Una poltrona per due: Un film natalizio foriero di cambiamenti

Trailer originale di Una poltrona per due

Una poltrona per due rappresenta la ricomposizione della coppia John LandisDan Aykroyd dopo il fortunato The Blues Brothers – I fratelli Blues del 1980 (in cui erano anche sceneggiatori). Scritto dallo stesso Landis insieme al consolidato duo composto da Timothy Harris e Herschel Weingrod (I gemelli, 1988; Un poliziotto alle elementari, 1990; Space Jam, 1996), il film ha ottenuto una candidatura all’Oscar come miglior colonna sonora grazie al compositore Elmer Bernstein (11 nomination e 1 vittoria nel ’68 con Millie), oltre a 2 candidature al Golden Globe. Eddie Murphy, al suo secondo lungometraggio, riceve proprio la nomination come miglior attore in una commedia dai giornalisti iscritti all’Hollywood Foreign Press Association, mentre Denholm Elliott e Jamie Lee Curtis trionfano nell’edizione 1984 dei BAFTA Awards.  

Trama di Una poltrona per due

Philadelphia. Vigilia di Natale. I fratelli Duke, Randolph (Ralph Bellamy) e Mortimer (Don Ameche), aristocratici, proprietari della Duke & Duke ed esperti di finanza, colgono una casualità per realizzare un “esperimento sociale”. Il loro miglior agente di cambio, il benestante Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd), all’entrata del club in cui è solito discutere con i fratelli Duke, si scontra infatti col senzatetto Billie Ray Valentine (Eddie Murphy), incolpandolo ingiustamente di averlo derubato. Così Billie, nonostante le sue proteste, viene accusato di furto e arrestato dalla polizia. Ma a questo punto, Randolph e Mortimer decidono di attualizzare la loro scommessa con l’aiuto di Clarence Beeks (Paul Gleason), scambiando le posizioni di Louis e Billie per verificare cosa effettivamente porti al successo o alla criminalità. Chiedendo anche la collaborazione del maggiordomo Coleman (Denholm Elliott) e di Ophelia (Jamie Lee Curtis), i fratelli Duke riescono quindi a condurre Billie verso l’agiatezza e una posizione di prestigio alla Duke & Duke; esattamente il contrario di ciò che aspetta Louis, ovvero la perdita di tutte le sue ricchezze e persino del legame con la fidanzata Penelope (Kristin Holby). Ben presto però, Billie e Louis capiscono il “gioco” pensato da Randolph e Mortimer, comprendendo allo stesso tempo che, soltanto unendo le forze, potranno ribaltare la loro strana situazione.

Recensione di Una poltrona per due

Da tutti considerato un classico del periodo natalizio, Una poltrona per due, in realtà, tratta temi che travalicano il consueto film sul Natale. Il trio di sceneggiatori composto da John Landis (poi regista di Il principe cerca moglie, 1988), Timothy Harris e Herschel Weingrod realizza infatti una divertente commedia capace di provocare i più classici (e ingiusti) stereotipi. A cominciare dalla figura di Louis Winthorpe III, tanto abile nel destreggiarsi alla Duke & Duke, come clamorosamente in difficoltà nel trattare con il senzatetto Billie Ray Valentine. Che non vuole far altro che restituire la ventiquattrore dell’agente di cambio, finendo invece per essere colpevolizzato da quella paura ingenua, grottesca e assolutamente irrazionale di cui Winthorpe è prigioniero. Louis, laureato in una delle più prestigiose università statunitensi, appare infatti come una persona estranea alla vita “lontana dal suo mondo”, condividendo ideologie in contrasto con la sua istruzione e ritenendo l’elitaria società in cui vive l’unica provvista di valori etici. Il resto, come enfatizzato dalla scena davanti al club con Billie, è soltanto criminalità, violenza, assenza di principi morali. Una convinzione totalmente rivoluzionata dalla scommessa organizzata da Randolph e Mortimer, abili proprietari della Duke & Duke, altrettanto capaci di studiare strategie con l’unica finalità di privarlo di qualsiasi ricchezza, e così facendo convalidare le rispettive (seppur contrastanti) ipotesi. Le stesse che denotano la loro lontananza nell’essere considerati amici di Winthorpe, certamente utile per indovinare le variazioni di Wall Street, ma allo stesso tempo interessante “cavia” per una sperimentazione “scientifica”.

In tal senso, il personaggio interpretato da Jamie Lee Curtis raffigura, almeno in un secondo momento, l’opposto dei fratelli Duke. All’apparenza l’ultima persona che potrebbe aiutare Winthorpe, si rivela invece una ragazza dalle idee ben precise e disposta a sostenerlo. E il medesimo cambiamento (di raffigurazione) avviene anche per Billie, progressivamente sempre più distante dalla sua condizione iniziale, giungendo addirittura ad allontanare i suoi stessi invitati: gente talmente rumorosa da rischiare di svegliare i vicini, ovvero la “gente che lavora”.  Un’evoluzione (verso comportamenti rispettabili) più volte sottolineata da Landis attraverso figure antitetiche, come il direttore della banca che non si preoccupa di annullare le carte di credito di Winthorpe, o come la sua fidanzata, Penelope, che presto si discosta da lui non ritenendolo più all’altezza del proprio status, oppure ancora come gli “amici” del tennis club, rapidamente allontanati dalla sua trasandata presenza. Tutte persone appartenenti al mondo su cui Louis basava le sue convinzioni, rivelatesi poi labili sicurezze poiché erano soltanto i soldi ha stabilire regole, appartenenza e possibili aiuti.

Ciò che invece è estraneo a Ophelia, Billie, e persino al maggiordomo Coleman, parte di un gruppo non afferente all’élite sui cui faceva riferimento Winthorpe. Eppure, nella loro umiltà (straordinariamente espressa dal sincero ringraziamento da parte di Billie nei confronti di Coleman), uniche persone disposte ad aiutarlo, facendolo riappropriare di ciò che ha guadagnato e fondando nuovi principi. Quelli che Louis dimostra nella famosa scena svolta sul treno, in cui Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Denholm Elliott e Jamie Lee Curtis provocano alcuni dei più comuni stereotipi. Tuttavia, la medesima sequenza, denota anche la fugacità del mercato azionario, laddove conoscenze (e soprattutto rapporti governativi in anteprima), possono contare più dell’abilità dei trader. Perché una Poltrona per due può essere un film significante anche in tal senso. Ovvero nel raccontare uno stile di vita sempre più afferente al mondo finanziario e ai soldi in generale. Del resto, anche Ophelia, Billie e Coleman traggono vantaggio economico dalla vicenda di Winthorpe, ma questo, seppur in controtendenza con i più alti valori morali, non deve inficiare il messaggio principale del lungometraggio, basato sulla descrizione di un’amicizia vera, ben lontana da quelle “artificiose” che delle volte caratterizzano quel mondo aristocratico tanto ambito ma, contemporaneamente, rapidissimo nel dimenticare una persona in difficoltà.

Note positive

  • L’interpretazione corale del cast
  • L’aspetto rivoluzionario della pellicola (caratteri, trama, ecc.), ormai considerata un cult

Note negative

  • Nessuna da segnalare

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