Blocco 181 – prima stagione (2022): un Crime che merita fiducia

Blocco 181 locandina

Blocco 181

Titolo originale: Blocco 181

Anno: 2022

Paese: Italia

Genere: Drammatico, crime

Casa di Produzione: Red Joint Film, Sky Studios, TapelessFilm

Distribuzione: Sky Atlantic

Ideatore: Paolo Vari, Francesca De Lisi, Dario Bonamin, Mirko Cetrangolo, Marco Borromei

Stagione: 1

Puntate: 8

Regia: Giuseppe Capotondi, Matteo Bonifazio, Ciro Visco

Sceneggiatura:

Fotografia: Marc Gómez del Moral, Guido Michelotti

Musica: Salmo

Attori: Laura Osma, Alessandro Piavani, Andrea Dodero, Salmo, Alessandro Tedeschi, Alessio Praticò, Juan Cely Delgado, Sergio Andrade Saavedra, Anna Manuelli

Trailer Ufficiale della prima stagione di “Blocco 181”

Blocco 181 è una serie Sky italiana trasmessa su Sky Atlantic dal 20 maggio 2022 per otto puntante. Una serie che tenta di raccogliere l’eredità di Gomorra aggiungendo elementi provenienti dalla cultura Urban e l’utilizzo di una regia maggiormente spregiudicata. Il risultato finale sarà un prodotto interessante oppure, com’è capitato nel 2021 con la serie Zero (molto simile come idea di base) sarà un prodotto di cui dimenticarsi in fretta? Scopriamolo subito!

Trama di Blocco 181

Bea, Ludovico e Mahdi sono tre ragazzi molto diversi tra loro ma legati al blocco 181, ovvero un quartiere immaginario della periferia milanese che rappresenta metaforicamente i ghetti di un po’ tutte le grandi città. Nonostante le differenze le loro vite si incroceranno sempre di più, in un crescendo di emozioni e colpi di scena.

Recensione di 181

La cosa che colpisce fin dai primi minuti è la volontà di staccarsi dalle serie crime italiane più famose come “Gomorra” o “Suburra“, tentando un approccio meno realistico ma più “Pulp”, con risultati altalenanti dovuti perlopiù da scelte di regia non sempre convincenti. Da una parte abbiamo scene visivamente potenti come ad esempio l’attacco con i fumogeni nelle prime puntate, dall’altra momenti in cui si tende a strafare sfociando nel ridicolo, come la scena in cui viene spiegato lo smercio della cocaina, che vuole essere brillante a tutti costi, senza però riuscirci. Tali scivoloni registici però, con il proseguire delle puntante, tendono a diminuire, dando maggior forza alla narrazione che appare sempre più affascinante. Interessante risulta anche la rappresentazione dell’oscura Milano, che non viene descritta come la classica megalopoli fredda e snob ma ci appare come un città rovente e allucinata, grazie anche alle scelte di fotografia e di scenografia con una scelta delle location molto ispirata.

Dal punto di vista contenutistico la serie non appare così originale, siamo dinanzi al classico tema Crime: la gente nata e cresciuta nel quartiere che deve contrapporsi alla nuova gang di Latinos in espansione. Niente che faccia gridare al miracolo ma è narrato con una buona dose di ritmo e i vari rapporti tra i personaggi di entrambi le fazioni sono raccontati in maniera genuina e a tratti anche coraggiosa. Non posso aggiungere altro per non rovinare la sorpresa, ma le dinamiche che si instaurano nel trio dei giovani protagonisti si spingono ben oltre dove altre serie simili si erano fermate. Peccato che questi aspetti vengano un po’ smorzati dalla recitazione non sempre efficace. Un’altra cosa da non sottovalutare, grazie alla consulenza artistica del rapper Salmo, è che l’elemento Urban non è buttato a caso come spesso accade, ma è funzionale alla vicenda, sia nello stile che nella colonna sonora.

fotogramma di Blocco 181
Fotogramma di Blocco 181

In conclusione

Nonostante gli scivoloni è una serie che mi ha appassionato e si interrompe proprio quando inizia a funzionare a pieno regime: spero che la rinnovino per una seconda stagione perché merita assolutamente fiducia.

Note positive

  • La relazione tra i protagonisti non è per nulla scontata e si sviluppa in maniera interessante.
  • La Milano che viene narrata è diversa dai soliti stereotipi: è una città bollente, allucinata. Il tutto grazie a scelte interessanti di location e fotografia.
  • Molte scene restano impresse per la loro regia inusuale in un prodotto seriale.
  • La colonna sonora a cura del rapper Salmo è varia e azzeccata, riesce a dare voce alle varie sfumature della vicenda.

Note negative

  • La regia con la voglia di stupire a tutti costi a volte cade nell’imbarazzante.
  • La recitazione non è sempre all’altezza, soprattutto Salmo che nel ruolo di “Snake” è davvero dimenticabile.
  • Ci mette forse un po’ troppo tempo a trovare un suo equilibrio visto comunque il numero ridotto di episodi.

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