Your Name. (2016): il ricordo di esistere intreccia un legame oltre il tempo

Your Name.

Your Name.

Titolo originale: Kimi no na wa.

Anno: 2016

Paese: Giappone

Genere: animazione, fantastico, sentimentale, drammatico

Casa di produzione: Comix Wave Films

Produttore: Katsuhiro Takei, Kouichirou Itou, Genki Kawamura

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 107 min

Regia: Makoto Shinkai

Sceneggiatura: Makoto Shinkai

Musiche: Radwimps, Yo Yamada

Trailer italiano di Your Name.

Presentato per la prima volta all’Anime Expo 2016 di Los Angeles e successivamente in Patria giapponese il 26 agosto dello stesso anno, Your Name. è la quinta grande opera del genio dell’animazione contemporanea Makoto Shinkai, successivo all’altro gioiellino “Il giardino delle parole” che a suo modo rientrerà anche in questo film. Acclamato tanto dalla critica quanto dal pubblico, le lodi che hanno abbracciato il film lo hanno reso un enorme successo commerciale, diventando il secondo anime più visto in Giappone dopo il Premio Oscar “La città incantata” del maestro Hayao Miyazaki, mentre a livello internazionale si pone come il film d’animazione giapponese con il maggior numero d’incassi nella storia.

Si sta dunque parlando oggettivamente di un gigante della filmografia mondiale, sia per i numeri ottenuti sia per il peso culturale che ha raggiunto soprattutto nel Sol Levante. Un successo che però spaventò lo stesso Shinkai, che addirittura arrivò a chiedere ai propri fan di smettere di andare a vedere il film. Sì, perché in realtà Your Name vuole essere un’opera personale, intima e minimalista, nel pieno rispetto della poetica del suo (troppo) umile regista. Più che negli altri suoi splendidi lavori, si vuole qui rimarcare come il diritto ad amare ed essere amati spetti ad ogni persona, che quel diritto va ricercato ma può anche capitare per caso, e sa essere più forte di tutto, anche del tempo e dello spazio. Tutti sulla Terra abbiamo infatti una persona che è destinata a far parte della nostra vita (dice Shinkai) e una volta incontrata, sembra di aver già incrociato il suo sguardo da qualche altra parte, magari di averla persino conosciuta…ma non ti ricordi, o non sapevi, il suo nome.

“Questo film l’ho fatto per me, perché spero di incontrare quella persona che so che mi sta aspettando.”

(M. Shinkai)

Your Name: Taki guarda la cometa
Taki guarda la cometa

Trama di Your Name.

La studentessa Mitsuha vive un’esistenza tranquilla e monotona nella periferia di Tokyo, nel centro rurale d’Itomori, insieme alla sorellina e alla nonna sacerdotessa del tempio. Ragazza di sani principi, intelligente, introversa e dedita a rispettare la tradizione religiosa della matriarca, Mitsuha viene di fatto abbandonata dal padre – sindaco della città – e presa di mira delle compagne di scuola. Sogna di cambiare vita, nuove avventure, magari di avere successo nella splendente capitale. Taki è un affascinante liceale di Tokyo imbranato – specialmente con le ragazze – e indaffarato nel dividere le energie delle sue giornate tra la scuola e il lavoro di cameriere in un ristorante chiamato “Il giardino delle parole”. Sogna di cambiare vita, un attimo di pace, magari apprezzare la bellezza della tranquillità in una cittadina di periferia.
Un giorno i loro sogni diventano realtà: inspiegabilmente e in modo imprevedibile infatti, quando vanno a dormire i due si risveglieranno l’uno nel corpo dell’altra.

Dopo lo stupore e l’imbarazzo iniziale, Taki vivrà la quotidianità di Mitsuha e viceversa, importando reciprocamente aspetti positivi nella propria vita: lei organizzerà il primo appuntamento di Taki con una collega del ristorante, mentre lui renderà Mitsuha più popolare a scuola. I due riescono a comunicare e aggiornarsi tramite sms sul cellulare, post-it e messaggi scritti sul braccio, finendo inevitabilmente per avvicinarsi affettivamente sempre di più. Un giorno però, improvvisamente questo “collegamento” si interrompe e Taki non ha più notizie di Mitsuha, non ricordandosi neppure il suo nome. Con alla mano i disegni da lui composti circa i luoghi di vita della ragazza, Taki decide di partire e incontrare finalmente Mitsuha di persona, ma lo aspetterà una terribile scoperta.

Ogni tanto, la mattina, quando mi sveglio, mi capita di ritrovarmi in lacrime. [Mitsuha]

Il sogno che so di aver fatto non riesco mai a ricordarlo, però…
[Taki]

…però dopo essermi svegliata mi resta la sensazione che qualcosa sia andato perduto per sempre.
[Mitsuha]

Sono sempre alla ricerca di qualcosa o di qualcuno.
[Taki]

Questa sensazione si è impossessata di me da quel giorno.
[Mitsuha]

Quel giorno in cui sono cadute le stelle: è stato come
[Taki]

come una visione dentro un sogno, niente meno di questo.
[Mitsuha]

Un spettacolo magnifico.

Your Name.
Your Name: Due realtà opposte che si intrecciano
Due realtà opposte che si intrecciano

Recensione di Your Name

Volevo parlare del modo in cui vediamo la sessualità, ma con un approccio divertente.

M. Shinkai

Obiettivo raggiunto appieno per M. Shinkai, che prende un espediente narrativo molto sfruttato in ambito cinematografico (lo scambio dei corpi) per raccontare una meravigliosa storia di sentimenti e non “solo” di amore, attraverso il cambio di umanità, mai volgare o banale nel far scoprire ai propri protagonisti i tratti, i punti di forza e di debolezza, le caratteristiche dell’altro sesso. Your Name. è manifesto della delicata e poetica filmografia del regista nipponico, capace di conferire rara potenza emotiva a tormentati legami affettivi che si rivelano più forte di tutto. Un amore più forte della distanza, sia geografica sia culturale, con la frenetica vita della metropoli che si contrappone a quella tradizionalista della campagna, della periferia; materialismo contro spiritualità. Un amore più forte del tempo, della differenza di età e degli scherzi della memoria, che il passare degli anni non fa altro che rendere più frequenti e imprevedibili. Spazio e tempo imprimono il ricordo di un popolo, dell’esistenza di sé, identificando la persona attraverso il proprio Nome, che non deve essere dimenticato. Anche quello del “ricordo” è infatti tema molto caro a Shinkai – già ottimamente affrontato nel precedente “5 cm al secondo” – assumendo qui un ruolo decisivo come da lui stesso affermato: “è un film sui ricordi, anche sulla loro perdita. Parla della memoria individuale e quella collettiva, e della perdita di una certa morale e del valore della tradizione“.

Musubi” significa legare, collegare, unire, creare un posto dove le persone possano legarsi con qualcosa di più saldo delle corde stesse. Musubi è il destino, un fil rouge – mai come in questo caso – capace di legare in modo imprevedibile due esistenze diverse e separate ma mai distanti, attraverso una narrazione che, quasi inaspettatamente, si intreccia senza aggrovigliarsi su loop temporali. Infatti, la prima metà del film – al ritmo della commedia rosa, molto divertente e dolce nel cercare di avvicinare affettuosamente i due protagonisti – si lega con la seconda attraverso un cambio narrativo e di tono che spalanca le porte al dramma. Senza voler rivelare troppo di questa parte narrativa (un punto decisamente a favore del film sta proprio in questo improvviso e determinante cambio di passo), oltre a sviscerare i temi sopracitati in modo sempre più emotivamente devastante, torna come nel miglior cinema del maestro Miyazaki il messaggio a difesa dell’ambiente, il dramma dei disastri ecologici e su tutti i fantasmi del nucleare che ancora attanagliano il ricordo (non a caso) della popolazione del Sol Levante.

Your Name: Un legame più forte del tempo e dello spazio
Un legame più forte del tempo e dello spazio

Eredità di Miyazaki?

Citando il Maestro, Shinkai ha da sempre respinto al mittente l’etichetta posta da critica e fan di “erede di Miyazaki”, con proverbiale onestà, professionalità e umiltà; tuttavia resta inevitabilmente ben visibile, soprattutto per la composizione dell’immagine, l’influenza dei capolavori dello Studio Ghibli. Rimanendo però fedele al proprio stile, dà prova con forza di non essere un emulatore ma, oltre a un abilissimo disegnatore, anche un ottimo regista capace di trasformare le sue meravigliose fatiche su carta in opere brillanti sul grande schermo. La complessità della narrazione e l’intimità della poetica vengono infatti rappresentate con rara spettacolarità visiva, con il disegno che si pone al centro dello schermo supportato – e non sostituito – dal digitale, che riesce a far brillare il tratto grafico. Dalla lacrima facile, le meravigliose sequenze riescono ad avere forte presa sullo spettatore grazie ai guizzi registici di ottima fattura, coadiuvati da un montaggio e una sovrapposizione d’immagini nel tempo e nello spazio che tengono vivo un ritmo esaltante. L’emozionante colonna sonora composta dalla rock band giapponese Radwimps ha poi decisamente dato una sostanziosa spinta al successo del film, alternando note più malinconiche a quelle più elettriche e frenetiche, risultando un ottimo completamento al dialogo fra i personaggi come richiesto dallo stesso Shinkai.

È decisamente vero che i film provenienti dal magico Oriente – specialmente gli anime – sono quelli che più di tutti andrebbero seguiti e gustati in lingua originale, per non perdersi la pura musicalità dei loro scontri e abbracci verbali; ma è anche vero che qui occorre fare un ulteriore plauso al doppiaggio italiano di Manuel Meli (Taki) e Emanuela Ionica (Mitsuha), che non tradiscono la forza emotiva e la vicinanza dei due protagonisti ma, in coerenza con l’intera pellicola, sanno scaldare il cuore.

Tasokare.
È il termine da cui deriva tasogare-doki, il crepuscolo.
Sapete cos’è il crepuscolo, giusto?
È il momento della sera in cui non è né giorno né notte, quando il mondo sembra sfumare e si può incontrare qualcosa di non propriamente umano.

La cometa Tiamat

In conclusione

Considerato (non per suo conto) “erede di fatto di Miyazaki”, il talentuoso regista M. Shinkai si afferma definitivamente mettendo in scena un capolavoro visivo, fortemente emotivo, con un montaggio e un sapiente tocco di digitale in grado di arricchire illustrazioni di per sé incredibili. Una forte scrittura poetica che anima il puro sentimento, con una love story tra due protagonisti finemente caratterizzati, intrecciando con pretesti fantastici sequenze comiche, molto divertenti, con la seconda drammatica parte del film, molto più intensa e straziante. Un capolavoro di forma e sostanza.

Note positive

  • Sceneggiatura che tocca temi importanti con grande delicatezza, regalando colpi di scena
  • Emozione tanto nella potenza visiva quanto nel legame tra i protagonisti
  • Montaggio e colonna sonora che tengono alto il ritmo

Note negative

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