Una relazione (2021): L’equazione di Dirac ovvero la difficoltà di dirsi addio

Una relazione locandina film

Una relazione

Titolo originale: Una relazione

Anno: 2021

Paese:  Italia, Francia

Genere: Commedia, Sentimentale

Produzione: Ascent Film, Nightswim

Distribuzione: Ascent Film

Durata: 110 min

Regia: Stefano Sardo

Sceneggiatura: Valentina Gaia, Stefano Sardoc

Fotografia: Gergely Pohárnok

Montaggio: Sarah McTeigue

Musiche: Andrea Bergesio, Valentina Gaia

Attori: Guido Caprino, Elena Radonicich, Thony, Francesca Chillemi, Isabella Aldovini, Alessandro Giallocosta, Jalil Lespert, Enrica Bonaccorti, Daniela Piperno, Sara Mondello, Tommaso Ragno, Libero De Rienzo, Luigi Diberti

Trailer di Una realzione

Commedia fresca e simpatica, Una relazione di Stefano Sardo sarà proiettato nei cinema il 13, 14 e 15 settembre 2021. Successivamente sarà presente nel catalogo di Amazon prime. Nei titoli di coda il saluto A Picchio, Libero De Rienzo in una delle sue ultime, se non l’ultima, interpretazione.

Trama di Una relazione

In una società sempre più usa e getta, Tommaso (Guido Caprino) ed Alice (Elena Radonicich) sono riusciti a portare avanti una relazione da 15 anni. Ormai manca solo il grande salto: il matrimonio, e una cena tra amici sembra la classica situazione da dichiarazione importante. Quest’ultima, infatti, ci sarà e sorprenderà tutti gli invitati in quanto la decisione che hanno preso è quella di lasciarsi. La loro rottura però sarà differente: graduale e senza drammi, amichevole. Riusciranno a dimostrare che le persone possono lasciarsi senza rompere il rapporto?

Recensione di Una relazione

Il film attraverso una narrazione cronologica segue l’evolversi della relazione tra Tommaso ed Alice, dal primo giorno della rottura al giorno della definitiva separazione con una struttura che ricorda moltissimo (500) giorni insieme di Marc Webb. Una relazione è un film sull’essere una coppia oggi e sulla difficoltà di lasciarsi dopo anni di relazione perché come afferma la ormai inflazionata equazione di Dirac (emblematicamente ed erroneamente conosciuta come l’equazione dell’amore, ndr): «se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere considerati come 2 sistemi distinti ma in qualche modo diventano un unico sistema.» Così, come si fa a tornare un sistema singolo? Come si può smettere di fare quei piccoli gesti quotidiani come bere dalla stessa tazza del partner? Come si fa a smettere di essere gelosi? Come si può lasciare andare qualcuno piano piano senza ferirsi? Non c’è separazione senza dolore. Infatti, più i giorni passano più vengono a galla le parole non dette, le situazioni non affrontate, le incomprensioni. Intorno a loro l’onda dei sentimenti, di rancori e di insicurezze, di sacrifici, di sogni abbandonati per amor dell’altro cresce
sempre più, diventa altissima fino al punto apicale in cui non può che travolgerli con tutta la sua violenza. Nessuno ne esce asciutto.

La sceneggiatura non si esaurisce nell’indagare il rapporto di coppia ma è anche un affresco della società contemporanea e dei “tipi” che la compongono. Infatti, ognuno dei loro amici ne incarna uno: abbiamo Luisa (Isabella Aldovini) la salutista, ambientalista del gruppo con le sue tisane e la bicicletta; Antonia (Thony) la classica femminista rancorosa verso gli uomini, Rocco (Alessandro Giallocosta) il nostalgico quarantenne ancorato alla sua giovinezza anni ’90 e incapace di orientarsi nella nuova società ed infine Luca (Libero De Rienzo) disilluso, non crede più nella società, pensa alla fine del mondo, vive rapporti usa e getta e affronta la vita con sarcasmo. La riflessione sulla società odierna non si esaurisce in questo aspetto ma si configura anche come confronto tra presente e passato: su come nel giro di venti anni le relazioni siano cambiate totalmente. Vent’anni fa a 40 anni si era quasi nonni (per esagerare) oggi ancora non si è fatto il primo figlio. Una commedia godibile, divertente con alcuni spunti di riflessione interessanti, in cui certo non mancano le cadute di stile e la recitazione a tratti un po’ forzata.

Note positive

  • Leggerezza

Note negative

  • La recitazione non è sempre riuscita

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