
Cracked
Titolo originale: Cracked
Anno: 2022
Nazione: Thailandia
Genere: Horror
Casa di produzione: CJ Major Entertainment
Distribuzione italiana: –
Durata: 93 minuti
Regia: Surapong Ploensang
Sceneggiatura: Ornusa Donsawai, Pun Homchuen, Surapong Ploensang
Fotografia: Natdanai Naksuwan
Montaggio: –
Musiche: Sriwat Homkham, Mellow Tunes
Attori: Nichkhun Horvejkul, Chayanit Chansangavej, Nutthatcha Nina Jessica Padovan, Byron Bishop, Passalak Supasiripaisarn, Sahajak Boonthanakit, Kunkanit Khumkrong, Nualpanod Khiampukdee, Machida Sutthikulphanich
Trailer di “Cracked”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Cracked segna l’esordio alla regia in un lungometraggio del cineasta thailandese Surapong Ploensang. Il film è stato presentato in Italia il 22 aprile 2022, all’interno della selezione ufficiale del Far East Film Festival 24, tra i candidati della competizione principale dell’evento cinematografico.
“Cracked racconta la storia della verità nascosta che comporta un grosso prezzo da pagare sotto forma di un horror-thriller.”
Surapong Ploensang, regista del film Cracked
Trama di “Cracked”
Ruja (Chayanit Chansangavej) è chiamata a gestire l’eredità del padre, un celebre pittore. Tuttavia, mentre si addentra nel suo passato, una presenza oscura inizia a tormentarla. Quante verità inquietanti si celano dietro quei dipinti?
Recensione di “Cracked”
Il cinema asiatico sta conquistando sempre più spazio nei mercati occidentali, grazie anche a festival come il Far East Film Festival di Udine, che ogni anno si conferma come un’importante vetrina, in particolare per il cinema indipendente prodotto in Asia.
Nell’edizione 2022 del festival, Cracked è stato uno dei lungometraggi che hanno attirato l’attenzione, non solo perché figurava tra i candidati della competizione ufficiale, ma soprattutto perché rappresentava un’opera prima nel genere horror, frutto di una coproduzione tra Thailandia, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.
Il film segna l’esordio nel cinema del regista thailandese Surapong Ploensang, già noto per la sua esperienza dietro la macchina da presa nella realizzazione di spot pubblicitari per marchi rinomati. Con il suo debutto sul grande schermo, il cineasta si cimenta in una narrazione che fonde horror e thriller, costruita attorno a un tema centrale: gli occhi e la vista, elementi che guidano lo spettatore attraverso il mistero e la scoperta di segreti nascosti, inclusi quelli della protagonista, Ruja (Chayanit Chansangavej—P.S. I Hate You, Wolf, Someone from Nowhere).
Ruja è una madre single che vive a New York con la sua piccola Rachael (Nutthatcha Padovan). Un giorno, riceve inaspettatamente la visita di un amico di suo padre, Pakorn, che le chiede di tornare in Thailandia per il funerale e per sistemare l’eredità, tra cui due dipinti di grande valore economico realizzati dal padre. Senza esitare troppo, Ruja accetta: ha un bisogno disperato di denaro per finanziare l’intervento che potrebbe impedire alla figlia di perdere completamente la vista.
Una volta tornata nella casa di famiglia in Thailandia con Rachael, Ruja assume Tim (Nichkhun Horvejkul—2PM: Make It, My Bubble Tea, Arthdal Chronicles), giovane restauratore e figlio dell’amico di Pakorn, con l’intento di far restaurare i dipinti per poterli vendere. Tuttavia, il soggiorno si trasforma ben presto in un incubo. La protagonista inizia a essere perseguitata da misteriosi fenomeni sovrannaturali, che la conducono a indagare sull’origine di questo male nascosto proprio nelle opere artistiche del padre—opere di cui lei, in un certo senso, ha fatto parte.
La trama di Cracked è relativamente semplice, non particolarmente innovativa, ma il film riesce a sfruttare il linguaggio dell’horror per comunicare efficacemente il suo sottotesto: la verità, inevitabilmente, viene sempre a galla. E c’è un prezzo da pagare per chi tenta di occultarla, ignorarla o fingere di non vederla—soprattutto quando si tratta di ingiustizie.
Il prezzo di andare sul sicuro
La curiosità che un lungometraggio può suscitare dipende in gran parte dalla storia che propone e dal suo contesto culturale. Sebbene Cracked sia un film asiatico dal punto di vista produttivo, la sua narrazione appare fortemente influenzata da modelli occidentali. Questo non è necessariamente un elemento negativo, ma può risultare deludente per chi si aspetta un approccio più distintivo, soprattutto considerando il genere e il potenziale che avrebbe potuto esprimere la visione di Surapong Ploensang.
Dal punto di vista registico, il cineasta tailandese opta per una direzione discreta, a tratti interessante, ma sceglie di affidarsi sin dall’inizio agli effetti dei jump scare, che, oltre a essere prevedibili, ricordano quelli tipici dei film horror low budget hollywoodiani, spesso poco raffinati. Va detto, però, che il regista non è l’unico responsabile di questo risultato convenzionale e poco incisivo sul piano del terrore: la radice del problema risiede principalmente nella sceneggiatura.
Come spesso accade nei film che non riescono a soddisfare neanche il pubblico medio, Cracked è penalizzato da una scrittura debole, basata su una sceneggiatura coreana mai prodotta, poi rielaborata da Eakasit Thairaat (13 Beloved, Body), uno degli sceneggiatori horror più apprezzati della Thailandia. Tuttavia, anziché valorizzare l’intensità narrativa e l’originalità del soggetto, la sceneggiatura risulta frammentaria e piena di incongruenze, limitando il potenziale del film e riducendolo a una struttura prevedibile, incapace di generare un vero senso di inquietudine.
Purtroppo, il lavoro di Thairaat presenta notevoli debolezze, soprattutto nello sviluppo narrativo. Dopo un primo atto accettabile, la storia si appiattisce in un secondo atto monotono, dominato da jump scare prevedibili, per poi culminare in una serie di plot twist finali che, pur essendo la parte più coinvolgente, non riescono a risollevare l’intero racconto. La suspense e il terrore vengono disseminati con poca efficacia nella narrazione, sia dalla regia che dalla scrittura, impedendo al film di raggiungere un orrore autentico, spaventoso e credibile.
Ma le lacune della (ri)scrittura, purtroppo, non si limitano al ritmo narrativo. I personaggi di Cracked risultano poco approfonditi, privi di una caratterizzazione definita. Diverse informazioni cruciali, che avrebbero potuto dare maggiore coerenza alla trama, vengono omesse o date per scontate—come il motivo per cui il padre di Ruja era un pittore così rinomato. Anche i flashback sul passato della protagonista falliscono nel loro intento: invece di arricchire la narrazione, si rivelano inutili, privi di un background solido capace di contestualizzare meglio il mistero che avvolge la sua famiglia.
Un altro aspetto debole riguarda i dialoghi. In diversi momenti, alcune battute vengono recitate in inglese, senza una giustificazione narrativa concreta—come nei dialoghi tra Ruja e sua figlia. Questa scelta sembra dettata dalla volontà di rendere il film più accessibile a un pubblico occidentale, ma finisce per risultare artificiosa e scollegata dalla coerenza interna della storia.
Sebbene Cracked presenti diverse debolezze, non tutto è da scartare. Il film vanta un’atmosfera visiva e sonora perfettamente in linea con i generi horror e thriller, merito di una fotografia impeccabile, di un eccellente lavoro di color grading e di effetti visivi ben calibrati. A completare il quadro, una colonna sonora inquietante che amplifica l’impatto delle inquadrature e dei movimenti di macchina di Ploensang. Inoltre, la star K-pop Nichkhun Horvejkul guida un cast composto da attori meno conosciuti, ma comunque capaci di offrire interpretazioni solide, pur nei limiti imposti dalla scrittura dei loro personaggi.
Alcune scelte narrative e stilistiche sembrano dettate dalla volontà di rendere Cracked più commerciale e appetibile per il pubblico occidentale. Tuttavia, il confine tra questa intenzione e il rischio di cadere nei cliché—o, peggio, nella mera imitazione di tecniche ed elementi già visti—è estremamente sottile. Portare un film verso un target internazionale offrendo un’esperienza locale e autentica dovrebbe essere la vera sfida di qualsiasi cineasta. Ploensang, invece, sceglie di non rischiare troppo e di giocare sul sicuro, confezionando un debutto solido, ma fin troppo prudente, al punto da risultare quasi anonimo.
Se a questo si aggiungono lo sviluppo poco approfondito della trama e dei personaggi e l’uso ripetitivo di tropi narrativi tipici dell’horror hollywoodiano, Cracked finisce per offrire poco o nulla di realmente originale. Un aspetto particolarmente deludente considerando il contesto culturale della Thailandia, un paese ricco di storie, miti, leggende e paure radicate nella tradizione, elementi che avrebbero potuto conferire al film una voce più autentica e distintiva. Il risultato è un’opportunità mancata, grande quanto i peccati che tormentano i personaggi di questa storia.
“Se facciamo finta di non vederli, non possono farci del male.”
Ruja (Chayanit Chansangavej) Cit. Cracked
In conclusione
Cracked tenta di fondere elementi horror con una narrazione visivamente curata, ma finisce per risultare un’opera convenzionale, incapace di sfruttare appieno il potenziale della mitologia tailandese. Sebbene la regia e l’atmosfera siano suggestive, la scrittura presenta troppe incongruenze e una costruzione narrativa prevedibile, penalizzando il coinvolgimento emotivo dello spettatore.
Note positive
- Regia semplice e discreta, ma funzionale per i generi del film.
- Atmosfera visiva e sonora adatta ai generi horror e thriller, grazie alla buona fotografia, l’ottimo lavoro di color grading e la colonna sonora inquietante.
- Interpretazioni degli attori.
Note negative
- Potrebbe sembrare l’ennesimo horror stile hollywoodiano, già rivisto molte volte.
- Sceneggiatura: Personaggi sbozzati, poco elaborati; uso di dialoghi in inglese che poco si giustificano dentro la narrativa della storia. Inoltre, la suspense e il terrore vengono seminati poco, puntando tutto sui jump scare. Alcune informazioni sulla storia sono date troppo per scontate e alcuni flashback che riguardano il passato della protagonista non arricchiscono in nulla la storia né costituiscono un background solido del personaggio principale.
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazione |
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3.8
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