Al nuovo gusto di ciliegia (2021): l’atmosfera allucinogena della Hollywood anni ’90

Al nuovo gusto di ciliegia (2021): l’atmosfera allucinogena della Hollywood anni '90 1

Al nuovo gusto di ciliegia

Titolo originale: Brand New Cherry Flavor

Anno: 2021

Paese: USA

Genere: Drammatico, Horror, Giallo

Produzione: Eat the Cat, Netflix, UCP

Distribuzione: Netflix

Idea: Nick Antosca, Lenore Zion

Stagione: 1

Puntate: 8

Attori: Rosa Salazar, Mark Acheson, Daniel Doheny, Catherine KeenerEric Lange, Hannah Levien, Darcy Laurie, Siena Werber, Leland Orser, Jayson Blair

Trailer italiano di Al nuovo gusto di ciliegia

Al nuovo gusto di ciliegia è una serie limitata Netflix di genere horror-thriller tratta dall’acclamato romanzo di Todd Grimson che porta lo stesso nome. Creata da Nick Antosca e Lenore Zion, vede come protagonista Rosa Salazar, attrice statunitense conosciuta per i suoi ruoli in Alita: Angelo della battaglia, The Divergent Series: Insurgent e Undone.

Trama di Al nuovo gusto di ciliegia

Sullo sfondo di una Hollywood anni ’90, l’aspirante regista Lisa Nova (Rosa Salazar) arriva a Los Angeles con l’obiettivo di trasformare il suo cortometraggio in un film. Subito si attira l’attenzione del viscido Lou Burke (Eric Lange), rinomato produttore disperatamente in cerca di rivalsa. Quando la promessa di promuovere la sua visione artistica non si concretizza, la protagonista viene lasciata con la consapevolezza di essere stata ingannata e sfruttata. Spinta dalla vendetta, Lisa precipita in una trappola allucinata quando consulta una misteriosa tatuatrice (Catherine Keener) che promette di aiutarla con un paio di maledizioni voodoo.

Al nuovo gusto di ciliegia Netflix
Rosa Salazar e Catherine Keener dietro le quinte di Al nuovo gusto di ciliegia ©NETFLIX 2021

Recensione di Al nuovo gusto di ciliegia

Un estate all’insegna dell’horror quella inaugurata da Netflix, che dopo la saga di Fear Street e l’italiano A Classic horror story, ci presenta questa miniserie sperimentale ambientata nella città simbolo per antonomasia del mondo del cinema. I co-creatori Nick Antosca e Lenore Zion sono entrambi conosciuti per Channel Zero, una serie antologica horror che si è attirata presto l’attenzione di critica e pubblico per i suoi elementi di sorpresa. Con Al nuovo gusto di ciliegia, i due sceneggiatori portano avanti con decisione le idee già toccate nella serie citata, unendo i traumi del mondo reale a situazioni del tutto surreali e mistiche. Nell’introduzione siamo subito catturati dalla padronanza delle immagini, abbiamo infatti diversi richiami al VHS, così come le inquadrature sballate e la fotografia al neon deliberatamente ispirata a quella di Natasha Braier.

Senza girarci troppo intorno, la serie non è per i deboli di stomaco. Il body horror è infatti l’assoluto protagonista e sebbene utilizzi altri trope del genere – come gli zombi, le piante e i demoni tradizionali – le sue fondamenta sono nell’orrore generato dalla perdita di controllo dei nostri corpi. Ancor più incontrollato se unito al desiderio di vendetta. L’estetica minacciosa mostrata in The Neon Demon abbraccia quindi la disperazione della città dei sogni, mentre Lisa lotta per mantenere intatto il suo sogno di cineasta.

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Lou Burke e Lisa Nova in una scena di Al nuovo gusto di ciliegia ©NETFLIX 2021

Predatori e prede

Il glamour corrotto di Los Angeles è stato trattato per decenni sia al cinema che nella letteratura, ma questa miniserie apre con la promessa di trattare un tipo specifico di corruzione: quella delle molestie sul posto di lavoro (con un eco al movimento Metoo). Facendo questo, la serie prova a rincorrere la sensazione di solitudine devastante di chi lavora in un ambiente prevalentemente maschilista, in cui l’abuso di potere è accettato e normalizzato. Peccato che non ci riesce. Perde il filo del discorso insieme alla miriade di fantastiche assurdità che però non cambiano una trama estremamente prevedibile. Quest’ultima non aggiunge nulla al discorso ma anzi, si lascia sfuggire dei luoghi comuni difficili da digerire. “Questo mondo in cui viviamo è predatori e prede. E ognuno di noi è entrambi” dice Lou a Lisa nel primo episodio, quando lei lo affronta sul suo tradimento. Portando avanti e suggerendo per tutta la serie, che sottilmente, anche Lisa è moralmente corrotta. Un idea abbastanza scartabile soprattutto se fa eco ai vari #notallmen e #AllLivesMatter.

Per carità, nella narrazione troviamo dei diversivi interessanti. Dai gattini partoriti dalla bocca (parliamone) al cortometraggio di Lisa, un magnete artistico che attira produttori di spicco e talenti. Quest’ultimo si svela allo spettatore in frammenti per tutta la durata della serie, ed è palesemente un film per studenti. Un corto che fa luce sul potere che Lisa ha su tutte le persone che la circondano. Levando ciò, permane una fedeltà quasi religiosa agli archetipi familiari del genere, che rende impossibile non indovinare il seguito di molte scene. Inoltre si riscontra qualche problema di tipo tonale, che vuole i dialoghi intrisi di un umorismo deadpan tragicamente monotono. Che si tratti di Lisa o di chiunque altro, c’è un particolare tipo di incoerenza nel modo in cui i personaggi rispondono agli sviluppi della trama. A volte, queste stranezze sono passabili, giustificate da una partita sbagliata di cocaina o semplicemente dal fatto che Hollywood è Hollywood. Ma in una storia incentrata sul mondo dello spettacolo piena di possibilità metaforiche, il tema generale sembra diventare ciò che sei disposto a sopportare e a chi sei disposto a vendere l’anima per farcela.

Al nuovo gusto di ciliegia 2021
Una scena di Al nuovo gusto di ciliegia ©NETFLIX 2021

Conclusioni

Questa miniserie che si dimostra tematicamente fallimentare, ha altri punti di forza. Intrattiene e affascina grazie alla competenza tecnica e all’escalation di violenza, sangue e assurdità che ricorda il primo Cronenberg. Il regista del pilota Arkasha Stevenson e il resto dei registi Gandja Monteiro, Matt Sobel, Jake Schreier e Antosca, offrono ciascuno le proprie qualità, sempre così distinte e pronte ad immergersi nella sensazione onirica creata dalle ambientazioni. Merito anche della DP Celiana Cárdenas, la cui telecamera non si muove mai due volte sullo stesso piano; catturando il maggior numero possibile di dettagli, senza distogliere l’attenzione dagli sviluppi chiave che si verificano all’interno dell’inquadratura.

Con Lisa, Lou e Boro, abbiamo un trio di forti interpretazioni che contrastano la piattezza dei personaggi così come sono scritti. Questa è l’ennesima dimostrazione che Rosa Salazar è in grado di portare avanti anche le prestazioni e le caratterizzazioni fisiche più estenuanti. Essere in grado di alternare momenti intermedi con l’esasperazione più totale è segno di grandi capacità attoriali e anche solo per l’interpretazione di Salazar Al nuovo gusto di ciliegia merita la visione. Consigliata agli amanti del genere per la qualità estetica e sconsigliatissima invece, a chi ha poca sopportazione della violenza prolungata su schermo.

Note positive

  • Tutto il reparto tecnico e visivo, compreso il design di scena
  • Le interpretazioni di Rosa Salazar, Eric Lange e Catherine Keener
  • Elementi body horror di qualità

Note negative

  • Tematica poco chiara
  • Troppi stereotipi di genere mescolati insieme
  • Narrazione prevedibile e con qualche luogo comune
  • Violenza prolungata più volte durante la serie che potrebbe disturbare

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