The Estate (2022): una commedia priva di umorismo

Recensione di "The Estate" (2022), un thriller commedia nera, diretta da Dean Craig, con Toni Collette e Anna Faris, svela i segreti di una famiglia eccentrica.
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Trailer di The Estate

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Esce il 15 novembre 2023 in prima visione assoluta su Sky Cinema e in streaming su NOW la nuova black comedy scritta e diretta da Dean Craig, sceneggiatore di perle cinematografiche come Funeral Party (2007) e Tre uomini e una pecora (2011). Una pellicola capace di contare su un cast d’eccezione composto dalla candidata all’Oscar Toni Collette, Anna Faris, David Duchovny, Rosemarie DeWitt e Kathleen Turner senza tuttavia riuscire a trovare una sua identità e comicità.

Trama di The E$tate

Macey (Toni Collette) e Savannah (Anna Faris) sono due affiatate sorelle che gestiscono un bar lasciato in eredità dal loro padre. Dal carattere totalmente opposto, le due condividono anche una sorellastra di nome Ellen (Keyla Monterroso Mejia), una ragazza fissata con il gioco Dungeons & Dragons.

Quando vengono a sapere che la loro ricca zia materna Hilda (Kathleen Turner) è gravemente malata, Savannah propone a Macey di andarla a trovare per ingraziarsela in modo da incassare la sua eredità: le due protagoniste, infatti, rischiano di perdere il lavoro a causa delle enormi difficoltà economiche che stanno affrontando. Senza aver mai avuto un coniuge e dei figli, il corposo patrimonio della vecchia zia acida dal temperamento turbolento passerebbe direttamente nelle mani dei suoi nipoti, unici eredi. Vi è solo un problema: ad aver avuto la stessa idea delle due protagoniste sono anche gli altri due cugini, il latin over Richard (David Duchovny) e l’astuta Beatrice (Rosemarie Dewitt) accompagnata dal marito James (Ron Livingston).

Fotogramma di The E$tate
Fotogramma di The E$tate

Recensione di The E$tate

Una famiglia divisa, incapace di superare vecchi rancori, insofferente di fronte alla morte di un proprio caro ma sorprendentemente determinato a entrare nelle grazie del parente morente in modo da accaparrarsi il suo notevole patrimonio: sembrerebbe proprio la trama di una storia basata su fatti realmente accaduti (e sicuramente un episodio analogo è capitato all’interno di una qualche famiglia): The E$tate è la nuova opera firmata da Dean Craig giunta finalmente in Italia sul piccolo schermo, un autore noto per le sue commedie ma soprattutto per il suo modo di approcciarsi all’umorismo, totalmente assente e forse di poco gusto in questo lungometraggio davvero poco riuscito.

L’idea di base ruota attorno a una tematica non propriamente originale e probabilmente già rivista in qualche altra opera, ossia il futuro lascito di un parente prossimo alla morte. A voler “corteggiare” la cospicua somma di denaro sono due sorelle tanto diverse quanto unite, Macey e Savannah, proprietarie del Joe’s Triangle Café, fondato anni prima da loro padre e ora passato nelle loro mani. Un locale dal profondo valore e significato che rischia sfortunatamente di chiudere velocemente i battenti per questioni economiche: dopo numerosi tentativi di ottenere nuovi prestiti bancari, le due sorelle si trovano costrette a trovare una soluzione alternativa per salvare il loro futuro e la memoria del padre. Come se non bastasse, Macey scopre che il suo nuovo fidanzato deve trascorrere un anno in Alaska per ragioni lavorative (pena il licenziamento), portando la donna ad accettare amaramente la decisione di un loro temporaneo allontanamento. Quando tutto sembra volgere al peggio, le due protagoniste vengono informate dell’imminente morte della zia Hilda, una vecchia e acida signora solitaria residente in una sfarzosa villa. Convinta di poter rientrare all’interno del suo testamento se addolcita dalla loro presenza, Savannah propone a sua sorella di aggirare la parente in modo da poter ereditare il suo patrimonio e salvare il loro locale. Nonostante alcuni timori iniziali, Macey alla fine cede all’iniziativa della sorella, portando le due donne a presentarsi con uno splendido mazzo di fiori davanti alla porta dell’amata zia materna. Le protagoniste, però, vengono colte di sorpresa quando scoprono la presenza della perfetta cugina Beatrice e del suo compagno James, arrivati da New York appena in tempo per stabilirsi nella casa della parente per ingraziarsela e ottenere i suoi soldi. Sempre che non riesca a ottenerli prima il cugino Richard, un donnaiolo incallito e ossessionato fin dall’infanzia da Macey, poco intelligente ma abbastanza astuto da essere rimasto in contatto con la zia per numerosi anni.

Dean Craig firma una sceneggiatura quasi tutta al femminile, eppure nonostante la bravura delle interpreti principali (in particolare l’astiosa Kathleen Turner) la pellicola risulta spoglia di quella comicità tanto decantata nei suoi lavori precedenti, arricchita invece da un linguaggio alle volte un po’ volgare e da sequenze sopra alle righe. The E$tate vuole (o voleva?) essere una pellicola con una morale, una satira che ci ricorda quanto purtroppo la nostra società sia fortemente materialista e di quanto noi stessi siamo attaccati al denaro senza tenere conto degli affetti che ci circondano. Eppure, tutto questo finisce in secondo piano per esaltare la qualità invece della quantità: per l’intera durata di 96 minuti l’opera ruota attorno ai classici cliché abbastanza prevedibili a causa di una sceneggiatura fin troppo debole, arrivando ad annoiare lo spettatore a metà visione. E nemmeno una Toni Collette in perfetta forma riesce a salvare quel poco che resta di questo film facilmente dimenticabile.

David Duchovny e Rosemarie DeWitt in The E$tate
David Duchovny e Rosemarie DeWitt in The E$tate

In conclusione

The E$tate è la nuova commedia satirica firmata da Dean Craig approdata in Italia sul piccolo schermo, una pellicola composta da un cast d’eccezione quasi tutto al femminile ma sfortunatamente caratterizzata da una serie di difetti facilmente riscontrabili fin dalle prime sequenze. L’umorismo tanto ricercato dal regista finisce per essere spazzato via da una volgarità sopra alle righe, impedendo allo spettatore non solo di ridere ma anche di comprendere o di immedesimarsi nei personaggi, poco caratterizzati e solamente accennati (perché l’intera famiglia non si parla più?). Un’opera vuota che spinge per arrivare il prima possibile alla risoluzione finale senza nemmeno tanti colpi di scena. Sfortunatamente il cineasta ha voluto puntare sulla qualità anziché sulla quantità, finendo per sprecare un cast davvero ben collaudato.

Note positive:

  • Cast
  • Tematica e morale film

Note negative:

  • Sceneggiatura
  • Linguaggio troppo volgare
  • Personaggi accennati
  • Assenza umorismo
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Sonia Modonesi
Sonia Modonesi
Articoli: 48

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