The Night (2020): apri gli occhi, l’incubo è lì

The Night 2020 locandina

The Night

Titolo originale: The Night

Anno: 2020

Nazione: Stati Uniti d’America, Iran

Genere: Horror

Casa di produzione: Mammoth Pictures

Distribuzione italiana: Koch Media

Durata: 105 minuti

Regia: Kourosh Ahari

Sceneggiatura: Kourosh Ahari, Milad Jarmooz

Fotografia: Maz Makhani

Montaggio: Kourosh Ahari

Musiche: Nima Fakhrara

Attori: Shahab Hosseini, Niousha Noor, Elester Latham, George Maguire, Gia Mora, Michael Graham, Steph Martinez, Leah Oganyan, Ali Kousheshi

Trailer di The Night

Presentato in anteprima mondiale al 35° Festival Internazionale del Cinema di Santa Barbara ( SBIFF), tenutosi dal 15 al 25 gennaio 2022, The Night è l’opera seconda del cineasta iraniano – americano Kourosh Ahari, autore che nel 2016 aveva realizzato la pellicola The Yellow Wallpaper, basato sull’omonimo racconto del 1982 di Charlotte Perkins Gilman. Nonostante che il film d’orrore di Ahari ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e di critica in Iran, tanto da essere ritenuto in patria come “il miglior film del cinema iraniano”, anche perché i produttori Iraniani non amano produrre horror ma preferiscono i drammi e le commedie sociali, in Italia “The Night” non ha trovato una distribuzione in sala tanto da uscire direttamente in home video dal 19 maggio 2022 grazie a Midnight Fatctory e Koch Media

Trama di The Night

Babak (Shahab Hosseini) e Neda (Niousha Noor) sono una coppia iraniana trasferitasi in America insieme alla loro bambina di pochi mesi. Babak si trova in America da cinque anni, mentre per Neda quel mondo è ancora nuovo faticandosi ad abituarsi a questa nuova vita. La coppia dopo aver trascorso una serata con dei loro amici s’immette di tarda notte sulla strada, nonostante le condizioni di Babak non al meglio. L’uomo ha un forte dolore a un dente e ha bevuto un pizzico di troppo, faticando a guidare. Lungo le strade a loro ignote il GPS della macchina ha un grave malfunzionamento così la coppia con la loro bambina sono costretti a fermarsi nel primo hotel che trovano, in delle strade americane quasi del tutto desertiche. I tre così decidono di alloggiare nell’Hotel Normande, un luogo che diverrà per loro un viaggio negli inferi.

L'arrivo all'Hotel Normande in The Night
L’arrivo all’Hotel Normande in The Night

Recensione di The Night

L’opera seconda di Kourosh Ahari è un opera ambigua e di difficile lettura che rientra a piene mani dentro il genere dell’horror psicologico dove lo spettatore, come i personaggi messi in scena, è portato a porsi delle domande, soprattutto sul motivo per cui tutto ciò sta accadendo: c’entra il Normande, luogo del male? C’entra il misterioso tatuaggio che sia Babak sia Neda hanno appena inciso sulla loro pelle? Oppure il tutto è connesso ad altro, a segreti celati del loro passato? La sceneggiatura, da buon horror, semina indizi confusi per l’intero arco narrativo, portando l’attenzione dello spettatore dove predilige. A tratti siamo portati a credere che il Normande sia un luogo infernale e oscuro dove è il male a regnare, un po’ come fece Stanley Kubrick con il suo Shining che intende mostrarci la malvagità presente nel sanguinario Overlook Hotel. Allo stesso tempo, attraverso frasi e inquadrature, siamo portati a credere che il Normande non c’enti niente con ciò che sta accadendo alla coppia ma che tutto sia causato da quel misterioso e particolare tatuaggio che i due hanno deciso d’incidere: mezza medaglia sul braccio di lei e l’altra metà sul braccio di lui.  Allo stesso tempo, attraverso lo svolgimento drammaturgico, abbiamo la sensazione che tutto sia connesso essenzialmente con il loro passato e i loro segreti e che sono questi fantasmi (non il Normande, non il tatuaggio) a tormentarli, in cerca di vendetta. Osservando attentamente l’incipit narrativo (la cena con gli amici) e il viaggio che li condurrà al fatiscente hotel, si ha la sensazione che il Normande effettivamente non c’entra nulla con ciò che gli sta per capitare, in effetti Babak soffre già di un forte mal di testa prima di giungere in quell’albergo e ha già avuto delle strane visioni (la scena iniziale in cui è al bagno, l’incidente dove credono di aver investito qualcosa, la strana sagoma di donna in nero che compare sulla strada), ma nonostante ciò ci può ritenere, a causa del guasto al GPS, che una forza esterna li abbia spinti con forza ad alloggiare nel Normande, dunque loro credono di decidere di recarsi lì, ma in realtà è solo un falso libero arbitrio. Loro sono costretti da una forza demoniaca a prendere una camera al Normande. Ovviamente è solo una possibile chiave di lettura della pellicola, di un film che nella sua scena finale lascerà la porta aperta a molto dubbi, lasciando i nostri protagonisti in una situazione alquanto particolare (anche se a tratti prevedibile)

Scena del film The Night
Scena del film The Night

Temi di The Night

The Night si ambienta in una notte, in tre ambienti distinti: la casa degli amici, la strada, l’albergo. Tre parti sostanziali per comprendere appieno la vicenda, soprattutto i dialoghi dell’incipit risultano fondamentali per iniziare a conoscere i protagonisti, poiché le frasi pronunciate in questo inizio della pellicola ( tra detto e non detto) donano informazioni importanti per noi spettatori, informazioni di cui avremo bisogno nel prosieguo del lungometraggio. La storia, pur non possedendo un tema vero e proprio, ci parla, attraverso Babak e Neda, delle relazioni di coppia, di marito e moglie che tentano di vivere in armonia senza riuscirci realmente, non a caso i due durante il viaggio in macchina per ritornare a casa non fanno altro che rimbeccarci a vicenda, soprattutto Neda che sembra sempre pronta a criticare il marito. Va detto che, leggendo le dichiarazioni del regista, la pellicola avrebbe dovuto trattare anche della difficoltà di adattamento degli immigrati sul suo americano, ma questo tematica, se voleva essere trattata, non arriva allo spettatore.

Originalmente, la vicenda era ambientata in Iran, e non negli Stati Uniti. C’era sempre la coppia che tornava a casa, alla base. L’idea di ambientarlo in un Hotel, non è nata semplicemente  per fare un film in un Hotel, la location ha un significato pregnante: perché un albergo è un luogo temporaneo, dove facciamo il check-in e il check-out, una sorta di luogo o di dimensione parallela, che per me è la metafora della condizione degli immigrati in un altro paese.

K. Ahari – dichiarazioni tratte dal libretto interno all’home video Midnight Factory, curato da Nocturno Cinema.
The Night (2020)
Babak – The Night (2020)

Tanti misteri, ma….

L’elemento che maggiormente colpisce è la scenografia della pellicola (soprattutto riguardo all’hotel) e l’illuminazione fotografica usata per mostrarci l’edificio antico del Normande, che sembra provenire da un altro tempo, da un’altra dimensione. L’illuminazione nella casa degli amici è prettamente calda, mentre dal momento in cui si entra nell’albergo abbiamo una palette di sfumature di marrone, colore che viene posto a contrasto, in maniera efficace, con i bagliori del neon (spesso e volentieri rossi) che donando un senso di “demoniaco” riguardo al luogo oltre che ad accentuare l’alienità degli ambienti. La fotografia però non è ben appoggiata dalla regia, che seppur possiede alcune scelte stilistiche interessanti dove Ahari mette la macchina da presa in punti particolare, la sua regia non dona forza alla vicenda, che fatica a prendere ritmo e a creare una vera sensazione di tensione allo spettatore, soprattutto se questo è abituato a visionare gli horror. La sua regia, seppur priva d’imperfezioni nel raccontare gli eventi, non rafforza la sceneggiatura, soprattutto nel terzo atto, dove la stessa sceneggiatura si perde sia a livello narrativo sia livello di evoluzione dei personaggi,. Babak (il vero protagonista) riesce a connettersi con lo spettatore soprattutto per la prova regista dell’attore Shahab Hosseini, che ci regala una prova matura.

In conclusione

Tanti misteri ma poca sostanza finale, la storia incuriosisce ma non dona tensione o paura, non c’è mai una scena in cui lo spettatore ha un brivido lungo la schiena. Tutto procede in maniera misteriosa, senza donarci risposte, peccato che neppure il finale riesce a mettere ordine ai mille dubbi che la storia si ha donato. Siamo noi che dobbiamo dare un interpretazione al racconto.

Note positive

  • Fotografia
  • Scenografia
  • La prova di Shahab Hosseini

Note negative

  • Ritmo troppo lento
  • Assenza di tensione e di paura

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