Toto (2020): la nonna è sempre la nonna – Trieste Science +Fiction Festival 2021

locandina corto toto (2020)

I contenuti dell'articolo

Toto

Titolo originale: Toto

Anno: 2020

Paese: Canada

Genere: fantascienza

Durata: 13 minuti

Regia: Marco Baldonado

Sceneggiatura: Marco Baldonado, Walter Woodman

Fotografia: Marik Zibert

Montaggio: Michelle Czukar

Attori: Rosa Forlano, Gabriela Francis, Mary Rose Sciarrillo, Justin Macri, Marco Baldonado, Simon Dragland, Walter Woodman

Marco Baldonado è lo sceneggiatore e regista, il quale ci tiene a informare che è sua nonna l’attrice che interpreta la protagonista.Il cortometraggio è candidato nella categoria cortometraggi del Trieste Science+Fiction Festival del 2021

Trama di Toto

Il film inizia con Rosa, una nonna d’origine italiana, seduta sulla poltrona mentre guarda la televisione. Lei è sola, abita in Canada ma non parla l’inglese e sembra che abbia un carattere abbastanza scorbutico. Un giorno la sua vita cambierà, perché riceverà una scatola con un robot, Toto, il quale oltre che a essere di compagnia le farà anche le faccende.Con lui instaurerà un bellissimo rapporto, tanto da trattarlo come un nipote. Tempo dopo, le andrà a fare visita Santina, sua nipote, ma non sembra apprezzare quello che la nonna fa per lei, perché troppo concentrata a guardare il telefono e Toto. Inoltre Santina farà fare a Toto un aggiornamento, il quale lo cambierà per sempre.

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Scena del cortometraggio

Recensione di Toto

Essa non è la prima opera del regista, ne precede Children Film Centre, uno spot pubblicitario del 2013 con attori solo bambini e The Comeback kid, cortometraggio del 2012, incentrato su un bambino di 11 anni e il suo amico immaginario. Anche se non di grande valore il regista si è rivelato, con questo breve film, molto portato in questo campo.Ho gradito l’interpretazione della protagonista, Rosa, stereotipo della nonna italiana, scorbutica, appassionata di televisione e con conoscenza della lingua inglese classica dell’italiano medio. Invece Santina, impersona i tipici nipoti dei giorni nostri: maleducati, ipnotizzati dal telefono e che non hanno interesse verso il mondo esterno, di fatti pur per vedere le nuove funzioni di Toto, gli cancellerà la memoria, non pensando agli effetti che avrà su sua nonna. Il cortometraggio è a sfondo malinconico, sopratutto il finale in cui vediamo Rosa triste perché si rende conto che non le potrà più fare compagnia neanche Toto, in quanto con l’aggiornamento ha perso le conoscenze della lingua italiana. Ci sono però momento divertenti come il ballo tra Toto e Santina e la tipica comicità italiana della nonna, i quali non fanno diventare il film cupo e spento. Il regista è riuscito a trasmetterci l’amore che provava la nonna verso Toto, così forte che gli insegnerà anche a fare i ravioli, ma anche la solitudine e la monotonia in cui la nonna vive e possiamo renderci conto anche di quanto lei sia evitata da Santina e da sua madre, la quale rifiuta l’invito di entrare a casa dopo aver accompagnato Santina.Il cortometraggio non presenta attori affermati, teniamo conto che la stessa voce di Toto è del regista.

Il film ci insegna a dare importanza alla nonna e non metterla in secondo piano, come fa sua nipote dando più importanza al telefono e non gradendo il suo cibo. Il film l’ho molto gradito dalla scrittura alla recitazione, anche se completamente diverso dalle mie aspettative, in quanto diverso dalla descrizione.

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Fotogramma del cortometraggio

Punti positivi:

  • Il significato
  • gli attori
  • sceneggiatura

Punti negativi:

  • /

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