American Crime Story: Impeachment (2021). Buone le intenzioni, meno il tempismo.

Impeachment Poster

American Crime Story: Impeachment

Titolo originale: American Crime Story: Impeachment

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico

Casa di Produzione: Ryan Murphy Productions

Distribuzione: FX, Fox

Ideatore: Scott Alexander, Larry Karaszewski, Sarah Burgess

Stagione: 3

Puntate: 10

Attori: Beanie Feldstein, Sarah Paulson, Annaleigh Ashford, Edie Falco, Clive Owen, Cobie Smulders, Colin Hanks.

Trailer statunitense di American Crime Story: Impeachment.

Impeachment è la terza, attesa stagione della serie antologica prodotta da Ryan Murphy American Crime Story, che da qualche anno racconta crimini che hanno occupato il centro dell’attenzione mediatica statunitense. Dopo una stagione dedicata al celebre caso O. J. Simpson e una all’omicida dello stilista Gianni Versace, questa vede al proprio centro lo scandalo denominato “Sexgate”, che ha portato alla proposta di impeachment nei confronti del presidente Bill Clinton.

Trama di Impeachment

Mentre Paula Jones decide di fare causa al presidente Clinton per molestie sessuali, Linda Tripp viene trasferita, contrariamente alle proprie speranze, dalla Casa Bianca al Pentagono. Qui conosce la giovane Monica Lewinsky, la quale inizia a confidarsi con lei riguardo la propria relazione sentimentale con un importante membro dell’amministrazione.

American Crime Story: Impeachment
Beanie Feldstein e Clive Owen sono Lewinsky e Clinton in American Crime Story: Impeachment.

Recensione di Impeachment

Uno dei peggiori difetti di questa terza stagione è senza dubbio il tempismo. Annunciata già nel 2017, dunque messa da parte in favore della scelta di raccontare l’uragano Katrina e in seguito nuovamente ripresa, essa sarebbe stata sicuramente più adatta allo spirito del tempo se fosse stata distribuita qualche anno prima: quando, ad esempio, l’attenzione rivolta ai Clinton era più alta, con Hillary candidata alla presidenza e le abitudini sessuali del marito spesso e volentieri nei discorsi di Trump. Non avrebbe certamente cambiato i risultati elettorali, ma sarebbe stata più adatta al periodo, facendo discutere molto più a lungo, catalizzando maggiori attenzioni, mentre oggi, dopo un iniziale interesse dato dai nomi coinvolti e dall’argomento torbido che dopo anni ancora è capace di causare un certo brivido, può essere velocemente dimenticata.

Impeachment, infatti, non si fa sicuramente notare per qualità registiche, novità nella scrittura o particolari bravure attoriali; anche la vena camp tipica dei prodotti di Murphy qui è attenuata, in favore di un maggior realismo. Il principale punto d’interesse, allora, sta tutto nei fatti in sé, nel modo di raccontarli, nel ripensarci oggi.

Questa stagione è in sostanza rilevante per aver cercato, anche se con più di vent’anni di ritardo, di rendere a Monica Lewinsky un po’ della giustizia che merita. La stagione è infatti co-prodotta da Lewinsky stessa, poco più che ventenne all’epoca dei fatti narrati, la quale si era trovata a essere, proprio malgrado, la prima “a perdere la propria reputazione su scala globale quasi istantaneamente”. Questa serie è uno dei modi in cui Lewinsky sta cercando di “riprendersi la propria narrazione”, cosa che ha iniziato a fare ormai da qualche anno.

Impeachment Lewinsky
Beanie Feldstein interpreta Monica Lewinsky in una scena di Impeachment.

Il punto di vista non è omogeneo, ma si adatta ai principali personaggi coinvolti, passando da Paula Jones (Annaleigh Ashford), a Linda Tripp (Sarah Paulson), dai due Clinton (Edie Falco e Clive Owen) a Lewinsky (Beanie Feldstein), anche se risulta chiaro che tende a concentrarsi soprattutto su quest’ultima, principale capro espiatorio della vicenda. Ne seguiamo le preoccupazioni, le ingenuità, i dolori giovanili e soprattutto la vediamo nel suo rapporto con i due adulti che hanno approfittato di lei, tradendola e gettandola in un inferno mediatico ben più grande di lei: il presidente Clinton e Tripp.

Con lo scorrere delle puntate scopriamo inoltre che non possiamo considerare solo Lewinsky come vittima, ma che in fondo ogni donna direttamente coinvolta nella vicenda ha subito le ingiustizie di un sistema patriarcale che le considera oggetti sessuali, un corredo al fianco dell’uomo o solo in base alle loro qualità estetiche.

Impeachment Jones
Annaleigh Ashford interpreta Paula Jones in una scena di Impeachment.

Paula Jones denuncia Clinton per molestie sessuali, un comportamento che si rivela non essere un unicum nella condotta del presidente, e che in epoca #MeToo avrebbe avuto ben altre conseguenze. A tal proposito, questa stagione punta anche il dito, per un momento, al comportamento delle femministe dell’epoca, inconsapevoli strumenti dello stesso maschilismo che avrebbero voluto abbattere, schieratesi ciecamente al fianco del presidente in quanto “eletto dalle donne”.

L’ingenua Paula Jones è prima usata dal marito e dall’avvocato per scopi puramente economici e politici, a scapito della propria autonomia di scelta e del suo diritto alla giustizia, poi masticata dai media, accusata di aver cercato lei stessa un qualche rapporto con l’affascinante Clinton.

Impeachment Tripp
Sarah Paulson interpreta Linda Tripp in una scena di Impeachment.

Linda Tripp, accecata dall’odio verso l’amministrazione democratica e incapace di provare compassione per il dolore altrui, ascolta appassionata i racconti della giovane collega Monica e abbraccia una nuova sensazione di potere mentre la registra, pregustando una qualche futura fama e l’affossamento di Clinton. Fredda carnefice, si nasconde dietro l’ipocrita convinzione di aiutare Lewinsky e la pone al centro di una gogna pubblica: anche lei si ritrova a essere odiata da giornalisti, comici e americani tutti, pronti a insultarla e a giudicare il suo aspetto fisico, prendendosela soprattutto con il suo corpo grasso.

Hillary Clinton, della quale Falco dà una versione imperturbabile, di una compagna leale capace di superare i traumi causatele dal marito infedele, viene ritratta come la colonna portante della Casa Bianca, vera risorsa del marito, paziente fino all’inverosimile. In questo senso, sembra che la serie funzioni anche come sorta di endorsement ritardatario a un’abile e intelligente politica, che per l’ennesima volta, anche in una campagna elettorale in cui è la protagonista, si ritrova a dover scontare le colpe di un compagno incapace di meritare la sua costanza e il suo impegno.

Impeachment Clinton
Edie Falco interpreta Hillary Clinton in una scena di Impeachment.

Questa serie cerca dunque di riscrivere una storia già conosciuta, per cambiarne la prospettiva. Se tutta la faccenda del Sexgate è stata deleteria per Bill Clinton sul piano politico, costituendo poi un fardello pesante per il successivo candidato Dem Al Gore e uno dei momenti decisivi dell’estremizzazione dei partiti ancora in atto negli Stati Uniti, essa non è quasi mai stata guardata da un punto di vista strettamente umano. Le donne coinvolte si sono ritrovate oggetti di una serie di violenze, dalla molestia sessuale, al bullismo, vittime di un sistema più interessato a disintegrare politicamente l’avversario che a trattare le donne con dignità, considerate pedine di contorno, pezzi di carne in un mondo per uomini.

In questo senso, Impeachment non riesce nei propri intenti. Arriva tardi a raccontare una storia ormai fin troppo conosciuta, fortunatamente anche dal punto di vista di Lewinsky, che da qualche anno a questa parte è tornata a raccontarla; malgrado sia sempre giusto dare la parola alle vittime, quindi, qui lo fa tardi e senza dire nulla di davvero nuovo.

Note positive:

  • Il tentativo di rendere giustizia a Monica Lewinsky
  • La centralità data alle donne, vittime della vicenda

Note negative:

  • Il tempismo sbagliato
  • La mancanza di particolari qualità registiche, recitative, stilistiche o di scrittura
  • La mancanza di qualcosa di originale da dire

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