Il Cacciatore di Michael Cimino: Un film potente nella sua crudezza

il cacciatore locandina del film

Il Cacciatore

Titolo originale: The Deer Hunter

Anno: 1978

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico, guerra

Produzione: Universal Pictures

Distribuzione: Titanus

Durata: 182 min.

Regia: Michael Cimino

Sceneggiatura: Deric Washburn

Fotografia: Vilmos Zsigmond

Montaggio: Peter Zinner

Musiche: Stanley Myers

Attori: Robert De Niro, Christopher Walken, John Cazale, John Savage, Meryl Streep, George Dzundza

Trailer inglese de Il Cacciatore

Trama de Il Cacciatore

“Il Cacciatore” è la storia di tre ragazzi: Michael (De Niro), Steven (Savage), Nick (Walken) operai del “rust belt” americano, amano la birra, amano le donne, amano divertirsi e andare a caccia sulle montagne della Pennsylvania. Ad un tratto, come ad altre migliaia di ragazzi della loro generazione, la loro vita viene sconvolta. Vengono arruolati per la terribile guerra del Vietnam. La prima parte del film, viene vissuta come “un sabato nel villaggio”, in cui la snervante ma emozionante attesa di partire per il fronte si mischia con le spensierate scene del matrimonio di Steven. Con un balzo, simile ad uno shock termico, che spezza in due questi attimi di euforia in attimi di terrore, la seconda parte del film inizia con una sequenza che ben rappresenta la brutalità e crudeltà che si respira nelle foreste vietnamite. Quando vengono catturati dai Vietcong vengono costretti a giocare alla roulette russa dai loro carcerieri, in una scena memorabile e in cui Robert De Niro scatena la sua verve e intensità. Indimenticabile. L’esperienza della cattura traumatizzerà i tre ragazzi e il ritorno a Saigon da parte di Michael, farà venire a galla una tremenda e inaspettata realtà.

Recensione de Il Cacciatore

Prendete una goliardica banda di ragazzi ventenni che sta nel fiore della migliore età, con le loro ambizioni, obiettivi, passioni, ansie e perplessità. Forse riuscite a immaginarla bene. Forse riuscite a immedesimarvi in loro. Bene. Sradicateli dalla loro routine, affetti e amicizie e impiantateli a migliaia di chilometri da casa loro, in Vietnam, un posto angusto e nel bel mezzo di una delle guerre più sanguinose della storia. Ora avete un’idea di cosa si parla nel film di Michael Cimino: Il Cacciatore. Tante sono le tematiche che vengono esposte ed elaborate in questa pellicola che porterà a casa ben 5 Oscar (Film, Regia, Attore non protagonista a Walken, Montaggio, Effetti Sonori).

Si parla di amicizia virile, come se ne parla in pochissimi altri film (viene in mente Giù la Testa), questa storia ci insegna che non si è amici solo nei momenti di felicità o di pace, ma specialmente quando un tuo amico è nel bisogno, come farà Michael con Nick nella scena finale, un vero amico non ti molla e fa di tutto per salvarti anche quando hai una pistola puntata alla testa. Inoltre, la tematica della guerra è centrale nello svolgersi della storia. Espone ambiziosamente tramite l’evoluzione (ahimè degenerativa) dei personaggi, l’euforia patriottica e la razionale realtà dei traumi e cicatrici indelebili a cui la guerra porta. È sicuramente un film antimilitarista. Credo che nessun lungometraggio come Il Cacciatore esponga con la stessa potenza e onestà intellettuale gli strascichi della guerra, sono pochissimi i film che parlano della Guerra del Vietnam con la stessa esplosività. Se la compete con il capolavoro di Coppola (Apocalypse Now, ndr) e pochi altri.

Ma oltre alle tematiche e ai contenuti, “Il Cacciatore” è un film di altissimo livello tecnico. Girato come un kolossal, le ambientazioni e le scenografie ci aiutano a immergerci nell’atmosfera (l’oscura foresta e la caotica Saigon che contrastano con la pacifica e mistica montagna). Cimino ci fa tuffare nella storia con un mix di carrellate, primi piani e campi lunghi in un’armoniosa cooperazione con la fotografia del suo connazionale Zsigmond e la colonna sonora di Stanley Myers dove emerge il leitmotiv di “Cavatina”.

Per l’interpretazione c’è da scrivere un’antologia, l’espressività ed energia di De Niro raggiunge l’apice (ai livelli del Jake LaMotta di due anni più tardi), John Cazale, malato da tempo di un tumore ai polmoni che lo stroncherà prima dell’uscita nelle sale, spicca notevolmente per il suo personaggio problematico e petulante. Meryl Streep collezionerà la prima di una lunghissima serie di nomination agli Oscars.

Sono tre ore di e contemplazione di puro cinema. Che vi rivolteranno lo stomaco, vi spaventeranno e se amate gli “happy ending” vi lascerà con l’amaro in bocca, ma che vi farà ragionare su una delle piaghe più atroci di questo sistema. Ambizioso, riflessivo e sincero.

Note Positive

  • Regia ambiziosa
  • Un esplosivo Robert De Niro
  • John Cazale
  • Tematiche profonde
  • Colonna sonora

Note negative

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