Venezia. Infinita Avanguardia (2021): l’affresco moderno e sontuoso della città più antica del futuro

Venezia. Infinita Avanguardia (2021):  l'affresco moderno e sontuoso della città più antica del futuro

Venezia. Infinita Avanguardia

Titolo originale: Venezia. Infinità avanguardia

Anno: 2021

Paese di produzione: Italia

Genere: Documentario

Produzione: 3D Produzioni, Nexo Digital, Villaggio Globale International

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 90 minuti

Regista: Michele Mally

Sceneggiatura: Didi Gnocchi, Sabina Fedeli, Arianna Marelli, Valeria Parisi

Montaggio: Michele Mally

Fotografia: Marco Alfieri

Colonna sonora: Hania Rani

Con la partecipazione di: Carlo Cecchi, Hania Rani, Lella Costa, Ai Weiwei, Gabriella Belli, Pier Luigi Pizzi

Trailer del film Venezia. Infinita Avanguardia

1600 anni fa, il 25 marzo del 421, veniva posta la prima pietra della Chiesa di San Giacomo di Rialto: quel giorno, nasceva Venezia, la città sull’acqua, la Serenissima che con la sua storia pregna di arte ha affascinato e continua ad affascinare intere generazioni. In occasione di questo anniversario, viene proiettato nelle sale italiane Venezia. Infinita Avanguardia, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni in collaborazione con Villaggio Globale International. Un progetto significativo per la città lagunare che nel festeggiare questo speciale compleanno sceglie il cinema per narrarsi e per incantare attraverso la sua bellezza.

Trama di Venezia. Infinita Avanguardia

Venezia, 1600 anni dopo la sua leggendaria fondazione, continua a essere unica: per l’ambiente urbano, fatto di pietra, terra e acqua e per la sua storia – leggenda. Ma, soprattutto, Venezia è unica per la sua identità di città ossimoro che tiene insieme DNA opposti in una formidabile contraddizione: il fascino della decadenza e la frenesia dell’avanguardia.

Recensione del film Venezia. Infinita Avanguardia

Venezia. Infinita Avanguardia. Eppure Venezia sembra tutto fuorché una città all’avanguardia, con i suoi antichi palazzi e le sue gondole cullate dalle acque della laguna. Ma in questa prospettiva, il progetto cinematografico di Didi Gnocchi non è solo volto a celebrare i 1600 anni dalla fondazione della città sull’acqua, ma anche a mostrare come Venezia, nonostante la sua apparente immobilità, sia da secoli culla d’innovazioni, modernità, eccellenze e illuminazioni: avanguardie, per l’appunto.

Calzante appare allora la scelta di affidare la narrazione alle voci di due generazioni diverse. Da un lato, l’attore e regista Carlo Cecchi, esponente di un teatro antinaturalistico ispirato dall’esperienza di Bertolt Brecht e del Living Theatre. Dall’altro, la compositrice, pianista e musicista Hania Rani, acclamata artista a livello internazionale nonché compositrice della colonna sonora del film. Questo dialogo – l’austera voce di Cecchi, il suono soave del pianoforte di Hania – accompagnano lo spettatore in un viaggio sensoriale nei luoghi di Venezia, passando da piazza San Marco alla Giudecca, dal Lido al labirinto di campielli, calli e canali. Ed è proprio la struttura narrativa del viaggio a rendere Venezia. Infinita avanguardia un’esperienza cinematografica unica e assolutamente godibile. Perché non aspettatevi una narrazione lineare della storia della Serenissima, dalle origini alla nostra contemporaneità: invero, si passa dal Settecento alla prima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, dalle contestazioni degli anni Settanta al florido Cinquecento. Un racconto all’avanguardia, naturalmente, che tuttavia spesso e volentieri cede alle lusinghe di un confortante didattismo scolastico.

Ciononostante, la narrazione nella sua complessità poco ha a che fare con una mera lezione scolastica. Non solo perché la bellezza delle immagini di una Venezia svuotata dai turisti lascia letteralmente senza parole; ma anche in virtù di ciò che s’intende raccontare di questa città unica al mondo. In alternanza coi dipinti di Canaletto, Tiziano, Tintoretto e Tiepolo, il regista Michele Mally opera una selezione di meravigliosi filmati d’archivio che mostrano i mille volti di Venezia, da quella quotidiana a quella spensierata delle estati al Lido, luogo divenuto nei decenni Terra Promessa di attori, registi e icone del cinema italiano e internazionale. Corredato da interventi di studiosi e artisti come Ai Weiwei, il racconto di Venezia è un dialogo colorito fra le arti che non disdegna aneddoti e misteri dal gusto popolare. Interessanti, ad esempio, i momenti dedicati alla Biennale, alle avventure di Corto Maltese e al ruolo delle donne nel Cinquecento veneziano.

Ma non solo: molto apprezzati sono soprattutto i momenti dedicati alle emergenze e alle problematiche che assediano Venezia negli ultimi decenni, in particolare, per quanto concerne il riscaldamento globale e l’innalzamento del livello del mare. E allora quest’opera collettiva di voci a maggioranza femminili non risulta un mero affresco barocco di una città unica al mondo: bensì, una celebrazione del passato che non dimentica le esigenze del presente, resa grazie a una sinestesia di arti, sensazioni ed emozioni da vivere nel buio della sala cinematografica.

Note positive

  • La struttura narrativa
  • Le splendide immagini di Venezia realizzate da Michele Mally e Marco Alfieri
  • La colonna sonora composta da Hania Rani

Note negative

  • Alcuni momenti risultano connotati da un eccessivo didattismo che appesantisce la narrazione visiva

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