4 Metà (2022): esiste l’anima gemella?

4 Metà locandina film netflix

4 Metà

Titolo originale: 4 Metà

Anno: 2022

Paese: Italia

Genere: Commedia, sentimentale

Casa di produzione: Cattleya, Bartlebyfilm, Vision Distribution

Distribuzione: Netflix

Durata: 90 min

Regia: Alessio Maria Federici

Sceneggiatura: Martino Coli

Fotografia: Federico Schlatter

Montaggio: Christian Lombardi

Musiche: Daiana Lou

Attori: Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio, Matteo Martari, Tommaso Basili, Soraia Tavares, Elmano Sancho, Mauro Hermínio, Luís Filipe Eusébio, Cristiano Piacenti

Trailer di 4 Metà

Prodotto da Cattleya e Bartlebyfilm esce il 5 gennaio 2022 su Netflix la commedia corale tutta italiana, dal titolo 4 Metà, per la regia Alessio Maria Federici, che aveva già collaborato con la piattaforma di streaming di Reed Hatings per la serie Generazione 56k in cui ha diretto svariate puntante insieme a Francesco Ebbasta. Riguardo al cast attoriale troviamo Ilenia Pastorelli (Lo chiamavano Jeeg Robot, E noi come stronzi rimanemmo a guardare), Matilde Gioli (Il capitale umano, 2night, Doc – Nelle tue mani), Giuseppe Maggio (Sul più bello, Baby), Matteo Martari (Fabrizio De André – Principe libero, La dea fortuna).

Martino Coli, dopo aver redatto la sceneggiatura del film, ha deciso di realizzare il suo primo lungometraggio ispirato al film dal titolo omonimo, che sarà pubblicato dall’11 gennaio con la casa editrice Sperling & Kupfer.

Trama di 4 Metà

Durante una grigliata tra due coppie, si accende il dibattito sull’anima gemella. Francesco, l’ospite, ritiene che esista al mondo una persona perfetta che ti sappia completare e che ti renda realmente felice. Il padrone di casa invece è del pensiero opposto ovvero che al mondo esistano svariate persone con cui si potrebbe vivere felicemente nel sentimento dell’Amore e proprio per convincere l’amico del suo pensiero, più realistico e meno filosofico – astratto, incomincia a raccontargli le storie di quattro personaggi e delle quattro coppie che questi potrebbero formare in due possibili realtà alternative, ponendo una domanda: Chi s’innamorerà di chi?

Giuseppe Maggio e Matilde Gioli in 4 Metà
Giuseppe Maggio e Matilde Gioli in 4 Metà

Recensione di 4 Metà

– Ma di che cosa, Francesco? Ma ancora? Che esiste l’anima gemella?

– Eh, si. Scusa quante coppie conosci che ci mettono insieme al liceo e che dopo 20 anni stanno ancora insieme?

– Vabbè, ma scusa metti che quando avevo otto anni, i miei decidevano di trasferirsi a Boston […] Secondo te, io non mi sarei fidanzato o sposato comunque? Avrei avuto una vita infelice, di tristezza, di solitudine, perché la mia anima gemella viveva qui a Roma?

– A parte che non avresti conosciuto Sara. E a Boston avresti trovato qualcuno con cui staresti ancora insieme?

– Questo non lo possiamo sapere, ma è il concetto che è sbagliato. Il fatto che tu pensi che esista nel mondo un un’unica persona, in grado di completarci, è ridicolo.

– Ridicolo? Se ne parla dai tempi del Simposio di Platone!

– Si, la cosa delle mele. Certo.

– Non è “la cosa delle mele”. È un concetto più elaborato.  Gli esseri umani erano degli esseri perfetti, gli dei, invidiosi, decisero di spaccarli a metà. Da quel momento in poi ognuno cerca la metà mancante.

Dialogo di 4 Metà

Attraverso un dialogo sia ben scritto che ben costruito, si rende subito evidente il dibattito conflittuale ideologico su cui andrà a ruotare l’intera pellicola: ha ragione Platone con il suo mito degli ermafroditi oppure l’Amore è qualcosa di più semplice, venendo così privato di quella sua componente di destino e di fato?  Per creare una discussione su tale argomento il proprietario di casa dà aria a una storia che vede coinvolti quattro loro amici: Chiara, Giulia, Dario e Matteo andando a stilare un racconto confuso e intrigante in grado di mescolare realtà e finzione. In una storia Chiara sta con Giulio e Dario ha un rapporto sentimentale con Chiara, ma nel medesimo tempo il narratore crea anche un’altra “realtà” in cui le coppie sono invertite, il tutto per far sorgere dubbi sul suo interlocutore che crede fermamente nell’anima gemella, il quale deve comprendere che è possibile che gli individui trovino la felicità in entrambi i casi, seppur si crei un rapporto di coppia differente.

Lo spettatore come Francesco dovrà comprendere dove risieda la pura realtà, un po’ come l’intervistare di quel lungometraggio fantascientifico Mr Nobody, che doveva scoprire la realtà in quelle molteplice timeline parallele e caotiche. In 4 Metà la storia non si concentra sul lato drammaturgico ma esclusivamente su quello riflessivo, volendo parlare non solo di anima gemella ma, soprattutto, del concetto di Amore e nell’identificare cosa sia questo. Interessante il dialogo sottostante immesso nel finale della pellicola, che mostra in maniera chiara cosa è l’Amore per la maggioranza delle persone che non credono nel signor Fato.

– Carino questo giochino, peccato che il 50%  delle cose che ha raccontato non sono successe.

– Oh, ancora? […] T’ho detto che non è importante

– Questo lo dici tu. Seguendo il tuo ragionamento chiunque può stare con chiunque.

– Assolutamente no. […]  Se io sono una mezza mela… Rossa, tonda, ok? Non andrò a cercarmi una mezza mela verde e stretta. Però se ne trovo una rossa, tonda, che magari è ammaccata su un lato come me, anche se non è dello stesso punto di rosso, me la faccio andare bene. È magari negli anni io cerco di schiarirmi un po’… almeno, ci provo. Lei prova a diventare un po’ più rossa ed è faticoso, non si arriva alla perfezione, però va bene così.

Dialogo finale di 4 Metà

Tale teoria sul senso dell’amore è pratica, meno trasognante e più connessa al senso di realtà e quotidianità dove il rapporto di coppia è privato di quella componente magica in cui la donna/uomo aspetta la sua anima gemella, l’unica compatibile con la sua, ma si guarda il legame tra partner sentimentali come un lavoro quotidiano, in cui un individuo per far funzionare la relazione deve impegnarsi e modificarsi per avvicinarsi sempre di più all’altro. L’Amore non è facile e non è un colpo di fulmine ma qualcosa che si crea con il tempo e l’impegno.

Matilde Gioli e Matteo Martari in 4 Metà
Matilde Gioli e Matteo Martari in 4 Metà

Oltre il tema

La commedia romantica di Alessio Maria Federici è assolutamente leggera e si rifà come struttura a quel lungometraggio del 2004 di W. Allen dal titolo Melinda e Melinda, in cui il dibattito era incentrato su un altro paradigma filosofico: la vita è più tragica o più comica? 4 Metà riprende questa tipologia narrativa per creare però una storia alquanto frivola e che ottiene senso solo grazie ai dialoghi presenti nella cornice filmica, poiché senza di questa la storia ha veramente poco da dire, poiché assistiamo alle storie di quattro personaggi che s’incontrano e si amano in due mondi “paralleli”, due timeline mostrate a tratti in maniera leggermente confusionale a causa una fotografia fin troppo omogenea e inespressiva, probabilmente se si optava una illuminazione leggermente divergente tra le due possibilità di realtà si poteva aiutare un certo tipo di spettatore a seguire al meglio le dinamiche filmiche. Detto ciò è evidente come i personaggi siano scritti in maniera attenta e concisa mostrando come le loro individualità e atteggiamenti si modificano a seconda della relazione sentimentale in cui si trovano. Tal elemento si denota bene a partire dal primo appuntamento, soprattutto riguardo al personaggio di Giulia che ha un atteggiamento diverso durante la cena con Dario, con cui non vuole parlare ma fare solo del sesso, contrariamente a quello che accade al suo primo appuntamento con Matteo, con cui inizia una chiacchierata piacevole per l’intera serata alla scoperta delle loro identità.

La regia è abbastanza tradizionale, priva di grandi momenti autoriali, ma riesce a raccontare bene gli eventi drammaturgichi, grazie anche a un attento lavoro svolto con gli attori che svolgono una prova con l’A maiuscola che fa ben sperare per il futuro cinematografico italiano. Indubbiamente vanno fatti i complimenti a Matteo Martari che si cala perfettamente nel suo  impacciato e intellettuale personaggio che lavora all’interno di una casa editrice, e soprattutto non si può citare la prova di Matilde Gioli, colei che ha realizzato un’ottima performance attoriale, dando vita a Giulia che incarna alla perfezione sia nella sua aggressività sia dolcezza e fragilità.

In conclusione

4 Metà è un film adatto per trascorrere una piacevole serata con amici davanti alla televisione, non siamo dinanzi a un Perfetti Sconosciuti oppure a Melinda e Melinda, ma è una pellicola che intrattiene con il suo romanticismo leggero, a tratti forse troppo. In alcuni istanti la storia si perde all’interno dei suoi intrighi di “realtà” che indubbiamente potevano essere montati meglio con una suddivisione narrativa più marcata, ma alla fin dei conti è abbastanza semplice (escluso in alcuni istanti) comprendere in quale dimensione siamo. Indubbiamente però siamo un film carino, forse non memorabile, che può farvi discutere su questa tematica al suo termine. Voi siete più dei romantici sognatori che credono nell’anima gemella oppure siete più pratici?

Note positive

  • Attori
  • La cornice del film

Note negative

  • La fotografia che non convince
  • Il montaggio a tratti caotico

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.