L’evocazione: We summon the Darkness (2020). Il bene può trionfare sul male?

L'evocazione: We summon the Darkness

L’evocazione: We summon the Darkness

Titolo originale: We Summon the Darkness

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: thriller, horror

Distribuzione: Blue Swan

Durata: 91 minuti

Regia: Marc Meyers

Sceneggiatura: Alan Trezza

Fotografia: Tarin Anderson

Montaggio: Joe Murphy, Jamie Kirkpatrick

Musiche: Timothy Williams

Attori: Alexandra Daddario, Keean Johnson, Maddie Hasson, Amy Forsyth, Logan Miller, Austin Swift, Johnny Knoxville, Allison McAtee

Trailer italiano de L’evocazione: We summon the Darkness

L’evocazione: We summon the Darkness è un film di genere thriller/horror diretto dal regista Marc Meyers. Presentato in anteprima mondiale al Mammoth Film Festival (California) il 28 febbraio 2019, la pellicola vede la presenza di Alexandra Daddario, Keean Johnson, Maddie Hasson, Amy Forsyth, Logan Miller, Johnny Knoxville e Austin Swift, fratello minore della cantautrice statunitense Taylor Swift.

Trama de L’evocazione: We summon the Darkness

Alexis, Val e Beverly si imbarcano in un viaggio per raggiungere un festival di musica heavy metal. Le tre si imbattono in tre ragazzi simpatici e carini e presto il gruppo si dirige verso la casa di campagna di Alexis, luogo isolato, dove proseguire la festa. Quella che dovrebbe essere una nottata di divertimento si trasformerà presto in una tragedia.

Recensione de L’evocazione: We summon the Darkness

Marc Meyers, autore de Il capitale umano e del più recente All My Life, dirige questa nuova pellicola rendendo omaggio ai favolosi anni Ottanta e alla musica heavy metal, di cui le tre ragazze protagoniste (Alexandra Daddario, Amy Forsyth e Maddie Hasson) sono fan sfegatate. La parte iniziale de L’evocazione scorre lentamente, dominato soprattutto da dialoghi e poca azione; vediamo le ragazze a bordo di un’auto, intente a raggiungere un festival di musica metal per ascoltare un gruppo musicale. Nel corso del viaggio alcuni strani fenomeni mettono sull’attenti le protagoniste: pare, infatti, aggirarsi nelle città americane una setta satanica che si diverte a uccidere giovani ragazzi. Mettiamoci, poi, un furgone sconosciuto che dal nulla esce fuori, lanciando sul parabrezza della macchina delle ragazze una bibita e il gioco è fatto.

Arrivate a destinazione le tre amiche fanno la conoscenza di tre ragazzi carini (Keean Johnson, Logan Miller e Austin Swift), musicisti e soprattutto amanti della musica heavy metal. Subito dopo la chiusura del concerto, i sei decidono di proseguire la serata a casa di Alexis (Alexandra Daddario) in una dimora grandissima e isolata. Sarà la scelta giusta? Chi sono questi ragazzi? E perché uno di loro si porta dietro un coltellino? La risposta a tutte queste domande arriva dopo trenta minuti dall’inizio del film, in cui possiamo assistere a un vero e proprio plot twist: Alexis, Val e Beverly sono Le Figlie dell’Alba, una chiesa di cui fanno parte molte altre persone che in passato hanno ucciso, il cui scopo è quello di creare paura fra la gente per spingerle a entrare dentro la loro religione. Praticamente, la setta satanica di cui si parlava all’inizio. Ce la faranno i tre amici a scappare dalle grinfie di queste pazze sataniste?

We summon the Darkness
Fotogramma de L’evocazione: We Summon The Darkness 

Alan Trezza, sceneggiatore del lungometraggio, riesce brillantemente a dar vita a una storia horror slasher, omaggiando pellicole famose degli anni Ottanta come Halloween, Venerdì 13 e Nightmare: con un’apertura apparentemente tranquilla, si arriva piano piano nel pieno dell’azione, il tutto condito da una certa suspense, che tiene incollato lo spettatore allo schermo, pronto a domandarsi chi sarà la prossima vittima. Giovani ragazzi, un viaggio, una casa isolata, gli omicidi e la final girl/final boy (o, perché no, una coppia di amici) sono gli elementi tipici di questo sottogenere horror, che Trezza riesce a mescolare perfettamente con la controcultura heavy metal. Interessanti e ben costruiti sono i dialoghi, con ricche citazioni di band famose come i Metallica, gli Scorpions, i Megadeth o il cantautore britannico Ozzy Osbourne.

Tra i temi principali che spiccano nella pellicola trovano ampio spazio il satanismo nell’hard rock e nell’heavy metal: sono molte le band che usano simboli, segni e immagini appartenenti al mondo del satanismo e della magia. Alcuni esempi? Gli Slayer, gruppo metal citato dagli stessi protagonisti, hanno come abitudine quella d’imprimere nei loro cd e nelle loro magliette il simbolo del pentacolo, la stella a cinque punte degli occultisti. Emblema che possiamo ritrovare nelle pareti della casa di Alexis e nella collana di Mark (usata da quest’ultimo come mezzo di espressione per disprezzare i veri satanisti). Ma non solo: un ruolo chiave è quello del predicatore/pastore delle Figlie dell’Alba John Henry Butler, interpretato dall’attore Johnny Knoxville, che alla fine della pellicola, pur di farla franca e coprire gli orrori commessi dalla figlia Alexis e dall’amica Val, sostiene che le due erano state portate fuori strada, arrivando a unirsi a un culto satanico. La stessa setta che l’uomo sostiene e predica, le cui donazioni che i ragazzi della comunità fanno servono solo ed esclusivamente all’uomo per costruirsi altre abitazioni e arricchirsi.

Nonostante il finale sia leggermente scontato e sottotono rispetto a tutta la parte centrale, L’evocazione risulta essere un film gradevole, con una giusta quantità di splatter, citazioni, ironia e un cast azzeccato e adatto alla parte. Dunque, il bene riuscirà a sconfiggere il male? Gli amanti del genere horror e slasher sanno che il lieto fine non è contemplato in questa narrativa, perché un mondo senza male è irreale.

Note positive:

  • Storia horror originale con plot twist
  • Citazioni band heavy metal famose
  • Cast azzeccato

Note negative:

  • Finale scontato

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