Conferenza stampa con Dario Argento per la presentazione del libro “Dario Argento due o tre cose che sappiamo di lui”

Il cineasta di Profondo Rosso è stato ospite il 4 maggio 2022 alla Casa del cinema per la presentazione del volume “Dario Argento – Due o tre cose che sappiamo di lui”, edito da Cinecittà ed Electa, curato da Steve Della Casa con la partecipazione di autori come John Carpenter e Banana Yoshimoto. Il libro è un’imponente raccolta di testi e interviste sulla lunga filmografia del regista di culto, che abbiamo incontrato in occasione della presentazione del volume.

Nei suoi film, il commento musicale è sempre qualcosa di originale e creativo, molto più che un contrappunto alle immagini proiettate. Ha collaborato con numerosi artisti molto diversi tra loro. Lei però che musica ascolta?

Anche musica a caso. A volte anche i miei collaboratori sono stati trovati a caso, per esempio l’autore della colonna sonora di Occhiali neri, Arnaud Rebotini, che per me è attualmente l’autore di musica elettronica più interessante al mondo. Un altro artista che mi colpì moltissimo è Brian Eno, un uomo dalla cultura musicale pazzesca, di cui in Opera sono presenti alcuni pezzi. Ricordo quando andammo nel suo castello – lui abita in un castello – e ascoltammo della musica: dopo un po’ gli chiesi se tutti quei brani fossero per il mio film: lui mi rispose che non c’entravano nulla con il nostro lavoro e che voleva semplicemente farmeli ascoltare. I grandi musicisti sono persone strane, bizzarre. Una volta incontrai Eno a Roma, vicino al Regina Coeli, e lui volle registrare i versi di un gruppo di rane per inserirli in un suo concerto. Lavorai benissimo con Bill Wyman, eravamo molto affettuosi l’uno con l’altro; dopo che uscì dai Rolling Stones, scrisse un’autobiografia in cui mi definì un rompiscatole antipatico che l’aveva fatto faticare un sacco, una persona pessima. Con Keith Emerson ho fatto Inferno, per cui ha realizzato una musica bellissima ispirata ai Carmina Burana. Dopo qualche anno venne a trovarmi a Roma e mi chiese di realizzare la musica per un film che stavo montando: si presentò con un commento musicale orribile e io non sapevo come dirglielo, alla fine glielo dissi e lui ripartì risentito per Londra. Con i musicisti ho avuto più da ridire che con tutti gli altri collaboratori; con alcuni attori e con i musicisti. Con Ennio Morricone ho fatto cinque film: mi invitò a casa sua per parlare della musica del mio primo film e io andai con una selezione di dischi che mi piacevano e che pensavo potessero essere adatti come ispirazione. Quando mi vide con quel pacco di dischi, mi guardò con una malvagità incredibile e mi disse: “tu vieni da Ennio Morricone e gli porti dei dischi che hai a casa tua? Se la pensi così, non farti più vedere”. Io ovviamente mi scusai, aveva ragione. Per L’uccello dalle piume di cristallo, Ennio mi propose poi di fare una musica improvvisata che risultò eccezionale – ne parla anche Tornatore nel suo documentario.

Quando c’è un rapporto così intenso, anche contrastato, con il musicista, l’accompagnamento è sempre importante. Nei suoi film, inoltre, non è mai né banale né ripetitivo: non c’è una continuità o un’omogeneità di colonne sonore.

Nel mondo, il nome di Dario Argento è conosciutissimo. Ci racconti qualcosa dei tuoi viaggi in giro per il mondo: ci sono dei casi in cui ha ricevuto un’accoglienza che non si aspettava?

Quando sono andato in Corea del Sud, a Seul, ho partecipato a una cena con i più importanti registi coreani: abbiamo parlato praticamente solo a gesti, ma è stata una cena bellissima. Ho avuto un’esperienza molto particolare in Russia, perché lì proiettano i film con un uomo solo che traduce le battute, imitando anche le voci dei personaggi e parlando sopra alla traccia originale. Vedere un mio film in questo modo è stato incredibile. Una volta, sono andato con Giorgio Cosetti ad un festival a Reykjavìk, in Islanda, e il sindaco della città mi ha consegnato un premio. Durante la premiazione mi disse: “io la sento molto vicino, perché quando in Islanda hanno portato il lettore dei VHS ci hanno consegnato solo la cassetta di Inferno, e per un sacco di tempo è stato l’unico film che abbiamo potuto vedere”.

Conferenza stampa con Dario Argento per la presentazione del libro Dario Argento due o tre cose che sappiamo di lui
Copertina del volume su Dario Argento

Lei ha fatto diverse apparizioni in film o serie televisive. Adesso, con Gaspar Noé, ha avuto un ruolo molto importante. Si apre una nuova carriera?

No, questa nuova carriera è iniziata a finita. Ho fatto il protagonista in quel film, e ho anche ricevuto a Locarno un premio che non mi aspettavo assolutamente. Ho capito che in quel film non ho fatto l’attore, ho interpretato me stesso. Il film era tutto improvvisato, non era stato scritto quasi niente, ogni giorno si improvvisava. Ho scelto per il mio personaggio un lavoro, quello del critico cinematografico, che ho svolto, gli ho fatto scrivere un libro che ho effettivamente scritto – un saggio sul sogno nel cinema – eccetera. Recitando me stesso, penso di aver dato un contributo al film.

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