Storia di fantasmi cinesi (A chinese ghost story): Tra horror e romanticismo

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Storia di fantasmi cinesi

Titolo originale:A chinese ghost story

Anno: 1987

Paese: Hong Kong

Genere: horror, comico, fantastico

Distribuzione: Videogram

Durata: 91 min

Regia: Siu-Tung Ching

Sceneggiatura: Yven Kai Chi

Fotografia: Poon Hang-Sang

Montaggio: Tom Lau

Musiche: Romeo Díaz, James Wong

Attori: Leslie Cheung, Wu Ma, Lau Shi Ming, Wong Tsu Msien

Scena iniziale di Storia di fantasmi cinesi

Trama di Storia di fantasmi cinesi

Nell’antica Cina, ai confini più remoti dell’impero, giunge Ning, un pavido e timido esattore delle tasse. Di fronte all’ostilità degli abitanti e alla mancanza di denaro si ritrova costretto, suo malgrado, a passare la notte nel vicino tempio abbandonato di Lan Ro che, a detta degli scontrosi abitanti, è infestato da spiriti maligni. Giunto al tempio, Ning si imbatte in un monaco guerriero, Yin, che gli intima di andarsene da quel luogo infestato. Ning, pur timoroso, ignora gli avvertimenti del guerriero e decide di restare nel tempio. Durante la notte, seguendo l’eco di un canto melodioso, Ning incontra Siao Sin, una bellissima fanciulla. I due si innamorano, ma Ning non sa che l’avvenente fanciulla è in realtà uno spirito al servizio di un mostro, tanto malvagio quanto antico. Questo demone-albero la tiene prigioniera, costringendola a sedurre ignari viandanti con la sua bellezza, procurandosi così continuo nutrimento. Dopo varie peripezie Ning, aiutato dal guerriero Yin, decide di aiutarla, iniziando un viaggio irto di pericoli al fine di liberare l’anima dell’amata fanciulla, permettendole così di reincarnarsi e vivere una nuova vita, libera dal giogo del demone.

Recensione di Storia di fantasmi cinesi

“Storia di fantasmi cinesi” (“a chinese ghost story”) è un film del 1987, liberamente ispirato al breve racconto “The magic sword”, contenuto nella raccolta “Strange stories from a Chinese Studio” di Pu Songling. Prodotto da Tsui Hark, scritto da Yuen Kai Chi e diretto da Ching Siu Tung il film riscosse uno straordinario successo, sia in patria che fuori dai confini cinesi,  soprattutto in Giappone e in Corea del Sud dove i due attori protagonisti, Leslie Cheung e Joey Wang trovarono immensa e immediata popolarità. La pellicola divenne un vero e proprio cult, film simbolo di un’intera generazione che nei successivi trent’anni ha generato due sequel (diretti dallo stesso Ching Siu Tung e con Joey Wang nel ruolo che l’ha resa celebre), un remake e ha ispirato innumerevoli autori. Un fanta horror a metà tra commedia romantica e dramma, che ha indelebilmente influenzato la cinematografia di Hong Kong negli anni a venire, contribuendo in buona misura a immortalare l’iconica e folkloristica figura della donna-fantasma, maledetta e bellissima.

L’importanza dell’inizio nella storia

La natura di quest’opera è facilmente riscontrabile e analizzabile nei primissimi minuti del film. In una notte scura e ventosa, con una ripresa rasoterra (molto simile all’inizio de “La casa”, di Sam Raimi), veniamo introdotti all’interno del tempio. Un uomo sta scrivendo a lume di candela, quando una folata di vento irrompe nella stanza malamente illuminata. Una fanciulla, bellissima ed eterea, appare e seduce l’uomo che come incantato si abbandona alle sue grazie. Con un montaggio curato ed estremamente suggestivo, in un crescendo di tensione vediamo (senza vederlo) avvicinarsi il mostro che ghermisce l’ignara vittima, lasciando la fanciulla sola e triste, con uno sguardo colpevole e colmo di rimpianto, mentre la musica inonda i sensi, generando un connubio di suoni e immagini di rara bellezza. In questi primissimi minuti già si evincono gli elementi principali di cui si compone il film.

L’horror, nella sua forma più pura, rappresentato da un’entità mostruosa e soprannaturale, si unisce a un romanticismo di stampo classico, immediato e palese, incorniciato dal bellissimo volto di Joey Wang, segnato dal pianto. Il tutto condito da un ritmo incalzante, frutto di una regia fresca ed estremamente dinamica, e da un sottile velo di erotismo, che giocando con il vedo, non vedo e un montaggio raffinato ed elegante regala quel tocco di sensualità a tutta l’opera, senza mai scadere nella volgarità o nell’eccesso.

Il resto del film è un susseguirsi incredibile di comicità, romanticismo e orrore, senza farsi mancare bellissime scene d’azione, con coreografici combattimenti, planate tra gli alberi e formule magiche. La regia  risulta sempre gradevole, riuscendo ad amalgamare tanti generi diversi in una fusione indubbiamente riuscita. Tra frenetici scontri all’arma bianca e romantiche effusioni, intercalati da comicità nonsense e personaggi mostruosi, il film intrattiene ed emoziona, senza cadute di tono o ritmo. I personaggi, nonostante la poca profondità, risultano tutti estremamente riusciti, grazie a dialoghi estremamente divertenti e diretti e al talento degli interpreti.

Leslie Cheung (Ning) è perfetto nel tratteggiare un personaggio pavido, maldestro e timoroso. Dopo il breve prologo sopra citato, lo vedremo in viaggio verso lo sperduto villaggio, tra pane raffermo, scarpe rotte, pioggia torrenziale e banditi sanguinari, mentre scorrono i titoli di testa, accompagnati da una splendida canzone (cantata dallo stesso Cheung). Nonostante la paura, non si tirerà mai indietro nel proteggere la donna che ama (spesso provocando più danni che altro), dimostrando una forza d’animo non indifferente, disposto a spingersi fino agli inferi, per amore. Joey Wang, di una bellezza radiosa, rende assolutamente memorabile questo film. Un personaggio tragico, quello di Siao Sin, bloccato in un limbo tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. Innamorata di un essere umano e prigioniera di un demone, con il suo volto angelico, malinconico e malizioso si imprimerà a forza nella vostra memoria e riempirà per sempre i vostri cuori. Una storia tragica, per l’appunto, abilmente nascosta e vestita d’ironia e avventura. Una storia d’amore tra le più indimenticabili, romantica e pura ma destinata a finire. Siao Sin, infatti, troverà la pace e la promessa di una nuova vita, ma dovrà dire addio a Ning, in uno dei finali più tristi ed emozionanti di sempre. Ching Siu Tung realizza un’opera davvero unica, andando a creare momenti puramente estetici (complice un’ottima fotografia) e  visivamente straordinari, accompagnati da una straordinaria colonna sonora, firmata da Romeo Diaz e James Wong. Con una scenografia curata e costumi colorati, il film non mancherà mai di stupire, con scelte cromatiche ammalianti e suggestive. Molte le scene memorabili, dal bacio nella vasca allo scontro con il Signore Nero, dall’unione dei due amanti (sulle note di una splendida canzone) all’esorcismo danzante di Yin. Gli effetti speciali, pur datati, regalano molte soddisfazioni, risultando sempre divertenti e funzionali. In conclusione, un film impossibile da inquadrare in un genere preciso, che trova la propria forza nella sua diversità. Una grande storia d’amore, con personaggi memorabili e momenti indimenticabili. Un’opera fantasiosa e ammaliante, capace di incantare ed emozionare, oggi come allora.

Ovviamente, non mancano i difetti. La varietà di generi di cui si compone il film, infatti, potrebbe non incontrare il favore di tutti. Anche gli effetti speciali, chiaramente vetusti, potrebbero risultare sgraditi ai più giovani, con zombie animati a passo-uno e costumi mostruosi. Ma se si riesce a guardare oltre questi limiti, si scorge un’opera davvero meritevole, con musiche grandiose, interpreti straordinari e un lato tecnico forse non eccelso, ma genuino ed estremamente creativo.

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