Venom – La furia di Carnage (2021), ovvero: come non preoccuparsi dei fan e vivere felici

Venom la furia di Carnage locandina

Venom – La furia di Carnage

Titolo originale: Venom: Let there be Carnage

Anno: 2021

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Genere: azione, fantascienza, thriller

Casa di produzione: Marvel entertainment, Pascal pictures, Sony pictures entertainment, Tencent pictures

Distribuzione: Warner Bros entertainment Italia

Durata: 97 minuti

Regia: Andy Serkis

Sceneggiatura: Kelly Marcel

Montaggio: Stan Salfas, Maryann Brandon

Fotografia: Robert Richardson

Musica: Marco Beltrami

Attori: Tom Hardy, Michelle Williams, Woody Harrelson, Naomie Harris

Trailer di Venom – la furia di Carnage

Venom – La furia di Carnage è il sequel del lungometraggio Venom del 2018 facente parte del cosiddetto Sony’s Spider-Man Universe. Il film inizialmente doveva uscire a ottobre 2020 ma la sua distribuzione è stata posticipata a causa della pandemia da COVID- 19, venendo così presentato in anteprima mondiale a Londra nel settembre 2021, mentre in Italia il 1 ottobre 2021

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Fotogramma di Venom – la furia di Carnage

Trama Venom – la furia di Carnage

Il giornalista Eddie Brock (Tom Hardy) si trova a doversi confrontare con il serial killer Cletus Kasady (Woody Harrelson), il quale sembra essere ossessionato da lui. Tutto inizia a degenerare quando una parte del simbionte Venom finisce nel corpo del pluriomicida, dando vita al più folle Carnage, che costringerà Eddie e il simbionte a risolvere le loro divergenze per sconfiggere la nuova minaccia.

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Scena del lungometraggio Venom – la furia di Carnage

Recensione di Venom – la furia di Carnage

Dopo il formidabile successo del primo capitolo, Sony Pictures ha deciso di puntare nuovamente su quelle peculiarità che hanno reso Venom una pellicola in grado di far incassare al botteghino ben  856.085.151 dolori in tutto il mondo, risultando un ottimo rientro economico per la Sony. Venom – la furia di Carnage ricalca dunque il genere e lo stile narrativo del suo predecessore, nonostante un cambio di regia con il passaggio dietro la macchina da presa da Ruben Fleischer a Andy Serkis. Il nuovo cineasta ci fa capire fin dai primi minuti di voler raccontare di qualcosa di molto distante dalla controparte fumettistica a partire dal personaggio di Cletus Kasady, spinto nel film verso una furia omicida a causa di questioni d’amore, legate al personaggio di Frances Barrison, interpretato da Naomie Harris, il cui personaggio risulta essere il più debole in quanto a costruzione caratteriale, risultando superflua e manchevole di logica.

Una caratteristica da tenere a mente quando ci si sta per approcciarci a questa pellicola è principalmente una: dimenticatevi di vedere il Venom dei fumetti, perché come nel primo Venom anche qui il simbionte è l’allegro compagno di giochi del suo ospite Eddie, il quale senza di lui non sarebbe niente. I due però non possono fare a meno di bisticciare per ogni minima cosa, mostrando un rapporto tra i due non proprio simbiotico. Inutile dire che i siparietti comici potranno farvi ridere solo se prenderete il tutto con estrema leggerezza.

Il lato tecnico del lungometraggio purtroppo non contribuisce a valorizzare l’intenzione, ovvero di voler essere un allegra commedia per famiglia, in quanto il montaggio estremamente serrato e la regia tavolta confusionaria non permettono di godersi a pieno né le situazioni proposte, né capire come si è passati da quel dato momento a un altro, in questo senso lo spettatore è portato a lasciarsi travolgere dagli eventi, ma non perché lo voglia lui, ma perché non ci viene data altra possibilità di fruire e comprendere del tutto i fatti. Potremmo soffermarci su quello che è la parte relativa agli effetti visivi del film, ma anche in questo caso purtroppo non c’è molto di cui andare fieri, è pur vero che il budget a disposizione per un film del genere non è stato molto, ma resta comunque da chiedersi come sia stato gestito questo lato della pellicola, la cosa certa è che non c’è stato modo di soffermarsi su una semplice questione “se non hai soldi per creare quel qualcosa, non farlo “. Paradossalmente, l’elemento per cui in molti avevano aspettative per il film, Carnage, risulta essere forse il punto debole vero e proprio di tutto il prodotto, in novantasette minuti non c’è mai tempo di conoscere il personaggio, non c’è modo di mostrarlo come l’alieno sanguinario che è nei fumetti Marvel, se non fosse per il nome che porta, ciò che compie poteva essere benissimo fatto da qualsiasi altro villain, e questo forse è il vero elemento imperdonabile di tutta l’operazione.

Arrivati a questo punto della recensione sicuramente penserete che non ci sia molto di cui sentirsi in colpa nel non andare a vedere questo film, eppure qualcosa per cui vale la pena vederlo effettivamente c’è, e non sto parlando della tanto declamata scena post – credit, che effettivamente stuzzica non poco le aspettative dei fan per il futuro del franchise, ma quello di cui parlo è il lasciare da parte le vostre aspettative, e andare a godervi qualcosa che sicuramente non è un bel film, ma che forse potrebbe comunque divertirvi in virtù del suo voler essere volutamente distaccato dal materiale di partenza, volutamente senza pretese, e senza il minimo ritegno nel mostrarvi le situazioni più bizzarre in cui ritrovare Venom.

Note Positive:

  • Divertente
  • Ritmo serrato…
  • La scena post-credit

Note Negative:

  • Non appare divertente la scena della discoteca
  • A volte il ritmo appare a tratti troppo frenetico
  • Montaggio e Regia
  • Effetti visivi

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