
The Samurai and the Prisoner
Titolo originale: Kokurojo
Anno: 2026
Paese: Giappone
Casa di produzione: –
Distribuzione italiana: –
Durata: 147 minuti
Regia: Kiyoshi Kurosawa
Sceneggiatura: Kiyoshi Kurosawa
Fotografia: Yasuyuki Sasaki
Montaggio: Koichi Takahashi
Musiche: Hanno Yoshihiro
Attori: Masahiro Motoki, Yuriko Yoshitaka, Ryota Miyadate, Masaki Suda, Munetaka Aoki, Joe Odagiri
Trailer di “The Samurai and the Prisoner”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
The Samurai and the Prisoner è l’adattamento cinematografico del romanzo Kokurojo di Honobu Yonezawa, opera vincitrice del 166º Premio Naoki. Il regista Kiyoshi Kurosawa ha espresso grande ammirazione per la forza narrativa del libro, riconoscendo al tempo stesso una certa trepidazione nell’affrontare per la prima volta sia il jidaigeki (dramma storico giapponese) sia il mistery, due territori per lui inediti.
Il film, intitolato in giapponese 黒牢城, è un dramma storico a tinte investigative del 2026, scritto e diretto dallo stesso Kurosawa e interpretato da Masahiro Motoki, Masaki Suda, Yuriko Yoshitaka, Munetaka Aoki e Ryota Miyadate.
La première mondiale si è tenuta il 19 maggio 2026 nella sezione Cannes Premiere del Festival di Cannes. L’uscita nelle sale giapponesi, distribuita da Shochiku, è prevista per il 19 giugno.
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Trama di “The Samurai and the Prisoner”
Giappone, XVI secolo. Il lord Murashige Araki, vassallo del signore della guerra Oda Nobunaga, è assediato nel castello di Arioka e attraverso collaborazione del prigioniero Kanbei Kuroda deve risolvere alcuni misteri che si aggirano all’interno delle quattro mura dell’edificio.
Recensione di “The Samurai and the Prisoner”
Non si sa come mai certi autori vogliano fare il passo più lungo della gamba. Questo li porta inevitabilmente a cadere in un progetto che potrebbe rivelarsi mediocre, dimenticabile. Questo è il caso di Kiyoshi Kurosawa e della sua ultima fatica The Samurai and the Prisoner (Korurojo), una pellicola storica in salsa mistery ambientata nel Giappone del XVI sec.
Se le premesse trasmettevano delle vibes da thriller storico ad alto potenziale, il lavoro di Kurosawa non ha rispettato il risultato atteso. Un caso alquanto singolare, considerando la filmografia del regista nel genere horror in primis e il thriller. Ma qui siamo lontani dai suoi titoli più acclamati, perché ora il cineasta giapponese classe 1955 si è voluto cimentare nel genere storico, affrontando un Giappone feudale pieno di tradimenti, seppuku e assedi continui a castelli rivali.
Un po’ come Takeshi Kitano ha voluto lavorare sulla storia della propria nazione nel 2023 con Kubi, anche Kurosawa ha voluto fare i conti con la tradizione storica. Ma se il primo è riuscito a creare la perfetta parodia del Giappone feudale, il secondo ha totalmente preso una sbandata clamorosa. Sia chiaro, nessuno si aspettava un secondo Kubi che potesse stravolgere la platea con grasse e sonore risate, ma neanche trasformarsi in un’esperienza deludente.
L’operazione di Kiyoshi Kurosawa si impianta all’interno delle mura del castello assediato di Murashige Araki. Ma non si parla di intrighi di corte à la Il trono di spade, ma quasi come se fossimo di fronte a degli episodi di una serie tv investigativa dove il protagonista si trasforma in un detective che deve collaborare con un prigioniero (purtroppo non ha il volto di un certo dottore con interessi verso la carne umana) per risolvere dei crimini all’interno della sua corte. Dopo aver risolto il primo, un omicidio misterioso, la lena è sempre quella: arriva una nuova stagione, succede ancora qualcosa di strano.
Ma tutto sta anche nella resa: quasi del tutto teatrale, scene di combattimento impacciate e senza pathos, si sente l’assenza di epicità che muova l’animo dello spettatore e lo coinvolga a pieno. Un ritmo piatto e ciclico, riempito solo di dialoghi tra il signore del castello, i suoi collaboratori e qualche rara uscita fuori giusto per mostrare l’estetica delle armature.
Un’operazione sbagliata oppure è il Kurosawa sbagliato?
In conclusione
The Samurai and the Prisoner è uno dei lavori meno riusciti di Kiyoshi Kurosawa, un film che tenta di coniugare il fascino del Giappone feudale con un impianto mystery, ma che finisce per smarrirsi in una messa in scena teatrale, priva di tensione e incapace di valorizzare il potenziale del soggetto. L’idea di trasformare un signore feudale in una sorta di detective episodico risulta curiosa ma mal sviluppata, mentre il ritmo piatto e le scene d’azione impacciate impediscono al film di trovare una vera identità. Pur mantenendo qualche eco del cinema del regista, The Samurai and the Prisoner appare come un progetto sbagliato nelle ambizioni e nella forma, un passo falso che lascia lo spettatore più perplesso che coinvolto.
Note positive
- Idea di partenza interessante. Il mystery nel Giappone feudale aveva potenziale
Note negative
- Regia teatrale. Messa in scena statica e poco cinematografica
- Scene d’azione deboli
- Ritmo piatto e ciclico
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