Towards the Battle: Colui che scatta le foto durante la guerra

Towards the Battle i protagonisti

Towards the Battle

Titolo originale: Vers la bataille

Anno: 2019

Paese: Francia

Genere: Guerra

Durata: 1h 29min 

Regia: Aurélien Vernhes-Lermusiaux

Sceneggiatura: Olivier Demangel, Aurélien Vernhes-Lermusiaux

Fotografia: David Chambille

Montaggio: Thomas Glaser

Musiche: Stuart Staples

Attori: Malik Zidi, Leynar Gomez, Thomas Chabrol

Trama di Towards the Battle

Durante l’intervento francese in Messico, anche denominato affare Massimiliano, avvenuto dal 1862, seguiamo le peripezie del fotografo Louis che è riuscito a ottenere da parte del generale dell’esercito francese un lasciapassare per seguire il conflitto armato coloniale tra Francesi e Messicani che stava avvenendo sul suolo messicano al fine di effettuare delle incredibili fotografie per mostrare le vittorie dei francesi.

Louis, nonostante abbia deciso di sua spontanea autonomia di divenire un fotografo di guerra, non è un uomo abile e forte ma si renderà ben presto di essere nel posto sbagliato, tanto da non riuscire neppure a trovare il luogo in cui stanno avvenendo gli scontri, elemento fondamentale per il suo lavoro dovendo immortalare proprio lo scontro tra le due frazioni. Durante il suo percorso farà la conoscenza di un contadino messicano, Pinto, al quale legherà il suo destino. La guerra per Louis però non è un luogo per rintracciare fama o denaro ma per fare i conti con i suoi fantasmi del passato.

Recensione di Towards the Battle

Film francese del regista Aurélien Vernhes-Lermusiaux, presentato in concorso al Lucca Film Festival 2020 in Italia, mostra uno sguardo inusuale e insolito sul conflitto armato che lo differenzia dai film di genere di guerra, poiché in Towards the Battle non vengono mai mostrato scene di combattimento ma lo scontro messicano – francese rimane costantemente sullo sfondo della storia mostrandone in maniera forte e indiscussa la sua brutalità attraverso gli occhi del protagonista e in special modo dell’animo puro del contadino messicano Pinto, un co-protagonista eccezionale all’interno dell’opera che alla fine del lungometraggio otterrà il ruolo di protagonista stesso della storia, andando ancor di più a marcare il concetto stesso del film: La guerra è il male del mondo e combattere non ci rende forti ma deboli.

Il regista sceglie di andare a raccontare il conflitto attraverso lo sguardo del fotografo Louis, una persona non adatta ad affrontare quel territorio pieno d’insidie geografiche, climatiche e di conflitto, creando per il personaggio un background interessante e che dovrebbe dare una maggiore profondità alla storia come il rapporto tra Louis e il figlio morto in combattimento, ma va detto che questo filone che in effetti dovrebbe governare e dare un senso profondo allo stesso protagonista è mal sviluppato, togliendo gran potenza alla storia che alla fine dei conti appare superficiale e di puro intrattenimento, in grado però di andare a mostrare il duro lavoro del fotografo di guerra che troppe poche volto è stato raccontato, anche se la macchina fotografica doveva e poteva essere più mostrata all’interno del film anche come soggettiva di sguardo, un elemento che non avviene mai e di cui si sente la mancanza all’interno della pellicola. Lo stesso intreccio narrativo del soldato che durante il suo camminare in battaglia fa amicizia e alleanza con un nemico non è di certo un innovazione cinematografica, ma si rifà in maniera preponderante al genere classico di guerra.

Interessante risulta essere la regia con delle riprese panoramiche magnificamente riprese e mostrate con un ottima fotografia, anche le scene che trasmettono il senso di morte della battaglia sono ben montate e dirette mostrando uomini morti e oggetti di guerra distrutti e lasciati sul suolo, da segnalare il favoloso piano sequenza nella parte finale del film che dà ancor di più il senso di distruzione e di crudeltà portato dalla battaglia. Nel lavoro di montaggio e regia l’unica denotazione negativa sta in una scena ambientata in una Casa di tolleranza messicana che pur essendo ben fatta stona completamente negli attacchi di montaggio con la scena precedente e inoltre non aggiunge niente alla storia.

Note positive

  • Il modo in cui viene mostrata la guerra
  • La fotografia
  • Gli attori

Note negativa

  • Poco approfondito e mal sviluppato il vissuto del fotografo
  • La macchina fotografica si vede troppo poco all’interno della storia
  • Scena della casa di tolleranza si attacca male a quella precedente e a quella successiva, lasciando lo spettatore confuso

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