Dead Pigs di Cathy Yan: il peso dei dettagli umani

Dead Pigs di Cathy Yan: il peso dei dettagli umani 1

Dead Pigs

Titolo originale:  海上浮城

Anno: 2018

Paese: Cina, USA

Genere: Commedia, Drammatico

Produzione: Clarissa Zhang, Jane Zheng

Distribuzione: Mubi

Durata: 2h 10m

Regia: Cathy Yan

Sceneggiatura: Cathy Yan

Fotografia: Federico Cesca

Montaggio: Alexander Kopit

Musiche: Andrew Orkin

Attori: Vivian Wu, Haoyu Yang, Mason Lee, Meng Li, David Rysdahl, Zazie Beetz

Trailer del film Dead Pigs

La regista Cathy Yan ha ottenuto un grande successo con Birds of Prey, ma c’è un film che ancora prima, le ha conquistato la fiducia delle grandi produzioni. Si tratta della sua opera di debutto Dead Pigs, che nonostante le reazioni positive di molti festival del 2018, sta ottenendo solo ora un rilascio grazie alla piattaforma di streaming MUBI. Quest’ultima è una commedia drammatica multi-narrativa, ispirata a un fatto di cronaca reale del 2013, in cui sono stati ritrovati migliaia di maiali morti nel fiume Huangpu.

Trama di Dead Pigs

Migliaia di maiali stanno morendo e galleggiando lungo il fiume di Shanghai, ma nessuno sa il perché. Il curioso incidente però colpisce inaspettatamente anche le vite interconnesse dei suoi cittadini. L’allevatore di maiali Old Wang viene inseguito dagli strozzini dopo aver perso i suoi risparmi in una frode sugli investimenti. L’estetista amante degli uccelli Candy, intraprende una battaglia solitaria contro dei sviluppatori edili desiderosi di demolire la sua casa. C’è anche un giovane cameriere che inizia una relazione improbabile con una ricca ereditiera e un espatriato americano che viene coinvolto in truffe che minano il suo candore “esotico”. I maiali diventano il catalizzatore per gettare la vita di una società nel caos, evento che seguiamo attraverso gli occhi di questi personaggi.

Recensione di Dead Pigs

Attraversando la società cinese e collegando i suoi personaggi da legami familiari, rapporti d’affari o interessi romantici, possiamo definire Dead Pigs come un film decisamente stratificato. I maiali del titolo appartengono al vecchio agricoltore Old Wang interpretato da Haoyu Yang, questi però sono solo un aspetto dei suoi problemi finanziari. Sua sorella Candy (Vivian Wu) potrebbe dare una mano se fosse disposta a vendere la casa di famiglia, ma si rifiuta di rinunciare alla casa in cui sono cresciute più generazioni della famiglia Wang. Il vecchio contadino ha anche fatto affidamento su suo figlio Zhen (Mason Lee) per prestargli dei soldi, ma anche Zhen vive al di sopra delle sue possibilità. Dice a suo padre che è un uomo d’affari di successo a Shanghai, ma in realtà è un cameriere che vive in un angusto appartamento in stile dormitorio. I vari dilemmi della famiglia Wang si fondono lentamente e la regista si prende il suo tempo anche per definire le relazioni extrafamiliari, presentando inizialmente i personaggi in tracce narrative separate.

Tutti questi personaggi vivono nella negazione, tentando di aggrapparsi alle concezioni di se stessi di cui hanno bisogno per impressionare gli altri o per mantenere un senso vacuo di autostima. Il contadino, la proprietaria del salone, il cameriere, l’architetto e la ragazza ricca, sono tutti alla mercé di un mondo capitalista, legati insieme dalle crisi economiche e sociali in continuo cambiamento. Lentamente mentre conosciamo i personaggi, questi iniziano a rivelare le loro verità concedendosi però troppo tempo. Il rischio maggiore per questo tipo di multi narrazione è proprio la fluidità narrativa e l’empatia che viene dilaniata su più fronti. Nonostante i personaggi siano ben caratterizzati con le loro complessità, questi risultano più volte caricature di loro stessi.

Emerge chiaro il ritratto di una Cina in rapida globalizzazione, ma in Dead Pigs manca il peso dei dettagli umani. L’intreccio della struttura narrativa ricorda Magnolia e culmina come questo in un canto, completo di una guida ai testi in stile karaoke. Nonostante le difficoltà narrative, Yan mantiene le cose nitide con una sceneggiatura arguta e un linguaggio estetico stimolante. La regista tratta questo materiale con un tocco leggero, quasi satirico, con la crescente crisi dei maiali morti sempre sullo sfondo. Il sottotesto sul conflitto tra tradizione e modernizzazione in Cina è un po’ confuso e ha lo stesso effetto dei suoi personaggi, le cui strane piccole vite rimangono affascinanti fino alla fine. È un film che continua a staccarsi dagli strati di cui è composto e che alla fine risulta sicuro di sé nella sua visione non stereotipata dell’umanità.

Note Positive

  • Regia di debutto sicura e stilisticamente precisa
  • Fotografia curata
  • Un ritratto stratificato della Cina odierna

Note Negative

  • Fluidità narrativa ad intermittenza
  • Caratterizzazione caricaturale dei personaggi
  • Sottotesto confuso

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