Eden (2021). Netflix spreca un soggetto interessante

Eden (serie anime) Poster

Eden

Titolo originale: Id.

Anno: 2021

Paese: Giappone

Genere: Animazione, fantascienza

Produzione: CGCG Studio Inc., Qubic Pictures

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Justin Leach

Stagione: 1

Puntate:  4

Animatori: Luchi Hsu, Yasuhiro Irie, Yu-Ting Jhang, Kenny Kung, Pei-Ting Lin, Geng-Ting Liu

Trailer di: Eden

Ideata dall’ormai veterano Justin Leach e diretta da Yasuhiro Irie (Full Metal Alchemist, Cowboy Bebop…). Eden è una una miniserie anime dal soggetto interessante che ben si sviluppa nella trama.

Trama di: Eden

Mille anni dopo la scomparsa dell’umanità dalla faccia della Terra, i robot abitano la città di Eden 3 e continuano a coltivare i meravigliosi e rigogliosi giardini dei loro oramai estinti padroni (può ricordare un grande classico dell’animazione giapponese).
Un giorno due robot giardinieri, durante una normale giornata di lavoro risvegliano per errore Sara Grace dal suo stato di stasi, una bambina di cui decidono di prendersi cura. Ciò espone questa nuova famiglia a grandissimi rischi poiché gli umani sono ritenuti esseri pericolosi e, nel remoto caso se ne incontrasse uno, questo andrebbe eliminato; malgrado il pericolo Sara Grace cresce protetta fino alla sua entrata nell’adolescenza quando lei e i due robot (che le fanno ormai da genitori) vengono scoperti da Zero, un robot che sembra essere la massima autorità di Eden 3. Sara Grace riesce a scappare con l’aiuto dei genitori e di altri robot che credono nella bontà degli esseri umani ma questo atto eroico viene punito severamente con una riprogrammazione completa. Sara Grace è ora sola, sola contro Zero e e le sue guardie, sola alla scoperta dei terribili e tragici segreti di Eden 3.

Sara Grace e i suoi genitori adottivi. Fotogramma di: Eden
Sara Grace e i suoi genitori adottivi. Fotogramma di: Eden

Recensione di Eden

Un soggetto tutto sommato classico ma sicuramente interessante fa di Eden una miniserie da vedere; quattro episodi della durata di 25 minuti circa ciascuno che scorrono senza troppa pesantezza e portano lo spettatore a un finale che può essere intuito già all’inizio ma il percorso che porta a quel finale è costellato di piccole quanto significative emozioni e rivelazioni anche se, a detta di chi scrive vi sono due problemi piuttosto grossi che non permettono. In quella che è una serie onesta e semplice, tutto è ben calibrato; regia, montaggio, fotografia si spalleggiano senza particolari virtuosismi per un complessivo bel risultato. Interessanti sono sicuramente le animazioni e soprattutto la scenografia con le varie zone che esploriamo lungo il breve arco narrativo grazie a Sara Grace ma non solo. Particolarmente riuscita è la colonna sonora di Kevin Penkin (compositore di numerose colonne sonore di anime come ad esempio quella per Made in Abyss) che accompagna al meglio ogni passo compiuto dai nostri protagonisti.

Eden è una serie che non porta via molto tempo e che quindi può essere vista con tranquillità; ricca di spunti che per quanto “classici” sembrano essere molto attuali sia per quanto riguarda il nostro burrascoso rapporto con l’ambiente che ci circonda sia per quel che concerne la corsa sempre più attuale nel campo delle Intelligenze Artificiali, le IA (o AI per dirla all’inglese).

Concludiamo con i due problemi. Il primo grande e grossolano problema è Zero, l’esistenza di questo antagonista ha un senso solamente fino a quando non ci viene rivelato qualcosa di lui che non solo fa cadere il globale interesse per il personaggio ma mina quasi irrimediabilmente tutto il senso di ciò che si è visto dal primo all’ultimo episodio. Il secondo problema, è un po’ il rovescio della medaglia del fatto che Eden sia una miniserie: la conclusione di questa serie breve lascia alquanto inebetiti. Il bello di una miniserie è quello di poter godere di un prodotto seriale che, se ben fatto, riesce a esaurirsi in poco tempo lasciando qualcosa di piacevole alla fine (e magari la voglia di rivederla molto presto). Con Eden questo rischia fortemente di non poter accadere poiché si arriva alla fine dell’ultimo episodio con molte più domande che risposte e non è un bene in questo caso; l’ultimo episodio tenta in maniera piuttosto vana di dare un senso a quanto si è visto ma non fa altro che peggiorare le cose. Un vero peccato visto e considerato che i primi due episodi avevano creato qualcosa di veramente interessante che poteva essere chiuso sì in altri due episodi ma non in un modo così frettoloso; una bella serie tutto sommato ma con alcune sviste grossolane.

Zero. Fotogramma di Eden
Zero. Fotogramma di Eden

In conclusione

Eden è una serie che non porta via molto tempo e che quindi può essere vista con tranquillità; ricca di spunti che per quanto “classici” sembrano essere molto attuali sia per quanto riguarda il nostro burrascoso rapporto con l’ambiente che ci circonda sia per quel che concerne la corsa sempre più attuale nel campo delle Intelligenze Artificiali, le IA (o AI per dirla all’inglese).

Aspetti positivi

  • Il soggetto
  • La colonna sonora di Kevin Penkin

Aspetti negativi

  • L’esistenza di Zero che mina tutto il senso di ciò che si vede.
  • La conclusione piuttosto frettolosa

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