

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Sir Gawain e il Cavaliere Verde

Titolo originale: The Green Knight

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti D’America

Genere: Fantastico, avventura

Produzione: Ley Line Entertainment, Sailor Bear

Distribuzione: A24 (USA), Prime Video (Italia)

Durata: 125 min

Regia: David Lowery

Sceneggiatura: David Lowery

Fotografia: Andrew Droz Palermo

Montaggio: David Lowery

Musiche: Daniel Hart

Attori: Dev Patel, Joel Edgerton, Alicia Vikander, Barry Keoghan, Ralph Ineson, Erin Kellyman, Kate Dickie, Sean Harris, Sarita Choudhury

Trailer di Sir Gawain e il Cavaliere Verde

Dal regista/sceneggiatore David Lowery (Old Man & the Gun; Storia di un fantasma), prende forma Sir Gawain e il cavaliere verde, rivisitazione audacie di un poema epico allitterativo di 2500 parole, scritto da un autore sconosciuto nel 14 secolo, facente parte del ciclo di storie incentrate su Re Artù e i suoi cavalieri della Tavola Rotonda. La pellicola inizialmente era prevista per la distribuzione cinematografica nel 2020 subendo però vari rinvii a causa della pandemia. In Italia si è optato per rilasciarlo direttamente in streaming all’interno del palinsesto di Amazon Prime Video dal 16 Novembre 2021. L’attesa ne sarà valsa la pena?

Trama di Sir Gawain e il Cavaliere Verde

La storia racconta di Sirg Gawain (Dev Patel), il nipote spericolato e testardo di Re Artù, e della sua intrepida avventura per affrontare il mitico Cavaliere Verde, un gigante dalla pelle di smeraldo che mette alla prova gli uomini. Gawain combatte contro fantasmi, giganti, ladri e truffatori in quello che diventa un viaggio più profondo alla scoperta di sé, per dimostrare il suo valore agli occhi della sua famiglia e del suo Regno fino ad affrontare il più grande rivale

Recensione di Sir Gawain e il Cavaliere Verde

Da subito il film si presenta essere particolare nel modo di rappresentazione, messa in scena, musiche e fotografia. Nella sequenza iniziale ci viene mostrata la parte popolana di Camelot, più precisamente un bordello. La macchina da presa entra all’interno di questo luogo attraversando una finestra, delle gocce d’acqua cadono su una superficie solida, creando un ritmo che va a tempo con la musica di sottofondo. In questa stessa scena incontriamo subito Sir Gawain, il protagonista del racconto, interpretato da un ottimo Dev Patel.

La colonna sonora immerge lo spettatore in una realtà non più moderna, ma in un festeggiamento natalizio tipico medievale. Gli arpeggi e i flauti seguono le scene come se un orchestra fosse presente all’interno della sala e dialoghi, movimenti, situazioni acquistano un significato maggiore. Una musica stridula e metallica nelle scene più mistiche e oscure, e una più canterina e allegra in scene di momentanea quiete. L’uso del suono in questo film non viene usato soltanto a livello percettivo e d’intrattenimento, ma si eleva a qualcosa di superiore, raggiungendo un livello quasi artistico. L’esempio perfetto è la rappresentazione del Cavaliere Verde, un personaggio fatto interamente di radici e corteccia. Ogni suo movimento e caratterizzato dal suono di legno e corteccia che si contrastano tra di loro, rendendo il personaggio reale, e allo stesso tempo, mistico. Un personaggio leggendario che acquista vita grazie al sound design e dalle inquadrature dal basso verso l’alto, che lo rappresentano come un essere maestoso e impenetrabile. Il suono aggiunge quel tocco di veridicità a questo racconto folkloristico. La realizzazione stessa del Cavaliere Verde è stata fatta alla vecchia maniera, con trucco ed effetti pratici. A detta del regista, era l’unica soluzione possibile per rendere al meglio il personaggio.

L’immagine ha un estetica di contrasto tra luci e ombre che aumentano il realismo del racconto e la fantasia medievale come periodo buio e sporco. La fotografia regala dei primi piani, campi lunghi e dettagli di grande impatto visivo, caratterizzati da una color grading che passa da un blu pastello per la notte a una verde e giallo per il giorno nella foresta. Colori che risultano finti ma che rappresentano un ottima scelta dal punto di vista estetico, dando all’immagine non solo un senso percettivo di quella realtà, ma anche dei contrasti che marcano il fatto che la storia sia una leggenda. I paesaggi imponenti, una natura non ancora contaminata dalle macchine, danno alla visione un tocco di bellezza in più, rendendo il viaggio una vera scoperta.

Un romanzo cavalleresco messo in scena con piena fedeltà nello stile narrativo dell’epoca. Lowery riesce a mantenere quest’aurea fantastica e folkloristica che il medioevo possedeva, aggiungendo una drammaturgia shakespeariana nella recitazione. Una cosa particolare è come cristianesimo e paganesimo vengono messi in un rapporto di analogia. Entrambe le fedi hanno lo stesso scopo, quello di creare e benedire degli amuleti di protezione per Gawain e il suo viaggio. Come nell’opera originale, anche nel film viene data importanza all’uso del simbolismo medievale, simboli che hanno radici ben più profonde del cristianesimo, che arrivano a raggiungere la cultura celtica e germanica delle credenze popolari.

Una storia che nasce dal folklore gallese e inglese con citazioni dagli antichi racconti sul Gioco della Decapitazione e dove vengono messi in risalto l’importanza che cavalleria e onore hanno nelle situazioni di pericolo.

L’unico, piccolo, problema di questo film è la lunghezza eccessiva di due ore. Verso la metà del racconto lo spettatore inizia ad annoiarsi della monotonicità delle scene, per poi recuperare l’attenzione nell’atto finale, dove una serie di flashforward ci mostrano un ipotetico futuro di come sarebbe potuto diventare Gawain se non avesse trovato il coraggio necessario per affrontare l’ascia del Cavaliere Verde.

È  un viaggio dell’eroe con tutti i suoi archetipi. Il desiderio di Gawain di diventare cavaliere e di far valere il suo onore davanti agli occhi di re Artù, lo spingerà ad agire istintivamente accettando la sfida del Cavaliere Verde. E così Gawain inizia la sua avventura alla ricerca della Green Chapel, dove il Cavaliere Verde attende l’arrivo del ragazzo. Gawain parte con il cuore pieno di paura per ciò che gli aspetta, ma durante il viaggio incontrerà imprevisti e personaggi che lo cambieranno per sempre, portandolo a diventare l’eroe e il cavaliere che avrebbe sempre voluto essere.

E se il tema principale del racconto originale è proprio la ricerca dell’onore del cavaliere, nel film questo aspetto viene cambiato, acquistando un significato più profondo, diventando una ricerca del coraggio in se stessi.

Note Positive

  • Regia
  • Fotografia
  • Scenografia
  • Storia
  • Colonna sonora
  • Sound design
  • Recitazione

Note Negative

  • Durata eccessiva

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