Amusia (2022). Tra colori e suono

Esce in sala dal 27 aprile, distribuito da 102 Distribution, “AMUSIA”, opera prima di Marescotti Ruspoli, con Carlotta Gamba, Giampiero De Concilio, Fanny Ardant e Maurizio Lombardi.
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Locandina di Amusia

Amusia

Titolo originale: Amusia

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: Sentimentale

Casa di produzione: UMI Films, Rai Cinema

Distribuzione italiana: 102 Distribution

Durata: 91 min

Regia: Marescotti Ruspoli

Sceneggiatura: Marescotti Ruspoli

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Gianluca Scarpa

Musiche:

Attori: Carlotta Gamba, Giampiero De Concilio, Maurizio Lombardi, Fanny Ardant, Adriano Chiaramida

Trailer italiano di Amusia

Dal 25 marzo al 1 aprile si è tenuto il Bif&st 2023 (Bari International Film&Tv Festival), un festival cinematografico ricco di anteprime nazionali e internazionali. All’interno della sezione in concorso “Panorama Internazionale” sono stati presentati dodici film provenienti da tutto il mondo come Kaymak (Danimarca-Repubblica di Macedonia-Croazia), Les engagés (Francia), No End di Nader Saeivar (Iran), Punch di Welby Ings, con Tim Roth (Nuova Zelanda), Roxy di Dito Tsintsadze (Germania, Georgia, Belgio), Winners di Hassan Nazer (Gran Bretagna) e infine Amusia (Italia), pellicola vincitrice del premio del pubblico al Tallinn Black Nights Film Festival e opera prima di Marescotti Ruspoli, cineasta fiorentino che ha studiato cinema a Praga, compiendo un percorso accademico divergente dalla gran parte dei giovani autori di cinema italiani. Il lungometraggio, presentato al Bif&st 2023, il 29 marzo alle ore 18:30 presso il Teatro Petruzzelli, arriva in sala il 27 aprile 2023 grazie a 102 Distribution. 

Trama di Amusia

Lucio (Adriano Chiaramida) vive in un piccolo paesino, abitato esclusivamente d’anziani, in cui niente sembra accadere entro una statica routine del vivere. Il giovane trascorre le sue serate al bar, giocando a biliardo con un gruppo di vecchietti, svolgendo, una volta alla settimana, l’attività di DJ anni ‘50 per i compaesani. Il suo lavoro però è quello di addetto notturno al desk di un love motel, proprio una notte, mentre è al lavoro, ecco che fa la conoscenza di Livia (Carlotta Gamba), una giovane ragazza visibilmente agitata che intende trascorrere la notte nel love motel, evento alquanto strano, dato che la clientela, solitamente, affitta quelle camere solo per qualche ora. La mattina dopo Lucio e Livia trascorrono del tempo insieme, iniziando a provare una certa simpatia l’uno per l’altra. Dopo qualche ora che ci sono conosciuti la misteriosa ragazza vive già in casa di Lucio, incuriosito e attratto da quella donna, alquanto particolare e suscettibile. Livia, difatti, soffre di una rara patologia neurologica, nota come amusia, che le impedisce di comprendere la musica, che si trasforma in rumore assordante. Per uno scherzo di natura, però, Livia è la figlia di un musicista  e, nel suo fuggire da casa, fa la conoscenza di Lucio, un uomo che ama follemente la musica, tanto da riempire la sua casa di vinili. 

Carlotta Gamba in Amusia
Carlotta Gamba in Amusia

Recensione di Amusia

Forma di sordità psichica, consistente nella perdita della capacità di riconoscere il valore dei suoni musicali.

Definizione di Amusia tratta dall’Enciclopedia Treccani

L’opera prima di Ruspoli è un prodotto atipico per la cinematografia italiana, possedendo in sé degli indubbi pregi tecnici e simbolici che donano uno sguardo intellettuale alla vicenda trattata. La storia ci parla della condizione di un’adolescente che soffre di amusia, una malattia neurologica che trasforma il suono soave delle note musicali e della voce di un cantante in rumore, in un frastuono assordante in grado di sconvolgere la propria mente. Per la nostra protagonista Livia ogni singolo suono musicale è come una scheggia nel cervello, ogni singola nota è come un’esplosione uditiva. Lo spettatore viene immesso dentro questa malattia attraverso l’utilizzo attento ed efficace di una soggettiva uditiva dove sentiamo e percepiamo ciò che la ragazza è costretta a udire. Ci sono dei momenti in cui la musica improvvisamente aumenta di livello sonoro, incominciando a distorcerci e a trasformarci in strani e fastidiosi suoni graffianti, quasi marittimi, che provocano in noi spettatori un estremo senso di malessere, proprio quello che Livia (e tutti coloro che soffrono di questa brutale malattia) è costretta a sentire costantemente. La malattia del personaggio, che come dal titolo viene elevata a protagonista indiscussa della pellicola, non risulta solo un elemento di fastidio interiore ma assume un livello di profondità maggiore, poiché Livia, a causa dell’amusia, si vede costretta a isolarsi dal mondo e della sua socialità, venendo relegata a una vita fatta di solitudine e d’immane tristezza. Come si evince da una scena del lungometraggio, ogni situazione più semplice per lei diventa complessa, entro un mondo in cui la musica e il rumore uditivo è ormai dappertutto 

La musica è mia nemico, è questo mi rende incompatibile con il resto del mondo. […] Discoteche, concerti, ristoranti, le hall di qualsiasi albergo che abbia almeno tre stelle, le palestre, i luna park, i matrimoni, i funerali, gli ascensori… Sono luoghi incompatibili con me, sono luoghi da cui devo tenermi alla larga, se non voglio soffrire. 

Livia – Amusia
Fotogramma di Amusia
Fotogramma di Amusia

Il simbolismo emotivo

Krzysztof Kieślowski tra il 1993 e il 1994 realizza la Trilogia dei colori (Blu, Bianco, Rosso) tre film che sfruttano l’elemento visivio del colore come elemento simbolico emozionale, medesima cosa viene realizzata nel lungometraggio italiano del 2023 Amusica, in cui ci cerca di entrare dentro l’aspetto psicologico – emozionale, attraverso l’uso dell’ambientazione/location e delle tinte usate. Il Motel è raccontato con una tinta rossa accesa, che avvolge l’intero spazio. Livia alloggia per una notte in una stanza color rosso, una tinta che racchiude in sé il simbolo della passione e della rabbia, quelle componenti che fanno parte, in quel dato momento, nel personaggio di Livia. Attraverso un montaggio ben riuscito si passa in un letto e in un’abitazione raccontataci con una tinta scenografica che richiama evidentemente il colore verde. Successivamente scopriamo l’abitazione di Lucio, una palazzina celeste con sopra posta un’insegna con iscritto “Sogni”. L’appartamento del ragazzo, avvolto da numerosi vinili e dispositivi elettrici musicali, ci viene raccontato con una tinta coloro blu – celeste, che simboleggia l’affidabilità, la sincerità e la tranquillità, elementi presenti nel personaggio di Lucio, un uomo semplice che vive di semplicità e di bontà, entro una solitudine interiore importante, dove non trova la possibilità di un futuro radioso e di evoluzione, almeno fino all’arrivo di Livia.

La scenografia, ottimamente ripresa da Luca Bigazzi, dona un importante impronta visiva alla narrazione, immettendola entro un’ambientazione alquanto metafisica e onirica. Il problema però è che l’elemento visivo estetico del lungometraggio è, per certi versi, fine a sé stesso poiché non riesce a donarci l’elemento emozionale, quella connotazione più importante entro una storia per il cinema. Abbiamo numerose sequenze visive di ottima fattura visiva e ottimamente riprese ma non raggiungono l’emotività dello spettatore e non riescono a donarci informazioni riguardo ai personaggi, ricadendo, nel procedere nel racconto, entro un appiattimento narrativo. La pellicola però non annoia, grazie a un montaggio alternato che viaggia tra presente e passato, al fine di mostraci il vissuto di Livia, facendoci comprendere i motivi che hanno portato la giovane a scappare di casa. 

In conclusione

Amusia è una discreta opera prima che si perde troppo dentro una dinamica autoriale a discapito di una narrazione avvincente e di una ricerca di emozione. Le interpretazioni del cast appaiono discrete e in linea con lo stile della pellicola.

Note positive

  • La fotografia di Bigazzi

Note negative

  • Una regia a tratti acerba
  • Assenza di emozione narrativa
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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