A Christmas Carol: il Canto di Natale di Dickens ritorna in vita

A Christmas Carol

A Christmas Carol

Anno: 2009

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: animazione, fantastico, drammatico, avventura

Produzione: Walt Disney Pictures, ImageMovers Digital

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Durata: 92 minuti

Regia: Robert Zemeckis

Sceneggiatura: Robert Zemeckis

Fotografia: Robert Presley

Montaggio: Jeremiah O’Driscoll

Musiche: Alan Silvestri

Effetti speciali: Michael Lantieri, Robert Calvert, Robert Cole

Attori: Jim Carrey, Gary Oldman, Colin Firth, Bob Hoskins, Robin Wright Penn, Cary Elwes, Fionnula Flanagan

Trailer del film A Christmas Carol

“Godetevi la vita gente, perché sarete morti per un bel pezzo”

Ebenezer Scrooge

A Christmas Carol è un film d’animazione di Robert Zemeckis, distribuito nelle sale cinematografiche americane il 6 novembre 2009 mentre in Italia il 3 dicembre dello stesso anno. Prodotto dalla Walt Disney Pictures, la pellicola è l’adattamento cinematografico del racconto Canto di Natale di Charles Dickens del 1843, oltre a essere il terzo adattamento disneyano subito dopo il Canto di Natale di Topolino del 1983 e il Canto di Natale dei Muppet del 1992. Per questo progetto Zemeckis, che veste anche i panni di sceneggiatore e produttore, si è avvalso della tecnica della motion capture, usata anche nei suoi film precedenti come Polar Express del 2004 e La leggenda di Beowulf del 2007.

Con un budget di 190 milioni di dollari, A Christmas Carol ne ha incassati 323.743.744 dollari, riscontrando un buon successo a livello mondiale.

Il progetto, nato dalle mani di Zemeckis in quanto amante del racconto di Dickens e dei viaggi del tempo che esso tratta, vede la presenza di un cast stellare, dove tra tutti quello che spicca è senz’altro l’attore Jim Carrey nei panni del protagonista scorbutico Ebenezer Scrooge, oltre rivestire anche i ruoli degli Spiriti del Natale passato, presente e futuro.

L’attore Gary Oldman, invece, ricopre tre ruoli diversi: quello di Bob Cratchit, l’impacciato dipendente di lavoro del protagonista, di Jacob Marley, ex socio di Scrooge ormai morto e infine quello del piccolo Tim Cratchit. Colin Firth veste i panni di Fred Scrooge, l’unico nipote del protagonista mentre Robin Wright Penn ricopre un duplice ruolo, quello di Fan, sorella amata di Ebenezer, morta in giovane età e quella di Belle, giovane amante trascurata dall’uomo perché troppo occupato a gestire la sua impresa.

La colonna sonora è stata composta dal famoso compositore statunitense Alan Silvestri, vincitore di tre Grammy Award. Una maestosa orchestra con coro accompagna l’intera pellicola attraverso temi scritti dallo stesso Silvestri, che richiamano l’atmosfera natalizia. Oltre al tema originale, che è poi interpretato in canzone nei titoli di coda dal famoso cantante lirico Andrea Bocelli, ossia God Bless Us Everyone, nel lungometraggio è possibile sentire alcune delle più famose canzoncine tipiche del Natale suonate in versione moderna, come “Adeste Fideles”, “l’Ave Maria” di Schuber, “Deck the Halls” e “Joy to the World”.

Ebenezer Scrooge in A Christmas Carol
Ebenezer Scrooge in A Christmas Carol

Trama di A Christmas Carol

1843, Londra, vigilia di Natale. Ebenezer Scrooge, uomo scorbutico e avaro, rifiuta l’invito da parte dell’unico suo nipote per trascorrere il Natale insieme, oltre a rifiutare di donare dei soldi in beneficenza a due gentiluomini. Dopo aver dato il suo permesso di stare a casa dal lavoro nel giorno di Natale, con grande fatica, al suo dipendente, l’impacciato Bob Cratchit, Scrooge si incammina a casa per trascorrere in solitaria la festività. Quella sera stessa il protagonista riceve la visita del fantasma del suo vecchio socio d’affari, Jacob Marley, anche lui in passato uomo avaro, che lo avverte di pentirsi dei suoi modi arroganti altrimenti finirà anche lui condannato e costretto a portarsi dietro lunghe catene forgiate della sua stessa avidità. Marley, inoltre, avverte Scrooge che quella stessa notte riceverà la visita di tre fantasmi, che hanno lo scopo d’indirizzare l’uomo sulla buona strada.

Il primo a fargli visita è lo Spirito del Natale passato, il cui aspetto ricorda una candela luminosa, che riporta indietro nel passato Scrooge, facendogli rivedere la sua infanzia adolescenziale, segnata dalla presenza del collegio, della sua amata sorella Fan, madre del suo nipote e morta in giovane età, e di Belle, donna con la quale Ebenezer aveva iniziato una relazione poi conclusasi nel momento in cui l’uomo aveva cominciato a lavorare presso un prestito d’affari, trasformandosi in un uomo arrogante. Sofferente a quella visione, il protagonista spegne lo spirito con il suo berretto, ritornando in questo modo nel presente.

Il secondo a fargli visita è lo Spirito del Natale presente, un omone grande e grosso dall’aria simpatica che mostra a Scrooge la vera realtà del suo fidato dipendente: Bob Cratchit è un uomo povero, che si accontenta di poco, che ha per figlio un bambino malato. Durante la visione della tipica cena natalizia a casa Cratchit, Scrooge comincia a manifestare sentimenti nuovi come la pietà e la sofferenza.

Ritornato nella sua dimora, l’uomo fa infine un’ultima conoscenza, quello dello Spirito del Natale futuro, che si presenta come un’ombra nera, che ha lo scopo di far vedere dove le scelte fatte fin’ora dal protagonista lo porteranno.

Una volta svegliatosi, Ebenezer capisce di aver sbagliato a trattare male le persone in passato e di aver perso molto tempo dietro a cose futili invece del vero amore e della bontà. Così, pieno di gioia, acquista un enorme tacchino per la famiglia Cratchit, aumentando lo stipendio al suo dipendente, fa una enorme e generosa offerta di beneficenza ai due gentiluomini del prologo e si reca dal nipote per trascorrere il Natale con lui e la sua famiglia.

Recensione di A Christmas Carol

“Il Natale, bah! Il Natale non è altro che una stupida festività creata per non lavorare”

Ebenezer Scrooge

Con l’arrivo del Natale si respira la tipica aria festiva, composta da fragranze che rievocano la festa tanto amata da piccini e adulti. L’odore del pan di zenzero o delle caldarroste impregna le cucine delle nostre case o delle vie delle grandi città. La ricerca del perfetto abete da decorare diventa una missione per le famiglie, come la caccia ai regali. Tra queste tradizioni vi è anche quella di trasmettere sul piccolo schermo i tipici film natalizi capaci di emozionarci come se li vedessimo per la prima volta. Nonostante sia stato distribuito nel 2009, A Christmas Carol è un classico natalizio che non passa mai di moda, nonostante siano già passati 11 anni. Sono molte e varie le trasposizioni cinematografiche che vedono l’arrogante e il taccagno Ebenezer Scrooge come protagonista, eppure Zemeckis è riuscito nell’intento di rendere la pellicola il più fedele possibile al racconto di Charles Dickens, nonostante qualche elemento sia stato rielaborato e reso in chiave più moderna.

Dal tono cupo e dark, A Christmas Carol narra l’evoluzione caratteriale di Scrooge, uomo tanto affezionato ai suoi soldi e alla sua persona quanto sprezzante della povertà che circonda gli altri uomini. Per mettere in piedi questo ambizioso progetto il regista, amante del cinema digitale, si è avvalso della tecnica della motion capture, una tecnologia cinematografica utilizzata sopratutto per i generi fantasy, che permette di catturare i movimenti e le espressioni facciali di un soggetto reale per poi applicarli a un personaggio virtuale. In questo caso è stato richiesto all’intero cast d’indossare particolari tute di scena, ricoperte da vari sensori, per permettere di registrare tutte le loro azioni.

Grazie a tutto questo nasce l’Ebenezer Scrooge di Jim Carrey, che dopo anni di lavoro in pellicole demenziali o comiche, si distacca dai soliti ruoli per vestire i panni di un personaggio arrogante, che odia il Natale e la povertà con tutte le sue forze.

Il Natale è per l’appunto il minimo comune denominatore di questa pellicola. Ambientato durante la notte della vigilia, Scrooge farà la conoscenza di tre Spiriti (del passato, del presente e del futuro), la cui missione è quella di aprire gli occhi all’uomo per fargli vedere quante cose belle ha perso in passato e quante ne potrebbe ancora perdere se non cambia il caratteraccio che si trova. E sarà proprio questo lungo viaggio a far ritornare in sé il protagonista e a fargli vedere le gioie della vita.

Note Positive:

  • uso della motion capture
  • colonna sonora sublime
  • ottima recitazione da parte degli attori

Note Negative:

  • niente di rilevante

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