Full Time – Al cento per cento (2022): la vita frenetica di una madre single

Full Time – Al cento per cento

Titolo originale: A plein temps

Anno: 2021

Nazione: Francia

Genere: Drammatico

Casa di Produzione: Novoprod Cinema

Distribuzione italiana: I Wonder Pictures

Durata: 85 min

Regia: Eric Gravel

Sceneggiatura: Eric Gravel

Fotografia: Victor Seguin

Montaggio: Mathilde Van de Moortel

Musiche: Irene Dresel

Attori: Laure Calamy, Anna Suarez, Geneviève Mnich

Trailer in italiano di Full Time – Al cento per cento

Diretto dal cineasta franco – canadese Eric Gravel, conosciuto per la sua opera prima Crash Test Aglaé del 2017, Full Time – Al cento per cento è stato presentato all’interno della sezione orizzonti della Biennale Cinema 2021 dove ha ottenuto il premio come miglior regia. La storia racconta la vita di una madre lavoratrice nel mondo di oggi, che tra mille ostacoli, cerca di portare la felicità ai propri bambini. Il lungometraggio, che vede nel ruolo della protagonista Laure Calamy, attrice prettamente teatrale fresca del premio César come migliore attrice ottenuto con il film Io, lui, lei e l’asino (2020) di Caroline Vignal, pellicola campione d’incassi in Francia e del premio come miglior attrice protagonista ottenuto proprio con Full Time – Al cento per cento alla Mostra Cinematografica di Venezia. Il lungometraggio esce nei cinema italiani il 31 marzo grazie alla casa di distribuzione I Wonder Pictures. Il cineasta nel parlare del presentare il suo film ha dichiarato:

Il film mette in scena un dramma sociale che ho per certi versi trattato come un thriller. Volevo che i gesti quotidiani venissero visti come una fonte di tensione. Julie, la protagonista, vive la propria vita costantemente in accelerazione non perché è una spia o un’agente della CIA, ma semplicemente perché è una madre single che lotta per una vita migliore.

Eric Gravel

Trama di Full Time – Al cento per

Durante un periodo di scioperi nella capitale Francese, prima del Covid, seguiamo le vicende di Jules, una madre divorziata, con due figli, la quale vive in un piccolo paese vicino a Parigi.  Le sue giornate sono monotone: ogni mattina si alza, va a lavoro e torna a casa tardi. Lavora come donna delle pulizie in un hotel a cinque stelle nel pieno centro di Parigi, una mansione poco adatta alla donna che, tra i mille impegni, arriva spesso e volentieri in ritardi sul luogo del lavoro. Jules così decide d’inviare una lettera d’ammissione a un azienda che cerca del nuovo personale nel campo del marketing temendo di essere licenziata dall’hotel.

Il suo ex marito invece si è rifidanzato e ritarda sempre con i pagamenti di mantenimento dei figli e proprio a causa di questi ritardi la donna si vede costretta, ripetutamente, a indebitarsi, fattore che complica ulteriormente la sua vita. In suo soccorso però c’è un anziana vicina di casa e alcune sue colleghe di lavoro che l’aiutano a controllare i bambini quando lei è impegnata. Purtroppo, però, questo continuare a chiedere favori, farà allontanare, sempre di più, le persone da lei, tanto che dovrà cercare un modo per farcela da sola, contando solo sulle proprie forze di donna.

Fotogramma del film Full Time - Al cento per
Fotogramma del film Full Time – Al cento per

Recensione di Full Time – Al cento per

Il film si apre con Jules che sta dormendo inquieta, i suoi battiti si fanno sempre più accelerati fino a quando non suona la sveglia. Ecco, da questo momento la sua giornata frenetica inizia.  Il film si svolge a Parigi che ci viene mostrata in uno scenario post – apocalittico, ma sfortunatamente è la pura realtà; dove non ci sono treni per arrivare in città e il traffico è da bollettino nero. Dall’altro lato, invece, il paese di Jules tranquillo e senza persone che corrono ogni giorno per arrivare puntuali. Questo periodo di scioperi e manifestazioni è molto frequente in Francia, il quale ogni anno fa rischiare di far perdere il lavoro a moltissime persone.

Jules è interpretata da Laure Calamy che riesce, fin dall’incipit, a trasmettere le emozioni e l’ansia del personaggio. L’ansia è l’elemento principe di Jules che viene presa da un forte sconforto e stress nel non riuscire a pagare le bollette, nel sapere di essere a rischio posto di lavoro, ma a causargli quest’ansia che la invade c’è anche la sua solitudine, la sua malinconia, la sua paura di non riuscire a farcela e non di ottenere mai una mansione ben retribuita e di non avere nessuno che lo aiuti a sopravvivere. Lo spettatore teme per lei in molteplici momenti grazie a una regia e sceneggiatura che crea un atmosfera pesante intorno a lei e che ci spingere a credere che Jules prima o poi si suiciderà per scappare dal dolore, ma sarà proprio quel sentimento d’amore che ha per i suoi figli ha salvarla. Proprio per loro lei nasconde i suoi sentimenti evitando che i suoi piccoli si preoccupino per lei. La donna infatti cercherà in tutto i modi di non far mai mancare nulle ai suoi bambini. Questo fa di Jules una buona madre e noi tiferemo per lei per tutta la durata della pellicola, ciò significa che la sceneggiatura risulta capace di tramettere empatia tra la storia e il nostro vissuto.

Laure Calamy in una scena del film
Laure Calamy in una scena del film

Il titolo Full time (a plein temps) che significa letteralmente tempo pieno è azzeccatissimo perché da un lato richiama ciò che fa quotidianamente, senza avere mai un momento di tregua e dall’altro rievoca la sua probabile proposta di lavoro come manager in una grandissima azienda. Alto è l’elemento di denuncia lavorativa delle grandi aziende le quali, pagano una miseria i loro dipendenti e non li perdonano neanche un piccolo ritardo.  Gravel è riuscito a dare un buon margine ai personaggi i quali, anche se pochi, sono delineati molto bene e con tutti delle caratteristiche differenti. Anche il marito di Jules, il quale non si vedrà mai, ma lo sentiremo solo al telefono, risulta ben scritto tanto che basta la sua voce per farci comprendere che persona sia: un imbroglione e un insensibile, il quale non si preoccupa neanche di fare gli auguri a suo figlio per il compleanno. Il regista è in grado di trasmetterci i momenti d’ansia e angoscia della protagonista attraverso i suoi battiti accelerati in sottofondo e le sue continue corse contro il tempo. Un po’ meno bravo per il padroneggiamento del tempo, film molto fluido tranne per gli ultimi trenta minuti e delusione per il finale, che a mio parere, è risultato troppo frettoloso e inaspettato.

Scena del film À PLEIN TEMPS
Scena del film À PLEIN TEMPS

In conclusione

Un film da vedere se amate il cinema Francese. La storia è colma di emozioni anche se il ritmo narrativo nell’ultima parte della storia risulta alquanto pesante.

Note positive

  • Ambientazione
  • La scrittura dei personaggi

Note negative

  • Gli ultimi 30 minuti risultano troppo frettolosi

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