The Crown 5 (2022): un’altra stagione potente

La 5ª stagione di The Crown racconta la crisi dell'Impero britannico, uno degli anni più difficili del regno della Regina: il 1992. Quando è avvenuto il grande incendio che ha distrutto il castello di Windsor e il divorzio di Carlo e Diana. Quest'ultimo ha reso la Corona molto vulnerabile.
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The Crown 5

Titolo originale: The Crown 5

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America, Regno Unito

Genere: Storico, Drammatico, Biografico

Casa di Produzione: Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore: Peter Morgan

Stagione: 5

Puntate: 10

Regia: Benjamin Caron, Philip Martin, Jessica Hobbs, Julian Jarrold, Stephen Daldry, Christian Schwochow, Paul Whittington, Philippa Lowthorpe, Samuel Donovan, May el-Toukhy, Alex Gabassi, Erik Richter Strand

Sceneggiatura: Peter Morgan

Fotografia: Adriano Goldman, Stuart Howell, Ben Wilson, Ole Bratt Birkeland, Frank Lamm, Fabian Wagner, Rasmus Videbaek

Montaggio: Yan Miles, Celia Haining, Simon Brasse, Pia Di Ciaula, Úna Ní Dhonghaíle, Stuart Gazzand, Kristina Hetherington, Tim Porte, Daniel Greenway, Paulo Pandolpho, Frances Parker, Mark Davis, Richard Graham, Luke Dunkley, Mark Eckersley, Chris Barwell, Ben Lester, Alex Mackie, Adam Bosman, Peggy Koretzky, Morten Højbjerg, Ben Yeates, Lucia Zucchetti, Amy Hounsell

Musica: Rupert Gregson-Williams, Martin Phipps, Lorne Balfe

Attori: Imelda Staunton, Jonathan Pryce, Lesley Manville, Dominic West, Elizabeth Debicki, Senan West, Khalid Abdalla, Olivia Williams, Humayun Saeed, Jonny Lee Miller

Trailer di The Crown 5

Trama di The Crown 5

La 5ª stagione di The Crown racconta la crisi dell’Impero britannico, uno degli anni più difficili del regno della Regina: il 1992. Quando è avvenuto il grande incendio che ha distrutto il castello di Windsor e il divorzio di Carlo e Diana. Quest’ultimo ha reso la Corona molto vulnerabile.

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The Crown 5. Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

Recensione di The Crown 5

La famosa e amata serie tv storica, drammatica e biografica sulla corona inglese è tornata su Netflix con un ottimo cast completamente diverso. Si tratta di una quinta stagione che funziona. Non fa altro che confermare uno show televisivo maestoso e dallo stile ineccepibile. Uno degli elementi che rendono preoccupati i fan di The Crown è il cambiamento di cast che avviene nelle stagioni dispari. Questa modifica è stata una scelta del creatore Peter Morgan. Questo perché vuole dare degli attori molto più validi perché si avvicinano all’età che hanno i protagonisti nel periodo di tempo raccontato.

Questa 5ª stagione di The Crown copre gli anni che vanno dal 1991 al 1997. Raccontati i 10 episodi. Uno dei protagonisti di questa nuova stagione è lo yacht reale Britannia che, dopo quarant’anni, non può più andare per mare. Il Principe Filippo (Jonathan Pryce) infatti, la definisce “una creatura di un’altra epoca”. Ma è molto chiaro che si riferisce anche alla monarchia. Che, ormai, viene percepita antiquata, distante dal popolo britannico e dispendiosa per coloro che pagano le tasse. È chiaro subito che in questa 5ª stagione di The Crown sarà molto presente l’analogia narrativa la corona e lo yacht del 1954.

Un altro aspetto dei tempi che cambiano, ma la Regina (Imelda Staunton) lo respinge è l’arrivo della televisione commerciale. La Sovrana, infatti, non rinuncia alla sua amata BBC. Quest’ultima, però, la farà soffrire, perché trasmetterà la famosa intervista/trappola shock del ’95 che Diana (Elizabeth Debicki) ha concesso al giornalista Martin Bashir. Per la Spencer è l’occasione giusta per sfogarsi. Svelando che il suo matrimonio era “un pò troppo affollato”. Questo evento televisivo viene raccontato in due episodi e vengono scelti il genere spy e thriller. Perfetti per descrivere l’imbroglio di Bashir.

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The Crown 5. Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

Alcune puntate funzionano meglio delle altre

In The Crown 5, ci sono puntate dal buon ritmo e da una narrazione accattivante. Per esempio la terza, dal titolo Mou Mou, che inizia con una digressione intenta a presentare al pubblico Mohamed Al Fayed (Salim Daw), e suo figlio Dodi (Khalid Abdalla), anche futuro fidanzato di Diana. La loro storia d’amore, però, si vedrà nella prossima stagione. Molto buono anche il sesto episodio, intitolato Casa Ipatiev, che racconta la storia dell’ identificazione dei resti dei Romanov, in Russia. Questa puntata vuole parlare della lontananza emotiva che la Regina e il marito percepiscono dopo 47 anni di matrimonio.

Il nono episodio racconta le tappe del divorzio di Carlo (Dominic West) e Diana. Questi vengono presentati agli spettatori come la “Coppia 31“, una delle molte che, in quell’anno, decidono di lasciarsi per sempre. Diana e Carlo non ce la fanno più a vivere in trappola in un matrimonio senza amore, che non doveva esistere. La coppia divorziata si vedono e si accusano a vicenda di tradimento e mancanza di rispetto. Il loro dialogo è drammatico, pieno di dolore e sconfitta, scritto e interpretato alla perfezione.

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The Crown 5. Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

L’importanza degli attori giusti

Imelda Staunton è convincete nei panni di una Regina più severa in pubblico e divertita in privato. Quest’ultima, però, viene un pò sovrastata dal Carlo di West e dalla Diana di Debicki che sono perfetti in ogni scena. La Debicki, infatti, interpreta una Diana immersa nella solitudine, più definita e conscia rispetto a quella di Emma Corrin. West affascina e ogni tanto fa tenerezza per come viene trattato dalla Corona. Nel corso della 5ª stagione di The Crown non manca il famoso tampongate: l’intercettazione della chiamata di Carlo e Camilla. È presente anche l’amore giovanile perduto e rimpianto dalla Principessa Margaret (Lesley Manville). L’attrice è bravissima a esprimere la tristezza e sopportazione umana.

The Crown 5
The Crown 5. Left Bank Pictures, Sony Pictures Television

In Conclusione

The Crown 5 conferma che si tratta di una delle serie contemporanee migliori. Questo grazie alle scene e alle inquadrature eleganti, l’ottima interpretazione del cast e la cura di tutti i dettagli dell’epoca raccontata.

Note Positive

  • Regia
  • Attori
  • Scrittura
  • Fotografia
  • Musica
  • Montaggio
  • Costumi

Note Negative

  • Qualche debolezza sul finale
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Renata Candioto
Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro.
Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina.
È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni.
La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

Articoli: 41

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