Verso la notte (2020): Un trattato sulla gelosia

locandina verso la notte

Verso la notte

Titolo originale: Verso la notte

Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: VLN Film Production

Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione

Durata: 97 min

Regia: Vincenzo Lauria

Sceneggiatura: Vincenzo Lauria

Fotografia: Gianluca Sanseverino

Montaggio: Keivan Abivar

Musiche: Giuseppe Bonafine

Attori: Duné Medros, Paola Toscano, Alireza Garshasbi, Mohammad Hassan Zadeh, Keivan Abivar, Giorgio Magliulo, Gaetano Massaro, Jonathan Hedley, Luca Pellegrini, Mario Barletta

Trailer di Verso la notte

Dal 9 dicembre 2021 viene distribuito al cinema l’opera prima del cineasta di lucano Vincenzo Lauria, dal titolo Verso la Notte, grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione. La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale alla 66° edizione del Taormina Film Fest nella sezione Indieuropea, dove ha vinto il premio del pubblico Mymovies.

Verso la notte, diretto e sceneggiato da Lauria, vincitore di un premio Solinas, si è sviluppato come un progetto produttivo cooperativo basato su un lavoro di scrittura partecipata. Il film vede la presenza di un cast misto tra italiani e iraniani residenti in Italia, rendendolo un prodotto altamente multiculturale e inclusivo.

Trama di Verso la notte

Una ragazza iraniana, Maryam, sta realizzando un documentario su Anna, una donna molto particolare che si esprime attraverso visioni e presagi, che ha scelto di vivere per le strade di Roma campando con quello che trova nella spazzatura. Per girare il docufilm è affiancata da un giovane filmmaker iraniano, Hesam, incaricato di eseguire le interviste. Tra i due nasce ben presto una sintonia lavorativa che li conduce a innamorarsi follemente l’uno dell’altro, tanto che i due iniziano a credere di essere due anime gemelle che ci sono finalmente ritrovate; ma alla fine il senso di appartenersi diventa un confine scomodo.

Recensione di Verso la notte

“FASTIDIO. Sentimento di moderata gelosia che coglie il soggetto amoroso quando vede che l’interesse dell’essere amato è catturato e distolto da persone, oggetti o azioni che ai suoi occhi agiscono come altrettanti rivali secondari.”

(da Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi, “Gli Struzzi”, Torino 1979)

Il sentimento predominante del lungometraggio è la gelosia che viene sviscerata nella componente di predominazione maschile, di un lui, che va ad annientare e a chiudere, all’interno di una gabbia, la donna che ama, non tanto per cattiveria ma per problemi intrinsechi nella sua psicologia che lo conducono a vedere infatuazioni, tradimenti dove questi non sussistono. Il personaggio maschile Hesam è vittima di un suo misterioso passato (o caratteristiche naturali della sua personalità) che lo rende schiavo dei suoi timori e delle sue paure, ben sapendo che queste non hanno un senso di realismo dato che lei e lui, come spesso dichiara la sua partner, sono un’unica cosa, due anime gemelle che sono riusciti a ritrovarsi all’interno della vastità del cosmo.

Hesam: Vorrei sapere cosa si fa in giro una ragazza a quest’ora di notte, con uno che conosce appena.

Maryam: È perché io sono come sono, ok? E dato che tu sei come sei… Proprio per questo… Ora siamo insieme. E se continuiamo così…e sei tu, rimani te stesso, quello che sei… Allora sei una cosa sola con me.

Hesam: Perché non sei due, no?

Maryam: Se tu rimani così, rimani una cosa sola, con me e anch’io, una cosa sola con te. E possiamo restare per sempre insieme.

dialogo di Verso la notte

Le paure del giovane filmmaker però diventano all’interno della relazione di coppia come macigni andando, lentamente e inesauribilmente, a distruggere il bellissimo rapporto d’anime che aveva creato con Maryam, la quale ha dato e fatto tutto ciò che poteva per aiutare l’uomo, divenendo infine vittima stessa di lui, che a livello inconscio l’ha allontanata da tutto e da tutti, sia nella sfera relazione con gli amici sia in quella professionale, poiché lui si scopre irrazionalmente geloso di tutti coloro che interagiscono con lei, che siano semplici colleghi di lavoro o clienti. Questa situazione sentimentale tra i due ricalca, negli aspetti più prettamente simbolici e di sottotesto drammaturgico, il saggio letterario di Roland Barthes del 1977, intitolato “Frammenti di un discorso amoroso”.

Hesam: il narratore

La pellicola prende e sviluppa come protagonista della vicenda Hesam, il narratore stesso della storia, colui che fa un viaggio a ritroso degli eventi per comprendere e ricostruire il percorso sentimentale che ha distrutto la sua possibilità di vivere con la sua anima gemella Maryam. Verso la notte dunque è un viaggio entro la ricerca di un senso alla fine di una relazione d’amore. Non a caso nell’incipit vediamo Hesam sdraiato per terra, come un barbone, privo di qualsiasi felicità e speranza, intento a porsi delle domande: come rintracciare la propria via? Dov’è può trovare la propria strada nel mondo?

Mentre è disteso sull’erba, gli si avvicina un uomo, un vecchio amico di famiglia, che inizierà a discutere e parlargli, ben presto, all’interno di un ristorante, Hesam inizierà a raccontare la sua storia d’amore all’individuo e, noi con lui, scopriremo ciò che gli è accaduto all’interno di questo rapporto amoroso. Va detto però che questa struttura narrativa, benché sia interessante, dimostrandosi come un indagine sul sentimento, funziona poco poiché non udiamo mai, se non in rari istanti, la voce narrante di Hesam, e il cineasta non riesce a sviluppare minimamente un interessante confronto filosofico sull’amore tra lui e l’ascoltatore, anzi questo sembra rimanere passivo al racconto.

Tralasciando il contesto, Hesam viene presentato allo spettatore come un solitario, un individuo che fatica ad adattarsi all’interno della cultura italiana e a trovare un lavoro che possa mantenerlo mentre tenta di raggiungere i suoi sogni di bambino, quello di fare cinema. Proprio grazie a questa sua passione fa la conoscenza di Maryam, una ragazza aperta e vitale, che diventerà ben presto la sua ancora di salvezza e di sopravvivenza, nonché il suo unico senso di vivere. Proprio a causa di questo forte attaccamento, quasi ossessivo, verso la donna l’uomo inizierà a possedere un forte terrore di perderla e di ripiombare nella sua vecchia triste vita e per non essere abbandonato da lei, la rinchiuderà e bloccherà psicologicamente, ma nonostante ciò il cineasta non narra Hesam come un uomo cattivo ma lo mostra con uno sguardo umano e onesto senza fronzoli, eliminando ogni caduta stereotipata.

Anna: la sottotrama

Il terzo personaggio della storia è Anna, una donna che vive per strada come un senzatetto. Un individuo particolare che sembra possedere delle premonizioni, ed è proprio grazie a queste che Maryam si interessa alla donna, poiché Anna gli ha impedito di recarsi in un luogo che poi è stato vittima di un incendio salvandole così la vita. Come avviene anche per i due protagonisti anche Anna viene scritta e narrata attraverso il sentimento di umanità, senza dare giudizi negativi o positivi sull’individuo.

La donna comunica ai due giovani attraverso frasi illogiche e sconclusionate che si rivolgono verso concetti filosofici astratti e sulle sensazioni che ha provato, come se queste fossero più importanti dell’evento concreto e dei fatti stessi. Sia Maryam che Hesam sono catturati da questo personaggio, che va a toccare le loro corde dell’animo umano parlandogli di loro stessi; soprattutto l’uomo troverà nella donna delle importanti connessioni personali tanto che l’incipit e il suo bisogno di trovare una strada da seguire lo avvicina in maniera importante a Anna.

Vincenzo Lauria, per raccontare questo personaggio, sfrutta in maniera interessante l’elemento metacinematografico. Anna ci viene raccontata attraverso la prospettiva della cinepresa di Hesam che la riprende con un bianco e nero che la avvicina a quei personaggio neorealisti. L’elemento metacinematografico però è presente anche nella storia d’amore tra Hesam e Maryam, che in una sequenza, mentre il loro amore sta nascendo e crescendo, si autoriprendono con un video selfie, che racconta tutta la loro spensieratezza e felicità nel vivere il momento.

L’uso di varie prospettive d’apparecchiatura per la ripresa si adatta bene all’interno della struttura narrativa e registica della storia, la quale, anche grazie a un uso importante della macchina a mano, dà allo spettatore di essere all’interno di un docufilm più che in una storia di finzione, anche grazie alle ottime interpretazioni del cast Duné Medros e Alireza Garshasbi, che si dimostrano altamente naturali nella loro prova attoriale.

Note positive

  • Interpretazioni
  • Costruzione della storia d’amore
  • Tematica

Note negative

  • Hesam narra la storia, ma sentiamo poco la sua voce narrante e il suo amico che lo ascolta interagisce poco nella storia e non pone mai domande al protagonista
  • Ritmo a tratti eccessivamente lento

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