Area 407 (Tape 407) – Un disastro aereo e un luogo pericoloso

area 407 locandina

Area 407 

Titolo originale: Tape 407

Anno: 2012

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Horror

Produzione: Cloud Nine Pictures

Durata: 1h 30min 

Regia: Dale Fabrigar, Everette Wallin

Sceneggiatura: Robert Shepyer

Fotografia: Bryan Olinger

Musiche: Matt Dahan

Attori: Abigail Schrader, Samantha Lester, James Lyons, Melanie Munt, Brendan Patrick Connor, Ken Garcia, Samantha Sloyan

Trailer originale di Area 407

Trama di Area 407

Trish e Jessie, due sorelle, si imbarcano su un volo aereo per far ritorno a casa dopo aver trascorso le vacanze natalizie a New York. Il viaggio che li condurrà a Los Angeles si svolge durante l’ultima notte dell’anno, ovvero dal 31 dicembre 2010 al 1 gennaio 2011. La quindicenne Jessie ha con sé una telecamera e durante il viaggio andrà a fare delle riprese “memorie di vacanza” sul luogo andando a conoscere vari personaggi come il reporter di guerra Jimmy, Charlie, un uomo con problemi di alcolismo, una coppia sposata, oltre alla gentile Hostess dell’areo.

L’aereo poco dopo lo scoccare del 1 gennaio viene colpito da una forte turbolenza che andrà a danneggiare irrimediabilmente il mezzo di trasporto che precipiterà a terra. I sopravvissuti della coda dell’aeroplano si ritrovano feriti e scombussolati in un territorio oscuro dove un misterioso predatore sembra essere in agguato.

Recensione di Area 407

ATTENZIONE.

REGISTRAZIONE #47: RISERVATO

Ciò che segue è tratto da un video amatoriale registrato durante un incidente: Optima Air, volo 37A, 31 Dicembre 2010- 01 Gennaio -2011. La visione e la distribuzione di questo video senza un permesso o autorizzazione scritta è vietata e perseguibile dalla legge. Il caso è ancora oggetto d’Indagine

Area 407

Girato interamente come un mockumentary, Area 407 trasporta il suo pubblico nel mondo di due sorelle alquanto invadenti che vanno a riprendere in maniera quasi ossessiva tutto ciò che li circonda compresi i passeggeri dell’Optima Air che attraverso i loro occhi e le loro domande svelano a noi, come alle due, le loro vite e i loro caratteri all’interno della normalità assoluta, in una situazione priva di qualsiasi problema esterno.

Tutta la prima parte del lungometraggio non è altro che un approfondimento drammaturgico dei personaggi messi in scena che risulta altamente funzionale alla costruzione empatica ed emotiva della storia poiché nel momento drammatico della catastrofe aerea noi siamo realmente e fisicamente con loro e soffriamo per loro, sopratutto per le due sorelle, le vere protagoniste di questo inizio di film nonostante vengano viste ben poco dallo spettatore. Anche lo stile mockumentary risulta funzionale a questo racconto visivo emozionale creando il giusto pathos e la giusta suspense narrativa, che aumenterà sempre di più all’interno del film dal crollo dell’aereo (che il pubblico non vedrà realmente) agli eventi che i sopravvissuti si troveranno ad affrontare.

Se nella prima parte erravamo immersi in un clima di felicità, reso con una luce accesa e calda, ecco che dopo la tragedia la fotografia assume una tonalità nera e oscura, facendo avvolgere completamente i suoi personaggi all’interno del buio notturno dove i rumori e le piccole luci delle telecamere e delle macchine fotografiche divengono padroni assoluti della scena. Pur tra momenti di leggera ironia e fuga da un predatore invisibile e solo leggermente mostrato, lo stile mockumentary inonda lo spettatore di ansia tenendolo incollato allo schermo, sentendosi parte interna della storia.

Se però la prima parte aveva realizzato degli ottimi personaggi e una narrazione alquanto poggiata con i piedi a terra in cui tutti avevano un suo senso razionale ecco che questa seconda parte lascia troppo spazio alla fuga dei personaggi e trascura, sopratutto nella parte finale, i suoi personaggi che non ottengono una vera e propria tridimensionalità a eccezione di Charlie che da patetico e irascibile essere umano diventa un individuo comprensibile e amichevole verso gli altri del gruppo. Sotto l’aspetto più di genere troviamo qualche pecca negli effetti speciali e nella mancanza di visione del mostro o del sangue, se in parte tale scelta funziona dall’altro lato a lungo andare crea un appiattimento narrativo che peggiora man mano il film che prosegue fino ad alcune scene imbarazzanti e prive di senso dove uno dei personaggi sputerà dal proprio corpo delle gigantesca uova che (fisicamente) un uomo non può fare.

Tape 407 risulta una pellicola di buona suspense ma che se per due terzi funzionava bene nella parte finale si perde un troppo creando un finale alquanto prevedibile e che trascina il film all’interno di quel filone di esperimenti militari che non aggiunge in fin dei conti nulla al genere cinematografico. Nonostante ciò risulta un film d’indubbio valore attoriale e registico che si merita una visione se amate lo stile mockumentary, peccato che manchi un pizzico di originalità in più.

Note positive

  • Climax
  • Fotografia
  • Regia
  • Attori

Note negative

  • Mancanza di originalità

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