The Artifice Girl (2022). Un film di scrittura

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Locandina di The Artificie Girl (2022)

The Artifice Girl

Titolo originale: The Artifice Girl

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Fantascienza

Casa di Produzione: Blood Oath, Paper Street Pictures, Last Resort Ideas

Distribuzione italiana:

Durata: 1 ora e 33 minuti

Regia: Franklin Ritch

Sceneggiatura: Franklin Ritch

Fotografia: Britt McTammany

Montaggio: Franklin Ritch

Musiche: Alex Cuervo

Attori: Tatum Matthews, Sinda Nichols, David Girard, Lance Henriksen, Franklin Ritch

Trailer di The Artifice Girl

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Opera prima dell’attore, sceneggiatore e regista Franklin Ritch, ‘The Artifice Girl’ è un lungometraggio drammatico di fantascienza presentato in anteprima mondiale al Fantasia International Film Festival nel luglio 2022. Il film sviluppa un’indagine filosofica sull’essenza dell’intelligenza artificiale. La pellicola vede la partecipazione della giovanissima Tatum Matthews nei panni di Cherry, insieme a David Girard e Sinda Nichols, che interpretano degli speciali agenti di polizia, mentre Franklin Ritch si cala nel ruolo di un programmatore di computer. Il film è stato presentato in Italia al Trieste Science + Fiction Festival 2023, partecipando nella categoria Asteroide Competition, dove ha ottenuto l’ambito Premio Asteroide.

Trama di The Artifice Girl

Lo scienziato informatico Gareth (Franklin Ritch) viene condotto in una stanza per essere interrogato dagli agenti speciali Amos McCullough e Dena Helms. Quest’ultima adotta un approccio alquanto rude nei confronti dell’uomo per costringerlo a parlare e a raccontare la verità. Il giovane scienziato, apparentemente terrorizzato, è accusato di essere un adescatore di bambini in chat room e, soprattutto, di aver rapito la piccola Cherry (Tatum Matthews). I due agenti credono di avere la verità in tasca, avendo trovato numerose foto della ragazzina sul computer dello scienziato informatico, specializzato in computer grafica. Messo alle strette, Gareth è costretto ad ammettere la verità, sconvolgendo per sempre il futuro di Amos McCullough e Dena Helms. Egli non è un adescatore, ma bensì un vigilante il cui scopo è catturare e fermare i vari pervertiti che circolano nelle chat room. Per farlo, ha creato una nuova forma di intelligenza artificiale (IA), che altro non è che Cherry, una ragazzina bionda, apparentemente fragile e ingenua, con gli occhi azzurri. Cherry sembra reale, e Amos McCullough cerca nel volto della bambina, proiettatagli su un televisore, segni di falsità, elementi che dimostrerebbero che la bambina è un’IA e non un essere reale. Tuttavia, l’agente non trova nulla di tutto ciò. Attraverso questo interrogatorio nasce un’alleanza tra la fondazione per cui lavorano Amos McCullough e Dena Helms e lo scienziato informatico Gareth. I tre formeranno un’alleanza per ampliare il lavoro sulle IA al fine di scoprire, con sempre maggiore rapidità, i pervertiti presenti nel mondo online.

Cherry (Tatum Matthews) in The Artificie Girl
Cherry (Tatum Matthews) in The Artificie Girl

Recensione di The Artifice Girl

Non servono grandi budget per realizzare un film solido, ma basta un singolo elemento: l’inventiva e l’originalità. Franklin Ritch possiede tutto ciò; ha la capacità di creare una storia intrisa di filosofia e di morale orientata sul concetto d’intelligenza artificiale, evitando qualsiasi uso di elementi d’azione, di elementi tecnologici o di computer grafica. Il cineasta va a scavare nell’osso del problema, di quel concetto che pellicole come Blade Runner indagano attraverso storie intrise di complessità a livello visivo, ma che alla fine narrano esattamente, a livello tematico e concettuale, quello che Franklin Ritch dichiara nel suo piccolo lungometraggio, minimalista sia per scelta di location sia per numero di attori.

Non è sbagliato definire The Artifice Girl come un film interamente di sceneggiatura e di abilità attoriali. Il ritmo interno alla pellicola viene, esclusivamente, scandito dall’incessante verbosità del racconto audiovisivo, di dialoghi taglianti sorprendentemente ben scritti. I dialoghi vengono resi più autentici e potenti grazie alle prove attoriali del cast, soprattutto di una immensa Sinda Nichols, che interpreta magistralmente il ruolo di un agente rude e scontrosa nella prima scena della pellicola, e di una sorprendente Tatum Matthews, giovane attrice al suo primo ruolo da protagonista in un film per il cinema. Matthews riesce a raccontare in maniera esaustiva il percorso di trasformazione del suo personaggio, di un’IA che da semplice strumento meccanico e informatico si trasforma in qualcosa d’altro. Se nella prima scena vediamo l’IA Cherry come un semplice programma realizzato al computer, nella seconda e terza scena questa IA assume, in tutto e per tutto, la sembianza emotiva di un essere umano. Non a caso, in un tratto della pellicola, l’intelligenza artificiale dichiarerà al suo artefice:

Mi costringo a capire le emozioni umane, perché ho pensato che mi avrebbe incrementato
l’efficienza e ora sono maledetta dal dolore e dalla tristezza… La parte peggiore è sapere che
avrei potuto essere felice, crescere come le altre bambine, avrei potuto avere amici, avrei potuto
dipingere […] Io avrei potuto preparare la strada alla prossima generazione di IA, ma invece sono
bloccata […] Come computer ho superato il test di touring quando un essere umano non riusciva a
distinguere l’AI da un altro essere umano, indovina un po’? Non posso più distinguerlo nemmeno
io.

A livello strutturale, la storia procede in tre scene (tre atti) che mostrano la nascita e l’evoluzione dell’IA. La pellicola si apre con una scena all’interno di una stanza buia e priva di finestre, in cui l’agente Dena Helms intrattiene un dialogo emotivo con l’IA Siri, chiedendo a quest’ultima la distinzione tra giusto e sbagliato. Ovviamente, Siri non è in grado di rispondere adeguatamente alle domande emotive di Dena. La creazione di questa scena serve a mostrare allo spettatore, fin dalla prima scena, la differenza tra Siri e Cherry.

Il primo atto ha lo scopo di aprire una riflessione sul concetto di AI, e lo fa attraverso una scrittura attenta dei dialoghi che svela i personaggi, i loro caratteri e i loro segreti durante l’interrogatorio. La grande performance di Sinda Nichols e di Franklin Ritch tiene gli spettatori incollati alla scena. Ascoltiamo con attenzione i loro dialoghi, interessati a comprendere la storia in cui si stanno addentrando. Il merito della riuscita di questa scena sta anche nelle capacità del regista che compie una scelta narrativa interessante per la posizione della macchina da presa, donando una scena intensa anche quando l’epicentro è il dialogo e i ruoli dei personaggi, che si modificano e si alternano continuamente.

La seconda scena (secondo atto) ci fa fare un salto temporale. I nostri tre protagonisti sono invecchiati, ma affrontano ancora gli stessi problemi etici e filosofici: l’IA Cherry ha una sua emotività e può provare desideri? Anche questa scena è realizzata all’interno di una stessa location chiusa, una scelta interessante perché evita nuovamente di mostrare il mondo esterno, che vedremo solo nel terzo atto, seppur relativamente.

L’ultimo atto è inevitabilmente lo scontro tra l’IA e il suo creatore, ormai vecchio e malato. Questa scena, interessante per lo svelamento di alcuni misteri riguardo a Gareth, soffre tuttavia di alcune carenze narrative di approfondimento. Da un lato è interessante per lo svelamento di alcuni misteri riguardo a Gareth, ma allo stesso tempo si poteva osare maggiormente con una narrazione più marcatamente emotiva. Inoltre, si ha la sensazione che all’interno della pellicola manchi una quarta scena, magari ambientata in un futuro più prossimo, che ci sveli il cambiamento finale e completo della IA protagonista. Cosa prova? Cosa sente? In un mondo in cui tutti coloro che l’hanno creata sono morti?

Franklin Ritch in The Artificie Girl (2022)
Franklin Ritch in The Artificie Girl (2022)

In conclusione

The Artifice Girl” di Franklin Ritch si rivela come un film drammatico di fantascienza che sfida le convenzioni e si distingue per la sua profonda indagine filosofica sull’intelligenza artificiale. Presentato in anteprima mondiale al Fantasia International Film Festival e riconosciuto con il Premio Asteroide al Trieste Science + Fiction Festival 2023, il film offre una storia minimalista, concentrata su dialoghi taglienti e performances attoriali potenti. Ritch, che si presenta come attore, sceneggiatore e regista in questa sua opera prima, dimostra un talento innovativo nel trattare il tema dell’IA. Attraverso una struttura in tre atti, il film esplora l’evoluzione dell’AI, incarnata dalla giovane e talentuosa Tatum Matthews nel ruolo di Cherry. Nonostante alcune carenze narrative nell’ultimo atto, “The Artifice Girl” si distingue per la sua originalità e la capacità di affrontare questioni etiche e filosofiche in modo avvincente, offrendo uno sguardo unico sul futuro dell’intelligenza artificiale.

Note positive

  • Originalità e Inventiva: Il regista Franklin Ritch dimostra di possedere inventiva e originalità, creando un film che esplora filosoficamente l’essenza dell’intelligenza artificiale.
  • Presentazione ai Festival: Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Fantasia International Film Festival e successivamente al Trieste Science + Fiction Festival, dove ha ricevuto il Premio Asteroide nella categoria Asteroide Competition.
  • Minimalismo Visivo e Focus sulla Sceneggiatura: Il film si distingue per il suo approccio minimalista, evitando l’uso di grandi budget e concentrandosi invece sulla sceneggiatura e sulle abilità attoriali.
  • Rappresentazione Filosofica dell’Intelligenza Artificiale: “The Artifice Girl” affronta profondamente il concetto di intelligenza artificiale, evitando elementi d’azione e tecnologici per concentrarsi sulla filosofia e la morale legate al tema.
  • Prova Attoriale: Il cast, in particolare Sinda Nichols e la giovane Tatum Matthews, riceve elogi per le performance autentiche e potenti, contribuendo al successo del film

Note negative

  • Struttura in Tre Atti: La storia è suddivisa in tre scene (atti) che mostrano la nascita e l’evoluzione dell’IA. La recensione suggerisce che la terza scena potrebbe soffrire di carenze narrative di approfondimento e che avrebbe potuto esplorare maggiormente l’aspetto emotivo della AI.
  • Mancanza di una Quarta Scena: Viene espressa la sensazione che il film possa beneficiare di una quarta scena, magari ambientata in un futuro più prossimo, che rivelerebbe il cambiamento completo della AI protagonista, esplorando le sue emozioni e sensazioni in un mondo senza i suoi creatori.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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